Strange World – Un Mondo Misterioso: viaggio al centro della terra e del cuore con il nuovo film d’animazione Disney

Un mondo da esplorare, un pianeta da salvare, e tre generazioni a confronto: Strange World – Un Mondo Misterioso ci porta all’avventura prima di farci tornare a casa con il consueto stile Disney Animation, e nel frattempo ci fa riflettere anche su questioni non da poco.

Il 23 novembre è giorno di release globale per Strange World – Un Mondo Misterioso, l’ultima fatica di Disney Animation, gli studios che da anni ci regalano grandi avventure ed emozioni attraverso l’animazione, e che anche questa volta non sono da meno.

Chiamati all’appello per l’occasione il regista e il produttore di uno dei più bei film – nonché più sottovalutati – di casa Disney, Big Hero 6, Don Hall e Roy Conli, che assieme a Qui Nguyen (Raya e l’ultimo drago), co-regista e sceneggiatore della pellicola, ci presentano un racconto che tanto si ispira ai fumetti, ai film e all’intrattenimento pulp di tempi andati e non troppo (Amazing Stories, King Kong, Indiana Jones, Star Wars, ma anche un po’ Avatar ecc.) per portare però sul grande schermo una storia sempre attuale, ricca di insegnamenti e spunti di riflessione, e ovviamente pienza zeppa di azione e sentimenti.

Don mi ha presentato il pitch per il film circa quattro anni fa dicendomi ‘Hey, ho questa idea grandiosa di realizzare una sorta di ibrido tra Indiana Jones e National Lampoon’s Vacation’ e io ho subito detto ‘Oh, sembra divertente! E pieno d’avventura!’” ha raccontato Qui Nguyen durante la conferenza stampa romana del film “Perché quando scrivi qualcosa ti fai sempre tre domande fondamentali: 1) Quale sarà il motore dell’intrattenimento nella storia; 2) Dove troverai l’humor; e, cosa più importante di tutte 3) Dove sarà il cuore della storia. E al cuore di questo film c’è la storia multigenerazionale dei nostri protagonisti”.

Ecco allora che prende forma Strange World – Un Mondo Misterioso, dove l’agricoltore Searcher Glade (Jake Gyllenhaal in lingua originale, Marco Bocci nella versione doppiata) ha contribuito a creare una società che pone le basi su una fonte d’energia naturale, il pando, derivata da una pianta scoperta 25 anni prima degli eventi principali, durante una missione d’esplorazione. La stessa missione in cui il leggendario esploratore Jaeger Glade (Dennis Quaid in originale, Francesco Pannofino nella versione italiana) è scomparso nel nulla a seguito di un diverbio con il figlio (Searcher non voleva proseguire oltre, ma analizzare le proprietà di quello che sarebbe stato denominato pando, Jaeger voleva a tutti i costi scoprire cosa si celasse al di là delle montagne che da sempre circondavano Avalonia, rendendo impossibile andare oltre la terra conosciuta).

Ma ora il pando è in pericolo, e l’unico che può aiutare Avalonia a matenere la sua fonte d’energia è proprio chi lo ha scoperto, il massimo esperto al riguardo: Searcher… E la sua famiglia. Sì, perché al viaggio si uniranno anche la moglie Meridian (Gabrielle Union, Lucy Campeti) e il figlio Ethan (Jaboukie Young-White, Lorenzo Crisci), nonché l’adorabile cane a tre zampe Legend (il vostro cuore non si è già sciolto?).

Parte così il viaggio che condurrà i Glade e i loro compagni d’avventura (inclusi noi spettatori) alla scoperta di un mondo sotterraneo a loro sconosciuto, ma anche a inaspettati ritrovamenti e dovuti confronti di idee e mentalità, di aspettative e sogni, e al tempo stesso li porterà a riflettere su ciò che è giusto e sbagliato, ciò che è davvero meglio per sé stessi e per gli altri, e per il mondo che ci circonda e ci ospita.

Sono tante le tematiche affrontate in Strange World – Un Mondo Misterioso. Alcune evidenti e presentate in più modi, attraverso differenti declinazioni, come il discorso generazionale, l’importanza del riconoscere e accettare l’altro, del lavoro di squadra, ma anche della propria individualità, del seguire i propri sogni, e la paura di disattendere le aspettative di chi ci è caro; oppure il rispetto per l’ambiente, per la natura che ci dà vita e che è vita. Altre, inserite in maniera meno vistosa, senza troppa fanfara, come l’orientamento sessuale del più piccolo di casa Glade, di cui semplicemente non viene fatta una questione (come probabilmente sarebbe augurabile che fosse anche nella realtà).

Per quanto riguarda Ethan, quella è sempre stata l’idea, fin dall’inizio. Lo adoriamo, non vediamo l’ora che il mondo ne faccia la conoscenza” spiega Don Hall sempre in sede di incontro stampa “Noi facciamo film per tutti, il nostro pubblico è ogni singola persona sulla faccia della terra. E volevamo che questo film riflettesse il mondo, e che tutti potessero sentirsi rappresentati sullo schermo“.

A riassumere il tutto, il brano scritto e interpretato per la versione italiana del film da Federica Abbate e Michele Bravi, “Antifragili”, portatore di un affascinante concetto proveniente da un saggio dallo stesso nome dello scrittore libanese naturalizzato statunitense Taleb Nassim Nicholas, in cui, spiega Abbate viene detto che “Il contrario di forte e resiliente non è fragile, ma è antifragile, ed è una caratteristica tipica dei sistemi viventi di rigenerarsi in seguito ai traumi. Se una cosa uno la sbatte per terra e si rompe, è qualcosa di inanimato. Ma la caratteristica dei sistemi viventi rispetto al trauma è quella di rimarginarsi. E infatti nel pezzo, se ci pensate, diciamo ‘Noi siamo tutti per definizione antifragili’. Quindi tutti quanti noi possiamo rimarginarci e rinascere in un qualche modo“.

E vedrete, allora, come questo concetto si sposa alla perfezione con il film, e come, attingendo a una tradizione antica, a miti e leggende di un passato che non si dissolve mai veramente, ma su cui continuiamo a costruire narrazioni dopo narrazioni, lo si riesce a rendere sempre moderno e contemporaneo, specialmente grazie a delle animazioni e a delle intuizioni visive che evolvono senza sosta e ogni volta riescono a sbalordire il pubblico in sala, che con occhi sognanti immagina di essere proprio lì, con i personaggi della pellicola.

Abbiamo fatto molte ricerche relativamente ad alcune cose che vedete nel film (che non spicifichiamo per non spoilerarvi nulla), ma per quanto riguarda l’ambiente in generale, non avevo un’ispirazione visiva, un’idea concreta” rivela HallE per me questa cosa andava benissimo, anzi, era l’ideale. Perché ero entusiasta di poter dare ai nostri fantastici animatori e artisti una tela bianca su cui poter dipingere. E sapevo che ne sarebbe venuto fuori qualcosa di speciale, ma non immaginavo fino a questo punto. Mi hanno tolto il fiato, hanno decisamente superato ogni mia aspettativa. Sono davvero fortunato, lavorare a Disney Animation è ciò che ho sempre voluto, adoro le persone con cui collaboro ogni giorno, e credo che questo film sia un prova di tutto ul loro talento“.

Strange World – Un mondo misterioso non vi farà forse piangere a dirotto già dai primi 15 minuti come Big Hero 6, e non sarà articolato quanto Encanto nel proporvi la complessità delle dinamiche familiari, ma non uscirete di certo insoddisfatti dalla sala, e anzi, tornerete a casa con una consapevolezza maggiore di ciò che siete, di chi siete, e del mondo e delle persone che vi circondano. E magari vorrete giocare anche voi a un gioco come quello che si vede nella pellicola, Primal Outpost, dove non ci sono dei veri cattivi (qualcosa che anche i nostri protagonisti dovranno realizzare), e il cui obiettivo va combaciare con uno dei temi portanti della nostra storia. E uno slime. Probabilmente vorrete uno slime.

Strange World – Un mondo misterioso è dal 23 novembre al cinema distribuito da Walt Disney Pictures.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Strange World

Durata: 102'

Data D'Uscita: 23 novembre 2022

Regia: Don Hall, Qui Nguyen

Con: 

Jake Gyllenhaal, Dennis Quaid, 
Gabrielle Union, Jaboukie Young-White, 
Alan Tudyk, Luci Liu

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle — La Recensione

Sulle ali del vento di Frozen

Anna, Elsa, Kristoff, Olaf e Sven tornano per un’altra indimenticabile avventura all’insegna di magia, amore e mistero. In questo secondo capitolo, ci addentriamo maggiormente nella storia di Arendelle e della sua famiglia reale, e scopriamo qualcosa in più sui poteri di Elsa.

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A distanza di sei anni dal primo film, Frozen – Il Regno di Ghiaccio, torniamo a far visita al regno fittizio di Arendelle per riabbracciare i suoi colori, le sue atmosfere e i suoi abitanti… Ma non solo.

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle ci permette, come promette il titolo, di fare un tuffo nel passato del reame, evidenziando una connessione con i Northuldi, il popolo della Foresta Incantata di cui aveva parlato anche il Papà di Anna e Elsa quando le due erano solo delle bambine. Nelle prime scene del film, infatti, si dà spazio al racconto di Agnarr (Maurice LaMarche) su come siano scoppiate le ostilità tra i due popoli dopo un periodo di pace apparente, e su come lui stesso – all’epoca solo un ragazzo -, dopo uno scontro tra le due fazioni, si salvò in maniera miracolosa grazie a un ignoto salvatore. Una volta cessate le ostilità, nessuno ha mai più messo piede nella Foresta.

Nel presente, tuttavia, la situazione è ben diversa: il nostro gruppetto preferito tranquille sereno le giornate, e tutto sembra andare per il meglio, tanto che Kristof (Jonathan Groff) aspetta solo il momento giusto per chiedere alla sua Anna (Kristen Bell) di sposarlo (con molta, molta fatica, vista la straordinaria goffaggine di cui è dotato). Solo Elsa sembra essere turbata da qualcosa: una voce, che solo lei riesce a sentire, e che la sta chiamando.

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Non potendo più ignorare ciò che sta accadendo, Elsa va in cerca di risposte, ma nel far ciò causa involontariamente ius brusco risveglio dei quattro elementi – aria terra acqua e fuoco – nei pressi di Arendelle, che viene colpita dalle conseguenze. Elsa, AnBeh, non possiamo mica raccontarvi tutto!

Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle non si risparmia sotto nessun aspetto: seppur la trama e i suoi risvolti siano alquanto prevedibili, la formidabile animazione e il coraggio delle scelte narrative – ci vuole fegato a far interpretare al personaggio di Kristoff una ballad in stile anni ’80 nel bel mezzo della Foresta (per fortuna c’è Jonathan Groff a rendere tutto più accettabile, almeno nella versione originale) – sopperiscono alla mancanza di originalità in  altri punti.

Anna e Elsa hanno entrambe un gran da fare, e molto spazio viene dedicato alla loro crescita interiore, senza però dimenticarsi di Olaf – che anche lui è intento ad esplorare le sfide della crescita, per quello che possa significare per un pupazzo di neve animato dalla magia – e Kristoff, che anche se qui non ha lo stesso screen-time del primo capitolo, ha comunque un ruolo ben definito (seppur a tutti gli effetti “di supporto”). Di grande impatto i nuovi “companion” elementali, ma qui non ci dilunghiamo troppo per non cadere in spoiler.

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Le canzoni, a questo giro, sono decisamente meno incisive, eccezion fatta, forse, per Into The Unknown/Nell’Ignoto , All Is Found/Il Fiume del Passato e Show Yourself/Mostrati (nettamente preferibili in versione originale, ma poi qui si entra nel reame del gusto personale, nonostante l’obiettività sostanziale delle differenze dovute all’adattamento dei brani).

Credo «che una delle cose che abbiamo cercato di fare con la musica sia stata approcciarci a questo film come se fosse il secondo atto di un musical moderno. Il primo film è stato il primo atto, abbiamo stabilito i personaggi nella maniera più immediata ed esaustiva possibile, mentre qui abbiamo avuto l’occasione di andare più nel profondo delle loro emozioni. Ci siamo presi forse qualche libertà creativa in più, e ci siamo divertiti parecchio. È stata una sfida, ma abbiamo potuto esplorare ulteriormente la storia e i personaggi» afferma Chris Buck, uno dei registi, in conferenza stampa.

Ad ogni modo, dato il finale della pellicola (che ovviamente non abbiamo intenzione di rovinarvi raccontandovelo), c’è sicuramente spazio per un terzo capitolo, che però al momento non è assolutamente una certezza, come nemmeno un’impossibilità: «Ne parliamo sempre, e ce lo chiedono spesso [se ci sarà un terzo film]. Per noi, ognuno di questi film è un po’ come correre una maratona. Alla fine di ognuno, siamo così felici di arrivare al traguardo e collassare, e magari andare in vacanza» dice Buck, ridendo assieme ai colleghi «Vi dirò però che dopo il primo, ci volle un annetto prima di decidere di realizzarne un altro. Ci eravamo innamorati dei personaggi e di questo mondo e… Magari richiedetecelo tra un anno!»

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E allora pronti a volare sulle ali del vento di Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle?

Dal 27 novembre al cinema.

Laura Silvestri

 

Info

Titolo Originale: Frozen II

Durata: 103'

Data di Uscita: 27 Novembre 2019

Regia: Jennifer Lee, Chris Buck

Con: 

Idina Menzel, Kristen Bell, 

Jonathan Groff, Josh Gad,

Evan Rachel Wood, Sterling K. Brown

Distribuzione: Walt Disney Studios

Klaus – I Segreti Del Natale — La Recensione

Natale con Netflix

Klaus è un ragazzo ricco, viziato e pigro. Non conosce la realtà del mondo, oltre al microcosmo di cui fa parte. Il padre, deciso a metterlo in riga, lo spedisce nella località sperduta e isolata di Smeerensburg, dove avrà il compito di rivitalizzare l’ufficio postale locale, e far sì che da lì vengano spedite almeno 6.000 lettere. Più facile a dirsi che a farsi…

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Il 2019 è stato un anno ricco di produzioni cinematografiche di qualità provenienti dai servizi streaming (Netflix e Amazon su tutti), e Klaus – I Segreti del Natale si inserisce perfettamente questa categoria. Benché quello che è, di fatto, il primo film d’animazione prodotto dalla piattaforma non esca in sala nemmeno per un periodo limitato di tempo – come invece succede per altre pellicole, di solito in virtù di un inserimento nella corsa ai premi (leggere: Academy Awards) -, il lungometraggio animato diretto da Sergio Pablos e realizzato mescolando tecniche d’animazione tradizionali a quelle più moderne meriterebbe di esser visto anche sul grande schermo (e magari di competere anch’esso per un Oscar).

Non che questo voglia sminuire la fruizione domestica, di cui noi di Time Stone Entertainment siamo (più che) grandi fan, ma il passaggio in sala sarebbe per i più puristi del cinema un’ulteriore riprova della qualità dei prodotti maturati dagli studios di Hastings e Reed (e non solo) e, come dicevamo, sarebbe funzionale a una campagna premi.

Ad ogni modo, terminate le riflessioni di rito sul mezzo, passiamo piuttosto a quelle sul contenuto.

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Klaus (Marco Mengoni) è il vostro tipico protagonista alla Scrooge: non è un Grinch del Natale, ma ha bisogno di intraprendere un percorso di crescita che lo porterà a rimettere in prospettiva i suoi ideali, le sue priorità, e i suoi desideri. La complicata cittadina (che nemmeno ci arriva a essere definita come tale, in realtà) di Smeerensburg si dimostrerà inizialmente un luogo austero e ostile, teatro di un’antica faida che da tempo immemore la divide in due fazioni, rendendo il luogo decisamente inospitale.

Qui Klaus incontrerà una serie di personaggi alquanto peculiari: dal sarcastico barcaiolo Mogens (Neri Marcoré) alla maestrina Alva, che in assenza di studenti, si è dovuta adattare a vendere pesce (Ambra Angiolini le presta la voce nella versione italiana), dai capifamiglia refrattari alle parole “pace” e “convivenza” (la voce di Mrs. Krum è quella di Carla Signoris), a una singolare figura che risiede in solitudine al limitare del bosco, con la sua barba bianca e una stanza piena zeppa di giocattoli… (Francesco Pannofino).

Se non si avesse già in mente la nozione del film di Natale applicata a questo caso, sarebbe qui che la lampadina (anzi, le lucine) si illuminerebbe(ro). È da questo momento, infatti, che si inizia davvero a intravedere l’origin story di una festività ancora inedita nell’universo diegetico che stiamo imparando a conoscere. È da questo momento che ci verranno illustrate, senza mai renderle troppo banali o scontate, le provenienze delle tradizioni natalizie a cui siamo così abituati, dal domandarci raramente da dove possano arrivare.

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Klaus – I Segreti del Natale ci dona la sua personale versione del Natale, delle sue usanze e dei suoi valori. Versione che, a noi, è davvero piaciuta.

Pablos, oltre che di un’encomiabile cura tecnica, è riuscito a dotare il film di sentimenti e  agganci emotivi abbastanza caratteristici da essere ricollegabili ad esso anche in futuro, che prenderanno il loro posto un immaginario collettivo già quasi saturo di iconografie di questo tipo, ma che aveva lasciato abbastanza spazio a futuri implementi. Funzionano le motivazioni, funzionano le modalità, funzionano i dettagli, e funzionano gli esiti. E a funzionare è anche la parte comica, che rende ancora più gradevole il tutto.

Inoltre, anche sul piano della recitazione va dato a Cesare quel che è di Cesare, ovvero: bisogna fare i complimenti al doppiaggio e all’adattamento italiano. Noi che solitamente siamo appassionati avvocati della visione in lingua originale – pur riconoscendo sempre che i doppiatori italiani professionisti siano i migliori nel loro mestiere -, questa volta non abbiamo nulla da recriminare contro la resa nostrana, anzi, ci sembra il caso di complimentarci – oltre che con il sempre impeccabile Pannofino e degli efficaci Marcoré, Angiolini e Signoris – anche con Mengoni che, ancora alle prime armi in questo campo, ha fatto passi da gigante rispetto alle sue prove di doppiaggio precedenti, dimostrandosi adatto e convincente nel ruolo del protagonista.

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È dunque tempo di mettere da parte l’orgoglio di consumatore anticonformista e accettare il fatto che, anche quest’anno, Natale stia arrivando con largo anticipo, e questa volta grazie a Netflix.

Tagliatevi una fetta di panettone e un pezzettino di torrone, preparatevi una gustosa cioccolata calda, e premete il tasto Play sui vostri dispositivi (tv, pc, tablet, smartphone che sia): Klaus – I Segreti del Natale è approdato su Netflix.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Klaus

Durata: 96'

Data di Uscita: 15 novembre 2019

Regia: Sergio Pablos

Con: 

Jason Schwartzman/Marco Mengoni, 

J. K. Simmons/Francesco Pannofino, 

Joan Cusack/Carla Signoris,

Rashida Jones/Ambra Angiolini, Neri Marcoré

Distribuzione: Netflix