Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli – La Recensione: mitologia, combattimenti e magia in un mondo di supereroi

La Leggenda dei Dieci Anelli è più che semplice realtà per Shang-Chi (Simu Liu) e la sua famiglia, ora più che mai. E quando il passato arriva a bussare alla porta del giovane, lui non può che rispondere…

Sembra proprio una fiaba d’altri tempi immersa nella modernità, questo Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli. Un tuffo nella cultura orientale, nella sua mitologia, nelle sue arti marziali, ma rimanendo ancorati nell’universo di riferimento del film.

È così che si presenta la pellicola diretta da Destin Daniel Cretton, l’ultima entrata nel Marvel Cinematic Universe, in arrivo il primo settembre sugli schermi italiani e il 3 settembre negli Stati Uniti e in altri paesi. Quello che dovrebbe essere secondo molti “l’erede di Black Panther“, dato che apre al primo protagonista di origini asiatiche del MCU, e ci immerge in un’ambientazione del tutto diversa da quelle viste finora… O quasi.

Come visto già dal trailer, infatti, sebbene in apertura veniamo effettivamente trasportati in tutt’altri luoghi ed epoche, la prima volta che incontriamo il nostro protagonista interpretato da Simu Liu è a San Francisco, in un mondo post-blip, dove il ragazzo conduce un’esistenza apparentemente normale assieme alla sua amica Katy (la vera MVP del film, Awakwafina). Non ci vorrà molto, tuttavia, affinché la quotidianità arriverà a scontrarsi con la straordinarietà, e a rivelare molto, molto di più su Shaun, come si fa chiamare adesso, e il suo passato.

Shang-Chi non ha certo paura di spaziare e di trarre elementi dai più diversi generi cinematografici, dal wuxia al fantasy alla buddy comedy, ma sempre memore del mondo in cui sta giocando, e senza mai cadere nel pastiche troppo impasticciato. Si ride e si scherza, ovviamente, come i film dei Marvel Studios ci hanno insegnato, ma un vero fan sa perfettamente che dopo ogni battuta e siparietto comico (tra l’altro sempre ben congegnati) possiamo aspettarci di vedere grandi scene d’azione o intensi momenti drammatici, sviluppi di questioni familiari, culturali, politiche, e storiche, che andranno non solo ad arricchire i personaggi e le storie interne alla stessa pellicola, ma anche all’intero universo Marvel.

Porta una ventata di freschezza, il film di Cretton, soprattutto per l’azione e i combattimenti, che a differenza di tanti altri film sui supereroi, può contare sull’innesto delle arti marziali e grandi sequenze alla Tarantino per intrattenere lo spettatore, almeno fino all’arrivo dell’elemento principalmente fantastico. Questa, a seconda dei gusti, può rappresentare un’aggiunta azzeccata o meno, ma di certo non gratuita. Dopotutto, come ci verrà ricordato più volte nel corso della pellicola, questa è una storia iniziata molti, molti anni prima.

Noi adesso la stiamo vivendo attraverso gli occhi di una famiglia un tempo molto unita, ora molto meno, di certo disfunzionale (come potrebbe essere altrimenti con un padre dai poteri millenari che addestra il proprio figlio nell’arte di uccidere?), ma non per questo meno impossibile da comprendere nelle sue dinamiche, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai suoi interpreti (Tony Leung e Fala Chen su tutti).

Anche se, è impossibile non ammettere, lo spettatore si sentirà forse molto più vicino alla sbalordita Katy, che scena dopo scena assiste alla rivelazione di un intero e spettacolare (ma anche incredibilmente pericoloso) mondo di cui non era minimamente a conoscenza, che qualunque altro personaggio del film (e anche qui, come potrebbe essere altrimenti?).

Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli è dal 1 settembre al cinema (e rimanete in sala per le due scene dopo i titoli di coda!).

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings 

Durata: 132'

Data D'Uscita: 1 settembre 2021

Regia: Destin Daniel Cretton

Con: 

Simu Liu, Tony Leung,
Awkwafina, Michelle Yeoh, 
Meng'er Zhang, Fala Chen 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

The Suicide Squad – La recensione: cuore e follia nel nuovo film DC firmato James Gunn

Un gruppo di supercriminali viene “ingaggiato” per portare a termine una vera e propria missione suicida per conto del governo americano. Ce la faranno i nostri (anti) eroi?

War Heist Movie con dei Supervillain“. È così che James Gunn descriveva il suo The Suicide Squad durante il tour promozionale del film. E in effetti, l’etichetta calza, i generi di riferimento ci sono tutti… Ma è anche tremendamente riduttiva. Perché The Suicide Squad – Missione Suicida è molto più di quel che può sembrare, di quel che ci si possa aspettare da una pellicola che promette di mandare allo sbando un gruppo di supervillain nel tentativo di salvare la giornata.

La pellicola scritta e diretta da Gunn rispecchia alla perfezione lo stile del regista, il suo modo di fare, pur trovando una sua specifica identità (cosa non facile, soprattutto se pensiamo che molti si aspettano di vedere sullo schermo un Guardiani della Galassia 2.0).

E, consiglio spassionato per lo spettatore, sarebbe meglio non perdersi in paragoni tanto tra i film Marvel targati Gunn, come tra questo “soft reboot” – come ci è stato a un certo punto presentato – e il suo predecessore, il Suicide Squad di David Ayer: le pellicole, seppur simili per molti aspetti, non potrebbero essere più differenti, ed è esattamente questo il punto.

C’è un avvertimento che viene ripetutamente espresso dai materiali promozionali di The Suicide Squad, un concetto che probabilmente sarà stato preso alquanto alla leggera dal pubblico, ma che si rivelerà quantomai veritiero fin dai primi minuti del film, e che riassunto senza fare spoiler si potrebbe ridurre a un semplice “Aspettatevi di tutto“.

Perché Gunn non si è certo risparmiato nel realizzare un’opera che è capace di mostrare estrema brutalità in una scena, e momenti intimi e ricolmi d’empatia in quella successiva, alternando pazzesche scene d’azione in altrettanto incredibili contesti (è la fiera degli effetti pratici, preferiti alla meno “reale” CGI) a backstory e scambi dal grande impatto emotivo, non dimenticandosi mai di condire il tutto con una chiara visione politica, d’altronde inevitabile se si prende in considerazione il fatto che la missione della Task Force X ha luogo sull’isola di Corto Maltese, recente teatro di un colpo di stato (ma anche qui, c’è molto altro dietro).

E mentre cerchiamo di districare tutti i fili che conducono noi e i protagonisti proprio su quest’isola, mentre veniamo a conoscenza del passato, dei sogni (infranti) e delle aspirazioni di questi ultimi, sono diversi tra i villain-quasi-eroi-ma-non-troppo a spiccare, nonostante il gran numero di personaggi presenti.

La Harley Quinn di Margot Robbie è ormai una garanzia, e non fa eccezione sotto la guida di Gunn; il Rick Flag di Joel Kinnaman ha finalmente occasione di brillare; il Peacemaker di John Cena è ancor più intrigante di quanto si preannunciasse (e per uno che si presenta con una frase come “La cosa che ho più a cuore è la pace, e non importa quanti uomini, donne o bambini devo uccidere per ottenerla”, è tutto dire); il Bloodsport di Idris Elba e la Ratcatcher 2 di Daniela Melchior sono probabilmente tra i personaggi meglio esplorati della pellicola, anche grazie alla dinamica che si viene a creare tra loro; e forse andava già da sé, ma aspettatevi grandi cose anche da Polka-Dot Man (David Dastmalchian) e soprattutto Nanaue/King Shark (a cui presta la voce Sylvester Stallone).

Come può immaginare chi conosce un minimo l’operato di James Gunn (o semplicemente chi ha dato un’occhiata ai trailer del film), The Suicide Squad è intriso di uno humor che rende tutto più folle, ma che è anche in grado di bilanciare i momenti più drammatici e quelli più grotteschi della pellicola, che grazie a delle indovinate scelte registiche, vengono intessuti efficacemente tra loro per dar vita a un prodotto organico, che non lascia troppo spazio ad eventuali “E se in questo punto avessero fatto così invece…“.

E vedrete che non ci vorrà molto affinché più recente cinecomic DC rientri di diritto tra i preferiti di critica e pubblico, e assuma lo status di cult del genere.

The Suicide Squad – Missione Suicida arriverà in tutte le sale cinematografiche il 5 agosto 2021.

Ma attenzione a non affezionarsi troppo…

Laura Silvestri


Info

Titolo Originale: The Suicide Squad

Durata: 132'

Data D'Uscita: 5 agosto 2021

Regia: James Gunn

Con: 

Viola Davis, Margot Robbie,
John Cena, Idris Elba,
Joel Kinnaman, Daniela Melchior

Distribuzione: Warner Bros.

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

Black Widow – La Recensione: un ritorno a casa che è anche un addio

La Natasha Romanoff di Scarlett Johansson è protagonista di un’avventura adrenalinica in cui dà la caccia ai demoni del passato nel tentativo di costruire un futuro migliore. E nel frattempo, ci scappa anche una particolare riunione di famiglia…

Hello, hello, hello!

Ci siamo: finalmente, dopo due anni dal nostro ultimo appuntamento al cinema con il Marvel Cinematic Universe, si torna in sala per godersi sul grande schermo l’avventura in (semi-)solitaria di Scarlett Johansson in Black Widow. Ambientato nel periodo che intercorre tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, il film diretto da Cate Shortland punta i riflettori su Natasha Romanoff, la spia ed ex-Agente dello S.H.I.E.L.D. introdotta già nel 2010 in Iron Man 2, che a distanza di poco tempo sarebbe divenuta uno degli Avenger originali, e a cui abbiamo dovuto dire addio esattamente 10 anni dopo in Avengers: Endgame.

Load up on guns, bring your friends
It’s fun to lose and to pretend”

Ma arrivati a questo punto, potrà dire qualcuno, era davvero necessaria una pellicola tutta dedicata a un personaggio che abbiamo già visto tante volte e che teoricamente (mai dire mai con Marvel) non rivedremo più? Forse no, ma assolutamente sì. Forse no perché ormai potevamo anche accettare il passato di Natasha come un mistero di cui avremmo solo sentito parlare, con i misteriosi riferimenti a Budapest o a un certo incontro con un certo soldatoil cui nome è legato a una determinato periodo dell’anno, ma assolutamente sì perché quale modo migliore di camminare verso il futuro se non voltarsi per un’ultima volta e dare uno sguardo al passato? Quale modo migliore di celebrare un’eroina che, nella foga degli eventi di Endgame, non avevamo avuto il tempo di salutare? Ecco allora che ci viene data l’opportunità di fare entrambe le cose assieme a dei nuovi compagni di viaggio.

Diamo dunque il benvenuto a Yelena Belova (Florence Pugh), Alexei Shostakov/Red Guardian (David Harbour) e Melina Vostokoff (Rachel Weisz), l’anticonvenzionale famiglia che da tanto viene anticipata, e che non solo ci regala i due personaggi capaci di tenere il passo e in diverse istanze addirittura rubare anche la scena alla protagonista (Yelena e Alexei), ma che fungono anche da ancora emotiva per l’intera pellicola.

“I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us

Così, in quello che riesce ad essere un ben misurato mix tra film d’azione e character piece, commedia e dramma, tutto dichiaratamente in salsa Marvel, ma con un tocco di intimità in più rispetto al solito, andiamo più a fondo nell’identità della Vedova Nera, di tutte le Vedove Nere; scopriamo il perché di quel rosso sul registro per Natasha; capiamo finalmente uno dei motivi per cui è tanto legata a Clint Barton/Hawkeye (Jeremy Renner), che pur non presente fisicamente nel film, ha la sua importanza); aggiungiamo un importante tassello all’intreccio di racconti che è il MCU; e veniamo finalmente introdotti a quella che è la nuova generazione Marvel.

E sebbene la formula con cui ci viene presentato il tutto sia abbastanza semplice (una spy story piuttosto lineare e senza troppi ghirigori) e non vi siano poi chissà grandi sorprese almeno a livello di trama (in particolare per quanto riguarda un certo villain, forse il punto più debole dell’opera), il prodotto alla fine funziona così com’è, con le sue citazioni illustri (James Bond, Nirvana, Sia, Captain America: Winter Soldier) e la sua natura più riservata, che però apre a un mondo di possibilità se non per il suo personaggio principale, almeno per il resto dell’esnsemble (come sempre, prepuratevi di non staccarvi dalla poltron(cin)a dopo i titoli di coda).

“With the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us”

Alziamo allora un bicchierino di vodka in onore di Natasha Romanoff, brindiamo al suo passato, al suo percorso da eroina, e ringraziamola per questi 11 anni di onorato servizio non solo come membro degli Avengers, ma anche come uno dei personaggi più interessanti e complessi del MCU. E speriamo in un futuro che sappia raccogliere al meglio la sua eredità.

Black Widow arriverà il 7 luglio al cinema e il 9 luglio su Disney+ tramite Accesso VIP.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Black Widow 

Durata: 133'

Data D'Uscita: 7 luglio 2021

Regia: Cate Shortland

Con: 

Scarlett Johansson, Florence Pugh, 
David Harbour, Rachel Weisz 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

Omicidio a Easttown – Il Murder Mystery con Kate Winslet in arrivo su Sky

Easttown è una tranquilla cittadina della Pennsylvania, dove raramente accade qualcosa al di fuori dall’ordinario… O forse no? Kate Winslet è Mare Sheehan, la detective locale che dovrà risolvere il mistero dietro un violento omicidio, e far fronte a ciò che verrà fuori dal vaso di Pandora che sembra essersi aperto con esso.

Il 9 giugno su Sky e NOW arriverà una nuova miniserie prodotta da HBO, Omicidio a Easttown, che vede come interprete e produttrice l’attrice Premio Oscar Kate Winslet, alla quale si uniscono, tra gli altri, Guy Pearce (che torna a collaborare con Winslet dopo un’altra minerie di HBO, Mildred Pierce), Evan Peters (American Horror Story), Angourie Rice (Spider-Man: Far From Home), Jean Smart (24) e Julianne Nicholson (Black Mass).

Composta da 7 episodi, la miniserie è sostanzialmente un Murder Mystery di quelli che si prende tutto il tempo necessario per far entrare lo spettatore nella mentalità e nelle vite degli abitanti della apparentemente idillica cittadina, uno di quei paesini d’America in cui una reunion sportiva del liceo è una notizia da prima pagina, ma che in realtà nasconde molti più segreti di quel che si possa pensare.

Ma non siamo a Wisteria Lane, e sebbene non manchino momenti dedicati allo humor, per meglio bilanciare i temi più profondi della serie, siamo un po’ più lontani da Desperate Housewives e un po’ più vicini a Defending Jacob.

E se, come naturale che sia, è il caso di omicidio che sconvolgerà la comunità di Easttown a mettere in moto la serie di eventi che si susseguiranno sullo schermo, è presto rivelato che le famiglie con cui iniziamo ad avere maggior confidenza come pubblico celano tutte ferite più profonde e con più estese ramificazioni sugli eventi presenti di quanto ci si potesse aspettare.

Così il regista Craig Zobel (The Hunt) e lo showrunner, sceneggiatore e produttore Brad Ingelsby (Tornare a Vincere) riescono a dare vita in maniera dettagliata ed efficace alla realtà della piccola città, a volte confortevole, a volte soffocante, e declinare corentemente e appropriatamente al contesto temi universali ma anche estremamente intimistici come la ricerca d’identità, il riconoscimento e l’accettazione dei propri errori e l’elaborazione del doloree, dei traumi e del lutto.

Per la riuscita di una tale operazione però sono necessarie alcune condizioni basilari, che nel caso di Omicidio a Easttown possiamo dire che vengano rispettate con tanto rigore quanto stile personale: la qualità della recitazione è difficilmente messa in dubbio anche senza aver visto tutti gli episodi, anzi, è data abbastanza per scontata considerata la presenza di attori come quelli sopra elencati, a partire dalla stessa Winslet, che riesce a dare uno spessore e un’accessibilità davvero impressionanti a un personaggio che tanto fatica a mostrare la propria vulnerabilità come quello di Mare; il mistero principale, che si ricollega poi ad altri avvenimenti di significato apparentemente minimo al problema del momento, è strutturato in modo tale da tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore, facendogli credere di aver trovato risposte che invece si riveleranno tutt’altro che corrette nella loro singolarità, ma che saranno comunque essenziali per arrivare alla verità; e anche se a volte si può credere che lo show pecchi di un procedere forse troppo lento, basta guardare a quanti eventi vengono mostrati in un singolo episodio, quanti elementi pregnanti alla narrazione vengono se non rivelati, almeno anticipati, e osservare le modalità con cui ogni ora di racconto ha inizio e si conclude per rendersi conto che la forma rispecchia esattamente il contenuto, e che non potrebbe esserci stile più adatto per portare in tv non solo Mare, ma tutta Easttown.

Omicidio a Easttown arriverà su Sky e NOW mercoledì 9 giugno alle ore 21.15.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Mare of Easttown 

Durata: 7 appuntamenti

Data D'Uscita: 9 giugno 2021

Regia: Craig Zobel

Con: 

Kate Winslet, Evan Peters, 
Guy Pearce, Jean Smart, 
Angourie Rice, Julianne Nichols

Distribuzione: Sky

Materiali Stampa: Sky

Speravo De Morì Prima – La nuova serie Sky su Francesco Totti

Un inedito Francesco Totti interpretato da Pietro Castellitto è protagonista della dramedy Sky in sei episodi che esplora la sua vita professionale e privata nei mesi precedenti al suo commovente addio al calcio.

Non ci sono colori né squadre quando si tratta di riconoscere il talento, la lealtà e l’impegno di un giocatore che nella vita ha dato tutto e anche di più allo sport a cui si è dedicato; che per anni ha portato con orgoglio e determinazione un solo stemma cucito sul petto; che ha sempre avuto una forma precisa impressa nel cuore: quella di un pallone.

Per questo la nuova serie Sky Speravo de morì prima è un’occasione senza precedenti (ma speriamo non unica nel suo genere da qui in avanti) per andare oltre il tifo, oltre le simpatie personali per questa o quella squadra che non è quella del proprio cuore, e provare a guardare da una diversa prospettiva una delle leggende del calcio italiano, l’ex-Capitano della Roma Francesco Totti.

In una commistione di epica e leggerezza, adottando un tono pop e un genere decisamente inaspettato per un simile titolo – quello della dramedy – l’appuntamento in sei parti che debutterà il 19 marzo su Sky e NOW ci offre uno sguardo nella vita privata e professionale di Francesco, l’uomo dietro a “Er Pupone“, o meglio ancora, l’uomo e il personaggio, perché in uno vi è il tutto, senza l’uno non può esservi l’altro.

Ecco allora che sotto l’indovinata e ispirata direzione di Luca Ribuoli, e grazie ai memorabili dialoghi e all’impostazione della sceneggiatura di Stefano Bises, Michele Astori e Maurizio Careddu, un cast pieno di talento come quello composto, tra gli altri, da Pietro CastellittoGreta ScaranoGian Marco TognazziMonica GuerritoreGiorgio Colangeli ci facilita davvero l’immersione in un’avventura televisiva appassionante e coinvolgente.

In Speravo de morì prima è sì al centro di tutto la figura di Totti, ma viene evidenziata fin da subito l’importanza dei rapporti interpersonali dell’uomo e del giocatore, a partire dalla moglie Hilary (Scarano) e i genitori Fiorella (Guerritore) e Enzo (Colangeli), passando poi per il resto della famiglia, gli amici di sempre, e ovviamente i suoi colleghi e compagna di squadra – grande importanza avranno in particolare nei primi episodi le figure di Antonio Cassano (Gabriel Montesi) e dell’allenatore Luciano Spalletti (Tognazzi) – in quella che è stata, come ha ribadito anche il regista in sede di conferenza stampa nel maestoso Stadio Olimpico di Roma la volontà di mostrare “Qualcosa oltre al campo“, di “scommettere sulla vita privata dell’atleta” tanto quanto quella sportiva, creando “la sintesi ideale“.

Solo così la storia di un mito vivente può farsi comune nel senso di universale, vicina allo spettatore, e per questo perfettamente godibile da ogni tipo di pubblico. Perché tutti conosciamo una mamma come Fiorella o un papà come Enzo; tutti, prima o poi, abbiamo avuto a che fare con dei problemi se non simili nel modo di manifestarsi o nella portata, di certo somiglianti nella natura a quelli che anche uno come Francesco Totti possa avere; perché anche noi possiamo esserci trovati di fronte a un’equazione – reale o figurata che sia – che non sapevamo risolvere, e abbiamo agito probabilmente alla stessa maniera di come ha fatto il Capitano della Roma quando si è trovanti il muro da scavalcare per tornare in carreggiata.

E quando arriverà il momento dell’addio alle scene, al campo, alla squadra e al pallone… Beh, per quello magari aspettiamo di vedere come finisce la serie prima di dire qualcosa. Anche se questa è basata sul libro Un capitano di Francesco TottiPaolo Condò; anche se questa si ispira ai fatti realmente accaduti il cui esito abbiamo ancora bene a mente. E come potremmo, d’altronde, dimenticarlo.

Il primo appuntamento con Speravo de morì prima sarà venerdì 19 marzo alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su NOW (e disponibile anche on demand).

Laura Silvestri

Info

Titolo: Speravo de morì prima

Durata: 6 appuntamenti

Data D'Uscita: 19 marzo 2021

Regia: Luca Ribuoli

Con: 

Pietro Castellitto, Greta Scarano, 
Gian Marco Tognazzi, Monica Guerritore,
Giorgio Colangeli 

Distribuzione: Sky

Materiali Stampa: Sky

Tutti per 1 – 1 per Tutti, il nuovo film di Giovanni Veronesi arriva su Sky

Il ritorno dei Moschettieri

Athos, Porthos e D’Artagnan sono stati incaricati dalla Regina di portare a termine un’ultima missione: scortare la Principessina Ginevra al confine con i Paesi Bassi. Cosa potrà mai andar storto?

In tempo per il giorno di Natale arriva su Sky l’ultima fatica di Giovanni Veronesi, Tutti per 1 – 1 per Tutti. Pronti a partire ancora una volta all’avventura con i Tre Moschettieri (o quello che ne rimane) e D’Artagnan?

Il 25 dicembre è per tutti un giorno di festa, e solitamente lo si passa con i propri cari, mangiando e giocando a carte o a tombola, ma sempre in felice compagnia. Quest’anno, come ben sappiamo, è tutto diverso, come lo è stato praticamente ogni aspetto del 2020. Come fare allora per portare un po’ d’allegria nelle case degli Italiani?

Ci pensa Sky, in collaborazione con Vision Distribution e Indiana, mandando in onda proprio la sera di Natale il nuovo film di Giovanni Veronesi, 1 per Tutti – Tutti per 1.

Questa volta, i Moschettieri interpretati da Pierfrancesco Favino (D’Artagnan), Rocco Papaleo (Athos) e Valerio Mastrandea (Porthos) – grande assente Sergio Rubini (Aramis), almeno in “forma umana” -, attempati e pieni di acciacchi, si ritrovano a fare da scorta alla Principessina d’Inghilterra (Sara Ciocca), che deve raggiungere i Paesi Bassi per poter salvare l’Ancien Régime grazie a delle nozze combinate.

Ma Ginevra non ci sta, come non ci sta neanche il piccolo Buffon (Federico Ielapi), innamorato della ragazza. Così i due ne combineranno una dopo l’altra, mettendo in pericolo le relazioni tra i due regni e l’onore dei Moschettieri (che se li fanno scappare da sotto il naso ), ma facendo sì che questi si pongano delle domande fondamentali: staranno davvero facendo la cosa giusta? Vale davvero la pena calpestare in questo modo sogni e sentimenti? O forse i giovani hanno capito qualcosa in più della vita rispetto agli adulti?

Come nel primo film, I Moschettieri del Re – La Penultima Missione, Veronesi intreccia epica e modernità per comporre una storia senz’altro originale, ma forse questa volta non è andato tutto così liscio…

All’infuori di qualche brillante intuizione, infatti – come i personaggi di Giulia Michelini, TomTom, ovvero un navigatore umano che entra in modalità “oracolo” dopo averle letto un paradosso, e Giulio Scarpati alias Bighelì, dall’aspetto spaventoso, ma dal cuore d’oro, o anche il cameo a sorpresa di Giuliano Sangiorgi -, è difficile riscontrarvi l’ispirazione di cui sembrava essere dotato il precedente film, sia nella costruzione della storia, che nel dosaggio dei suoi elementi.

E dire che nei temi rispecchierebbe abbastanza i motivi del Natale, e la chiave di leggerezza con la quale vengono trattati è, come dice anche Favino in sede di conferenza stampa, “da non sottovalutare”. “È bello avere la possibilità di misurarsi con dei personaggi che non hanno per forza dei confini razionali o storici, perché il film gioca sul fatto che molto spesso spesso si fa riferimento alla nostra realtà e contemporaneamente all’epoca. E penso che questa sarebbe una bella palestra da alimentare” afferma ancora l’attore, spiegando come troppo spesso “come attori ci releghiamo solo nei termini del probabile, del possibile, e non sia mai si vada a toccare qualcosa che possa spostare questa linea. Ma credo che in questo momento ci sia bisogno di sconfinare nel mondo dell’improbabile, e la linea che amo di più di questo film è la quella demenziale. È il fatto che contemporaneamente sei un bambinone del ‘600, ma come riferimento hai tutto lo scibile umano e te ne prendi contemporaneamente anche gioco”.

Ma se la demenzialità non manca di certo in Tutti per 1 – 1 per Tutti, contrariamente a I Moschettieri del Re, a volte si pecca forse di eccessi sia in un verso che nell’altro dello spettro tonale, e spesso i riferimenti alla “cultura pop” non si mescolano poi così bene come dovrebbero.

In più, l’innesto ancor più evidente tra epoca moderna e il racconto “fiabesco” potrebbe risultare non sempre digesto, e togliere, più che aggiungere, impatto alla pellicola. Ma qui è probabilmente più una questione di gusto personale e preferenza dello spettatore, che un effettivo difetto del film.

Ad ogni modo, se volete passare una serata spensierata e farvi due risate con il buffo modo di parlare di D’Artagnan, o ascoltare Porthos che legge paradossi a un bizzarro oracolo per capire che pesci pigliare, basta sintonizzarsi su Sky alla 21.15 del 25 dicembre o cercare Tutti per 1 – 1 Per Tutti in streaming e on demand su NOW TV.

Laura Silvestri

Info

Titolo: Tutti per 1 - 1 per Tutti

Durata: 116'

Data d'Uscita: 25 dicembre 2020

Regia: Giovanni Veronesi

Con: 
Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, 
Rocco Papaleo, Giulia Michelini, 
Guido Caprino, Anna Ferzetti, 
Federico Ielapi, Sara Ciocca, 
Giulio Scarpati, Margherita Buy.

Distribuzione: Sky 

Materiali Stampa: Sky

Cops – Una Banda Di Poliziotti — La commedia in due appuntamenti targata Sky

La mia banda (di poliziotti) suona il Rock (della criminalità)

Cosa può fare una centrale di polizia di un piccolo e pacifico paesino della Puglia per evitare di chiudere i battenti? Ma darsi alla criminalità, ovviamente.

È questa la premessa di Cops – Una Banda di Poliziotti, la commedia in due parti diretta da Luca Miniero (Benvenuti al Sud, Un Boss In Salotto) e prodotta da Sky e Banjay Italia.

Ad Apulia le cose vanno bene… Fin troppo bene. La piccola centrale di polizia locale non ha u gran daffare, e per il nuovo Commissario, Cinardi (Claudio Bisio) è il luogo ideale dove svolgere i suoi ultimi mesi d’incarico prima di andare in pensione. Peccato che questa tranquillità si rivelerà presto una lama a doppio taglio, perché l’emissario del Ministero Margherita Nardelli (Stefania Rocca) è qui per comunicare la chiusura del commissariato, data la mancanza di crimini.

Cosa faranno allora i nostri – Benny The Cop (Francesco Mandelli), Nicola O’Sicc (Pietro Sermonti), Maria Crocifissa (Giulia Bevilacqua) e Tommaso (Guglielmo Poggi), assieme al nuovo Commissario – per impedire che ciò accada? Semplice: insceneranno una serie di furti e piccoli reati per giustificare la presenza di una centrale attiva. Peccato che tutto questo provocherà una reazione che… Beh, ma non vogliamo mica dirvi tutto!

Ispirato all’omonimo film di produzione svedese, Cops si prefigge l’obiettivo di aggiungere italianità a un concept pre-esistente, di trasformarlo e renderlo ancora più dinamico e familiare, a partire dalla sua ambientazione. Apulia è infatti il ritratto di “una Puglia (apparentemente) ideale”, che tuttavia rivela man mano le sue imperfezioni tramite la parodia di genere, come fa notare anche Miniero.

E a proposito di genere, cosa si può dire di questo poliziesco che sguazza nella commedia, che ci gioca e si diverte a ricrearne i connotati?

“Già l’idea di base di Cops è fortissima, e il sottotitolo spiega tutto: è un ossimoro, una banda di poliziotti… I buoni che devono fare i cattivi per salvare il posto di lavoro” afferma Bisio “E a vincere è in primis la sceneggiatura, assieme a questa banda di pirla (in senso positivo!). Ricorda un po’ film come Una Pallottola Spuntata o Scuola di Polizia, ed è qualcosa che in Italia raramente si è visto, una commistione di comedy legata al crime”.

E come osserva l’attore, il valore aggiunto di questo esperimento risiede proprio nel cast e nei loro personaggi, e le dinamiche che si vengono a creare tra di essi: da Benny The Cop, il poliziotto con un debole per le serie crime che “pensa di essere nel Bronx”, come rivela Mandelli, alla strana coppia formata da Nicola e Maria Crocifissa, e ancor di più il rapporto di sfida che si instaura tra quest’ultima e la Nardelli. Ma non dimentichiamoci di Dino Abbrescia e Giovanni Esposito, ovvero Tonino e Anaconda, che aggiungono ancor più colore a un già caleidoscopio ensemble.

Ma com’è che si dice? Squadra che vince non si cambia… E quindi aspettatevi di rivedere nuovamente questo bizzarro gruppetto, poiché è già in lavorazione un sequel, attualmente in fase di scrittura. Se al termine della visione avrete quindi gradito le avventure del folle commissariato di Apulia, potete star tranquilli: torneranno, e molto presto. E chissà cosa combinerà allora la sgangherata banda.

Cops – Una Banda di Poliziotti andrà in onda il 14 e il 21 dicembre su Sky Cinema, e sarà disponibile anche in streaming su NOW TV e On Demand (oltre che in 4K HDR con SkyQsatellite).

Laura Silvestri

Locandina COPS

Info

Titolo: Cops - Una Banda di Poliziotti

Durata: 2 appuntamenti

Data D'Uscita: 14, 21 dicembre

Regia: Luca Miniero

Con:

Claudio Bisio, Pietro Sermonti,

Giulia Bevilacqua, Francesco Mandelli,

Stefania Rocca, Dino Abbrescia,

Giovanni Esposito, Guglielmo Poggi

Distribuzione: Sky

Materiali Stampa: Sky, Gianni Fiorito, Serena Petricelli