Fratelli Nemici – Close Enemies — La Recensione

 

La quotidianità del narcotrafficante

Le strade di tre amici fraterni Manuel, Driss e Imrane, cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, si biforcano sui versanti opposti della legge. Manuel e Imrane scelgono la via del crimine mentre Driss diventa un agente della narcotici. La morte di Imrane porta i due uomini ad incontrarsi di nuovo e a capire che hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei loro rispettivi mondi.

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Fratelli Nemici è stato presentato con successo alla settantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ed è debitore di tanto cinema di genere degli ultimi anni.

Questo noir contemporaneo è realizzato con una messa in scena sempre molto tesa e nervosa, che però risulta lento e prevedibile nello svolgimento; ha dei picchi di tensione tecnicamente davvero ben realizzati, eppure gli stessi non sorprendono mai davvero lo spettatore.

La trama pecca di originalità, poiché ricalca molti polar che sono stati prodotti negli ultimi anni proprio dalla Francia: si sente molto l’influenza del primo Jacques Audiard, senza per questo avere l’incisività di film come Il Profeta.

Ma ciò non sminuisce il film. Anzi, il regista David Oelhoffen usa questo canovaccio di stereotipi per andare al cuore dei personaggi. Il racconto è infatti debitore anche nei confronti di  quella tragedia greca in cui i protagonisti cercano con tutte le loro forze di lottare contro un destino già segnato.

La forza del film non sta tanto nella storia, quanto nella mancanza di giudizio morale.  Da spettatori ci troviamo ad empatizzare ugualmente con entrambe le parti coinvolte: da una parte la legge con il personaggio di Driss, interpretato da Reda Kateb; dall’altra il crimine delle leggi ancora più severe, come sperimenterà sulla sua pelle Manuel, interpretato da Matthias Schoenaerts. Impariamo infatti insieme a loro che a volte legge e crimine sono due facce della stessa medaglia. Ma ancora di più, riusciamo a sentire la quotidianità dei loro gesti.

Fondamentale la prova degli attori: Matthias Schoenaerts si conferma un ottimo interprete, dimostrandosi a suo agio sia in ruoli testosteronici che in ruoli più delicati. Una delle storyline più sentite del film è proprio il rapporto di Manuel con suo figlio – fortissima la scena quando, dopo un attentato alla sua vita, la prima cosa che fa è andare a casa per abbracciarlo – .

La fotografia, assieme al montaggio di Anne-Sophie Bion, crea l’atmosfera perfetta, con periferie da toni freddi e dilatati,e una composizione delle scene che sorregge l’intero film e gli conferisce un’adrenalica nervosità.

Molte volte abbiamo la sensazione che troppi flashback rovinino la narrazione, ma magari in questo film qualche flashback avrebbe effettivamente aiutato a comprendere la profondità del legame tra Manuel e Driss, che si scopre davvero troppo in là nell’intreccio.

E a ben pensare, una delle pellicole che può ricordare questa storia, in cui la sottile linea della corruzione separa il giusto dall’ingiusto, è Pride and Glory di Gavin O’Connor, con Colin Farrell e Edward Norton.

Poster

Close Enemies – Fratelli Nemici è dal 28 Marzo al cinema

Anna Antenucci

Info

Titolo originale: Frères Ennemis

Durata: 111'

Data di Uscita: 28 Marzo 2019

Regia: David Oelhoffen

Con: 

Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, 

Adel Bencherif, Nicolas Giraud.

Distribuzione: Europictures

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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