American Horror Story: Apocalypse – La Recensione Del Finale Di Stagione

8×10 – Apocalypse Then 

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Nell’arco di due mesi American Horror Story: Apocalypse ha generato, nella mente degli spettatori, teorie su teorie riguardo al suo finale di stagione. Nell’ultimo episodio si è assistito ad un alternarsi di vittorie tra Michael Langdon (Cody Fern) e la Suprema in carica, Cordelia Foxx (Sarah Paulson).

Improvvisamente si ritorna al presente, ovvero al momento in cui le streghe Cordelia, Myrtle (Frances Conroy) e Madison (Emma Roberts) faranno il loro ingresso trionfante nell’Avamposto 3, decise ad eliminare una volta per tutte Michael.

Ad aspettarle, l’ecatombe generata da Venable (sempre interpretata da Sarah Paulson) che, irritata dalla sua esclusione dalla selezione di Michael, ha deciso di avvelenare tutti i residenti nel bunker, comprese Coco (Leslie Grossman) e Mallory (Billie Lourd).

Nel corso dell’episodio scopriremo che le due streghe sono riuscite ad entrare nell’Avamposto 3: Coco, oltre ad essere una strega, ha potuto permettersi l’accesso al bunker grazie alla sua floridezza economica (fondamentalmente è una milionaria).

Quale cavallo di Troia è più efficace del denaro?

Cordelia, Myrtle e Madison, scampate all’apocalisse nucleare, dopo essersi sotterrate, si addentreranno nell’Avamposto 3 e resusciteranno le “sorelle” che inviate dalla Suprema.

Ad unirsi a loro ci sarà anche una vecchia conoscenza della serie: Marie Laveau (Angela Bassett).

Cordelia ha infatti promesso a Papa Legba, intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti nella cultura vodoo, l’anima più oscura e corrotta sulla Terra – quella di Dinah Stevens (Adina Porter), – in cambio di quella di Marie.

Il piano delle streghe è quello di tornare indietro nel tempo per impedire a Michael di scoprire i suoi poteri malefici. L’unica che può eseguire il “Tempus Infinituum” (ovvero cambiare gli avvenimenti del passato e modificare il corso della Storia) è Mallory.

Le streghe si troveranno a fronteggiare Michael in uno scontro all’ultimo sangue, in cui, in un primo momento, sembra che a cedere sia proprio quest’ultimo. Marie Laveau, Coco e Madison riusciranno infatti a frenare temporaneamente la furia dell’Anticristo.

Tuttavia resteranno vittime della sua spietata violenza.

Nel frattempo Mallory verrà ferita a morte da Brock (Billy Eichner), situazione che andrà a sfavore di Cordelia, la quale sembrerà aver perso ogni speranza.

L’impeto di Michael proseguirà finché la saggia Suprema non deciderà di ricorrere ad un gesto estremo.

Sul baratro di una scalinata, con un coltello in mano puntato verso di sé, proferirà le parole:

Satana ha un solo figlio…

Ma le mie sorelle sono una legione, figlio di puttana.”

Ciò che accadrà in seguito si dimostrerà degno del nome di Cordelia, anche se porterà a un finale che non tutti hanno apprezzato: la morte di Michael e il ripristino dell’ordine presente prima dei bombardamenti.

La sconfitta di costui, in realtà, permetterà all’entità dell’Anticristo di reincarnarsi in un altro bambino.

Sarà pe caso un finale iterativo? Mallory, unica in grado di fermare il male, potrebbe continuare ad ostacolarlo all’infinito?

Staremo a vedere, dopotutto la serie antologica è stata rinnovata per altre due stagioni.

La scelta dell’utilizzo dei flashback in Apocalypse si è rivelata fondamentale per la creazione della suspense, ed è riuscita a ritagliare quegli spazi necessari per permettere dei crossover ben realizzati. Eppure duole ammettere che in alcuni casi è risultata effettivamente confusionaria.

La stagione è ambientata nel 2020, anno dei bombardamenti nucleari.

Nella 8×04 compare il cartello esplicativo “Tre anni prima della bomba (2017)”, anno in cui Cordelia continua il reclutamento delle streghe all’interno della Miss Robichaux, ma narra di essere stata nell’hotel Cortez per recuperare Queenie, deceduta lì nel 2016 (altro flashback). Nel frattempo due insegnanti della Hawthorne Academy scoprono l’esistenza di un ragazzo dai poteri maligni: Michael Langdon.

In “Ritorno alla Murder House”, ambientata in uno dei tre anni fra il 2017 e il 2020, le narrazioni interne all’episodio (flashback) risalgono addirittura al 2015: anno in cui Constance Langdon si toglie la vita e Michael scappa di casa.

Anche stavolta Murphy ha assegnato molteplici ruoli ad un solo attore – come per Evan Peters – e, anche in questo caso, tutti sono stati perfettamente in grado di sostenere il difficile compito.

Va inoltre ricordata la straordinaria presenza della Lange che, nonostante avesse annunciato il suo ritiro da American Horror Story, è riuscita a sorprendere ed emozionare i fan della serie con un cameo nella 8×06 e nell’ultimo episodio.

Le performance più memorabili – oltre a quella di Cody Fern – sono quelle di Frances Conroy, Taissa Farmiga, Sarah Paulson ed Emma Roberts: nessuno di questi personaggi è rimasto identico a come l’abbiamo conosciuto in Coven. Ma, allo stesso tempo, nessuna di loro è risultata incoerente con il proprio background: tutte si sono evolute, hanno messo in discussione le loro debolezze e le loro forti personalità per il bene comune.

Ciò che ha lasciato un po’ l’amaro in bocca (forse) è il non ritorno al presente di Myrtle e la sorte riservata a Madison: se da una parte Mallory ha riportato in vita le streghe Misty Day (Lily Rabe) e Nan (Jamie Brewer), dall’altra sembra aver deciso che alla signorina Montgomery un po’ di tempo nel suo inferno non potesse farle che bene.

Tirando le somme, questa stagione ci è piaciuta… Anche perché non è facile ostacolare l’Apocalisse!

In attesa della prossima, vi lasciamo con le parole proferite dalla sapiente Suprema:

“Tu credi che si tratti solo di vincere o perdere, avere successo o fallire.

Ma il fallimento è quando hai perso ogni parvenza di speranza.”

Lucrezia Roviello

American Horror Story : Apocalypse – Il Recap Di Stagione

Ogni anno si presenta la stessa story(a): le supposizioni sulle imminenti stagioni di American Horror Story diventano il passatempo preferito dei fan della serie TV.

Nel corso del tempo abbiamo assistito a sempre più crossover tra i personaggi, e finalmente Ryan Murphy e Brad Falchuck (creatori della serie, come anche di Glee, Scream Queens, American Crime Story, Feud, 9-1-1e Pose) hanno annunciato che l’ottava stagione sarà interamente incentrata sull’unione di due mondi: American Horror Story: Apocalypse è ufficialmente la collision fra Murder House e Coven (prima e terza stagione dell’antologia).

E noi di Time Stone Entertainment non potevamo lasciarci sfuggire questo ottavo capitolo.

Tenetevi forte perché questo è il nostro recap di:

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Tutto era cominciato in agosto, con la comparsa del teaser della stagione che mostrava un sorteggio compiuto da Wilhemina Venable (Sarah Paulson), accompagnato dalle parole: “Questa è la tua possibilità di essere uno dei pochi rimasti. Questa è la tua possibilità di sopravvivere. Ti troveremo presto.” 

Ecco che si è pensato immediatamente ad uno scenario simile a quello della mietitura in Hunger Games, e perciò ci si è domandatistiamo parlando di una stagione distopica?

Ad ogni modo, almeno inizialmente è sembrato che ci si stesse addentrando nel post-apocalisse: sulla Terra, ormai, si sono diffuse delle radiazioni che mutano i tratti somatici degli esseri viventi, ma chi ha potuto – meritevole o fortunato – si è già salvato.

Ma, a dire il vero, sin dalle prime puntate è parso ovvio che l’Apocalisse nucleare fosse solamente la cornice dell’intera vicenda. In realtà, nel corso dei dieci episodi, l’Apocalisse di cui si è trattato è stata prettamente di matrice religiosa: tutta la stagione, infatti, si è delineata sullo scontro fra il bene e il male.

 Il bene ha trovato i suoi emblemi nelle streghe dell’Accademia Miss Robichaux per ragazze eccezionali, diretta da Cordelia Goode (Sarah Paulson), la “Suprema”.

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 Zoe Benson (Taissa Farmiga), Madison Montgomery (Emma Roberts), Queenie (Gabourey Sidibe) Misty Day (Lily Rabe) e Myrtle Snow (Frances Conroy) sono state infatti le preziose alleate di Cordelia nella lotta contro il male supremo, incarnato da Michael Langdon (Cody Fern).

Nei vari episodi non ci si concentrerà tanto sul come una piccola porzione di umanità sia sopravvissuta al cataclisma nucleare, ma tramite numerosi flashback ci verrà svelata la sequela di eventi che hanno decretato l’ascesa del diabolico Michael e la decisione di Cordelia di volerlo eliminare.

Tutto ha inizio nella casa della prima stagione, Murder House, che vede il concepimento di Michael per intercessione di un’entità maligna (Satana?).

Il bambino verrà poi affidato alle cure di Constance Langdon (Jessica Lange), sua nonna.

Stando ai racconti presenti nella già stagione d’esordio, Michael si dimostra diabolico sin dalla tenera età. Sarà poi nel sesto episodio di Apocalypse (diretto da Sarah Paulson) che il bimbo, dopo aver spinto al suicidio la stessa Constance, si unirà alla Chiesa di Satana, apprendendo di avere dei poteri speciali, simili a quelli della Suprema, se non con la differenza di essere finalizzati al puro male.

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Verso la conclusione di Coven, si assiste alla morte delle streghe Myrtle, Nan (Jamie Brewer) e Madison, in più, nella quinta stagione (Hotel) Queenie rimane vittima del famigerato Mr. March (Evan Peters), proprietario dell’hotel Cortez.

Le streghe verranno resuscitate una ad una in Apocalypse andando a costituire il potente esercito di Cordelia, al quale si aggiungeranno Mallory (Billie Lourd), una strega che spesso ci ha dato il sentore di essere la futura Suprema in ascesa, Bubbles McGee (Joan Collins), vecchia star del cinema, e la ricca e viziatissima Coco St. Pierre Vanderbilt (Leslie Grossman), strega con dei bizzarri poteri: indovinare la percentuale di glutine e le calorie presenti nel cibo (in seguito si scoprirà essere anche in grado di percepire le situazioni di pericolo).

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Michael Langdon dalla sua avrà un esercito di stregoni appartenenti all’Hawthorne Academy per ragazzi eccezionali, ma questi verranno pian piano eliminati da Cordelia. Un’altra sua preziosa alleata sarà poi Miriam Mead (Katy Bates), l’androide creato ad immagine e somiglianza della donna che lo ha adottato dopo il suo allontanamento dalla casa di Murder House.

Questa, vivrà per un periodo all’interno dell’Avamposto 3, un tetro bunker gestito da Wilhemina Venable (Sarah Paulson) finalizzato alla sopravvivenza di pochi eletti alla catastrofe nucleare.

Michael si introdurrà all’interno di questo profetizzando: “Mi è stato assegnato il compito di valutare chi di voi merita di sopravvivere. Posso portarvi via tutti. Oppure nessuno.”.

Ciò che sapremo riguardo questa selezione è che Venable non è tra i fortunati “prescelti” a causa di una forma di scoliosi.

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Le nove puntate che precedono quella conclusiva sono una corsa contro il tempo per fermare l’Anticristo. Le streghe tenteranno di sventare dei complotti contro di loro, punendo i cospiratori con la messa al rogo, e scenderanno a patti con alcune entità: uno su tutti Papa Legba (Lance Reddick), il Loa haitiano già incontrato in Coven, beneficiando – in questo caso – di Dinah Stevens (Adina Porter), un’intermediaria doppiogiochista, che venderà poi l’anima a Satana per il mero successo in TV.

La domanda finale è sempre quella: chi vincerà tra bene e male?

Rimanete con noi, perché a breve arriverà la recensione del finale di stagione: Apocalypse Then.

Lucrezia Roviello

Star Wars – Pedro Pascal Protagonista Di The Mandalorian

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Secondo Variety, dopo Wonder Woman 1984, Game Of Thrones, Kingsman: The Golden Circle NarcosPedro Pascal partirà per un’altra avventura, questa volta in una galassia lontana lontana, e si aggiungerà all’universo di Star Wars per The Mandalorian, nel ruolo del protagonista.

La serie tv, ambientata dopo la caduta dell’Impero e prima dell’avvento del Primo Ordine, è scritta dal regista di Iron ManJon Favreau, e sarà diretta da più registi, tra cui Dave Filoni, Taika Waititi e Bryce Dallas Howard.

Laura Silvestri

 

 

Marvel’s Runaways – Il Trailer Della Seconda Stagione

Debutta online il trailer della seconda stagione di Marvel’s Runaways, in uscita sulla piattaforma americana Hulu dal 21 Dicembre.

La serie riprenderà più o meno da dove eravamo rimasti dopo il finale di stagione: troveremo infatti i ragazzi ancora in fuga e alla ricerca di un modo per sconfiggere il PRIDE, l’organizzazione formata dai loro genitori e colpevole di diverse nefandezze.

Marvel’s Runaways vedrà il ritorno di Gregg Sulkin, Rhenzy Feliz, Lyrica Okano, Virginia Gardner, Ariela Barer e Allegra Acosta nei panni dei protagonisti.

Laura Silvestri

Giacomo Gianniotti – La Stampa Italiana Incontra Il Dr. DeLuca

Di solito, se si può evitare una visita dal medico, tanto meglio. Ma se il dottore in questione è Mr. Andrew DeLuca, a.k.a. Giacomo Gianniotti, magari un’occhiatina ce la si fa dare volentieri…

Qualche settimana fa, Gianniotti – di origine italiana, ma naturalizzato canadese – era qui nel Bel Paese, e noi di Time Stone Entertainment eravamo lì con lui e il resto della stampa italiana per parlare della sua esperienza nella Terra delle Opportunità e sul set di Grey’s Anatomy.

«Ero un po’ nervoso all’idea di unirmi ad un cast così grande e consolidato già da tanti anni, pieno di attori diversi e con una lunga carriera alle spalle; ma sono stati tutti molto gentili, e devo dire che mi hanno fatto sentire fin da subito a mio agio. Per me è stato un onore conoscerli e lavorare con loro».

«Ricordo quanto fossi agitato il mio primo giorno sul set, e anche durante quelle scene in sala operatoria così zeppe di termini appartenenti al linguaggio medico… E io che pensavo “Oddio, come farò a ricordare tutto e dirlo così velocemente?” Ma lì si ride e si scherza, anche quando si sbaglia, e alla fine tutto va per il meglio. Anche perché, capita davvero a tutti di impicciarsi, a volte!»

E va avanti raccontando qualche aneddoto.

«James Pickens – il capo dell’ospedale, il Dr.  Webber – è stato il primo a farmi sentire davvero a casa. Durante la prima table reading a cui partecipai, io ero seduto lì, non conoscevo nessuno, come il primo giorno di scuola, e lui si è alzato, ha attraversato la stanza, e si è presentato dandomi il benvenuto. È l’attore più anziano del cast, un uomo davvero di classe… Un tale gesto da parte sua dice molto!»

 Ma qual è, secondo lui, il segreto del successo dello show?

«Io penso che Shonda, essendo una delle prime showrunner donna dell’industria televisiva, sia riuscita a creare una storia con molti personaggi femminili di rilievo: forti, intelligenti, indipendenti, in carriera… Cosa che non era poi tanto comune in televisione nel periodo in cui debuttò la serie. E penso che questo abbia creato una forte empatia con il pubblico femminile, e abbia anche ispirato molto donne a intraprendere una carriera in campo medico. Incontro spesso delle fan che mi dicono quanto lo show le abbia incoraggiate in tal senso.»

«E poi credo che Shonda e gli sceneggiatori utilizzino lo show come mezzo per dire qualcosa, per mandare avanti idee politiche, morali, ma anche per spostare l’attenzione su patologie ancora poco note».

Sul doppiaggio del suo personaggio ci dice:

«Ho chiesto se potevo doppiarmi da solo, ma credo ci siano dei regolamenti e dei sindacati che non lo permettono, perché giustamente, sarebbe come togliere lavoro ai doppiatori professionisti! Però c’è stata una scena in cui io e Stefania [Spampinato] – l’attrice che interpreta sua sorella, che sostiene essere “davvero un amore”, e con cui si divertiva a conversare in italiano sul set – abbiamo dovuto parlare in italiano… E quando l’ho vista doppiata mi sono accorto che, per far notare la differenza, ci avevano fatto siciliani!»

Riguardo alla meritocrazia nell’industria cinematografica:

«Credo che sia un po’ lo stesso dappertutto, ma su diversi livelli. Quando avevo 18 anni, ho lasciato il liceo, e mi sono trasferito da Toronto a Roma, dove sono rimasto per due anni. Di sera facevo il barman a Campo de’ Fiori, e di giorno facevo provini. Volevo recitare in italiano, ma ho trovato un sacco di difficoltà. In quei due anni, non ho trovato nulla. Alla fine mi sono arreso, ho preso un biglietto per tornare in Canada a studiare teatro. Ovviamente, appena fatto il biglietto, mi chiamano per dirmi che avevo ottenuto un ruolo qui! Era una piccola parte in un programma che si chiama Medicina Generale.

Ma devo dirti la verità, mi guardavo intorno, e la realtà che mi circondava era piena di figli, nipoti, cugini di qualcuno. E io mi dicevo “A un certo punto questi nipoti dovranno pur finire!”».

«Ovviamente, anche in America è così. Alla fine, se conosci qualcuno, sei sempre avvantaggiato. Ma questo accade per qualsiasi industria. Però in America credo si badi di più al merito: se davvero ti impegni e lavori costantemente, dopo un po’, e con un po’ di fortuna, vieni premiato».

«Questo è il primo show in cui ho un ruolo ricorrente, e posso dirmi effettivamente parte del cast» dice rispondendo alla nostra domanda riguardo le differenze riscontrate sui vari set.

«Questo già ti dà un maggior senso di fiducia, ti fa sentire più sicuro. Vuol dire che i produttori e gli sceneggiatori hanno visto qualcosa in te, tanto da affidarti un ruolo più duraturo. Quindi sì, direi che è questa la più grande differenza. Poi quello di Grey’s è un set fantastico; molti di loro hanno famiglia, mogli o mariti, figli che spesso vengono a trovarli, quindi ti dà proprio quella sensazione di gioia e familiarità».

Sul rischio di diventare ipocondriaci:

«Beh, diciamo che aumenta un po’. Sai quando leggi i sintomi di una malattia per una puntata, e inizi a pensare “Uh, in effetti quello mi fa male, e ho questa tossetta…” Però non possiamo fossilizzarci su queste cose!»

Sui suoi progetti futuri:

«Io ho iniziato con il teatro, e non avrei mai pensato di arrivare in tv o sul grande schermo. Però da quando ho iniziato con la tv, mi sono fermato. Dopo Grey’s Anatomy, mi piacerebbe molto tornare alle mie radici teatrali. Oltre a questo, sono un grande fan di cinema, anche di quello italiano. Da quando La Grande Bellezza ha vinto l’Oscar, il mondo sembra aver spostato di nuovo l’attenzione sull’Italia, e questo mi ha reso molto orgoglioso. Il mondo sta cambiando, e noi dobbiamo continuare a produrre prodotti di qualità come stiamo facendo. Guadagnino, ma anche Suburra, The Young Pope… Ma anche progetti che non sono italiani, ma vengono girati in Italia e portano lavoro e lustro al nostro paese. Sono molto contento della direzione in cui stiamo andando. Molto lentamente, ma stiamo andando!»

Ma che tipo di ruoli gli vengono proposti, e quali vorrebbe invece interpretare?

«I ruoli che mi arrivano e quelli che vorrei mi arrivassero non sono esattamente gli stessi: spesso mi propongono il ruolo del bravo ragazzo, quello dolce e gentile, che riporta la ragazza a casa per le dieci di sera. A me piacerebbe davvero interpretare uno cattivo, malato, pazzo, strano… Tutte cose che ho studiato, e che da parecchio tempo non ho occasione di portare sullo schermo».

Aggiunge poi sul suo essere visto come italiano: «Se mi vedi, non pensi immediatamente “Ah guarda, questo ha proprio l’aspetto del tipico italiano”. Però il mio nome lascia intuire subito la cosa. Il motivo per cui ho scelto il mio primo agente, è perché è stato l’unico che non mi ha chiesto di cambiare il nome».

Non manca la battutina in risposta alle domande sulla politica:

«Faccio sempre una scommessa con me stesso: ogni volta che incontro qualcuno che non conosco, mi chiedo quanto ci vorrà prima che si inizi a parlare di Trump. Beh, normalmente non più di un paio di minuti!»

Gianniotti conclude l’incontro stampa chiedendo a noi, in quanto fan, cosa pensassimo di Grey’s Anatomy, e ringraziandoci per l’affetto e il supporto che diamo alla serie.

Salutiamo il Dr. DeLuca e ci auguriamo di rivederlo presto… Possibilmente al di fuori della sala operatoria.

Laura Silvestri

Un Piccolo Blog Pieno Di Grandi Sogni

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Salve a tutti *saluta con la manina*

Sono ancora una frana nell’utilizzare questo sito, quindi vi prego di scusare gli innumerevoli errori e pasticci che farò da qui a probabilmente l’eternità.

Questo blog vuole essere un modesto contenitore di esuberanti sogni che non entrano più nel famigerato cassetto e hanno bisogno di una nuova collocazione.
Tramite articoli di vario tipo (news, recensioni, interviste…) vorrei viaggiare nel tempo e attraversare mondi in vostra compagnia, esplorando quella che è la variopinta galassia dell’intrattenimento in tutte le sue forme.
Noterete una certa prevalenza di post dedicati al cinema e a serie tv (ognuno ha una meta prediletta, in fin dei conti), ma vi prometto che ci sarà spazio per tutto e tutti.

Ed è forse il caso di avvisarvi della inevitabile e massiccia presenza di citazioni e riferimenti alla pop culture di cui si avvarrà la sottoscritta.
​Perché com’è che si suol dire… Lettore avvisato, mezzo salvato!

E allora, allons-y, Alonso!

 

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-Laura-