Doctor Strange nel Multiverso della Follia – Il ritorno di Sam Raimi alla Marvel

Approda finalmente nelle sale il cinecomic del MCU con protagonista Benedict Cumberbatch e firmato da Sam Raimi, Doctor Strange nel Multiverso della Follia, che segna il ritorno del regista di Spider-Man nella scuderia Marvel. Ma come sarà questo Multiverso in chiave Raimi?

L’attesa è finita, e finalmente Doctor Strange nel Multiverso della Follia è arrivato nelle sale. Ma non è solo per il contenuto potenzialmente “esplosivo” del nuovo film dei Marvel Studios che gli appassionati attendevano con grandissimo hype questa pellicola – quali personaggi dal Multiverso Marvel faranno la loro comparsa? E cosa vorrà dire questo per il futuro del MCU? – ma anche e soprattutto perché il sequel di Doctor Strange segna un grande ritorno cinematografico, quello di Sam Raimi.

Ci sono alte probabilità che i fan Marvel di lunga data vi indicheranno uno tra Spider-Man e Spider-Man 2 (il 3 facciamo finta di niente per ovvie ragioni) come il loro preferito tra i cinecomic della Casa delle Idee, ed è con questa mentalità che in molti si recheranno al cinema per vedere quale sarà il risultato di questo connubio forse inaspettato all’epoca dell’annuncio (quando Scott Derrickson decise di abbandonare la regia di Multiverse of Madness), ma in realtà più sensato di quanto si potesse pensare.

E vediamo allora dove ci porta il viaggio attraverso il Multiverso targato Raimi (e Michael Waldron, sceneggiatore che si è occupato anche della serie tv di Disney+ Loki), un Multiverso segnato da forti sentimenti e che dovrà avere a che fare con le conseguenze delle azioni (e reazioni) dei singoli individui che lo popolano, quale che sia la versione che si presenta dinnanzi a noi in quel momento.

Come sapevamo già anche dalle informazioni condivise dagli Studios sul film, e senza spoilerarvi troppo sul contenuto, ne Il Multiverso della Follia Strange e gli altri si ritroveranno a viaggiare per il Multiverso grazie all’abilità di America Chavez (una Xochitl Gomez che si inserisce già alla perfezione nel roster del MCU), ovvero quella di creare portali che rendono possibile il passaggio da un universo all’altro.

La pellicola si apre in medias res, per cui veniamo subito catapultati nel bel mezzo dell’azione. Azione che però sembra riguardare un altro Strange di un differente universo… Almeno fino a quando questi eventi non porteranno all’incontro tra i nostri protagonisti. Dopo aver fatto il punto della situazione, tuttavia, e aver compreso l’entità del problema, si rende necessario chiedere l’aiuto di qualcuno dotato di grandi poteri per contrastare l’incombente minaccia. E si dia il caso che un certo Avenger sia disponibile… Ma non tutto andrà come sperato.

Riprendendo direttamente il filo da WandaVision, Waldron e Raimi inseriscono il personaggio di Wanda Maximoff/Scarlet Witch (interpretato ancora una volta da una brillante Elizabeth Olsen che sa perfettamente come giocare con le nostre emozioni) nell’azione facendo perno sui traumi e i dolori che l’hanno accompagnata fino a quel momento, decidendo di sfruttarli per dare al personaggio una svolta più dark (e in un certo senso agendo anche di comodo).

Il percorso psicologico di Wanda sarà dunque una componente fondamentale del film, come di contro lo sarà quello di Stephen Strange, proprio come anticipato dagli attori nelle varie interviste. Se poi ci aggiungiamo una prima comparsa dell’archetipico viaggio dell’eroe anche per America Chavez, di character development in questo film non ne sentiamo affatto la mancanza, sebbene in alcuni casi riesca meglio che in altri. Peccato che la cornice in cui avvenga il tutto non sia esattamente delle più chiare e cristalline, e distolga spesso l’attenzione dal resto.

È facile infatti perdersi in quel turbinio di psichedelici colori che cozzano volutamente con le tinte horror di cui fa spesso uso Raimi (e, d’altronde, come non potrebbe visto il suo background e l’assist fornitogli dalla serie animata What If…?). Per quanto riguarda il confezionamento di Multiverse of Madness, sembra proprio di essere tornati indietro nel tempo, a quei primi anni 2000 tanto cari al regista, che impregnano sotto più aspetti la pellicola (il che potrebbe essere visto sia come punto a favore che a sfavore, a vostra discrezione).

Con l’aiuto del compositore Danny Elfman, Raimi evoca dunque (ormai) antichi sapori, li mischia allo stile Marvel Studios, e dà un’impronta ben precisa a qesto nuovo capitolo della saga dello Stregone Supremo (anzi, ex, inchinatevi e portate rispetto a Wong, mi raccomando). Un’impronta che per certi versi può sembrare un po’ antiquata, superata, ma per altri può far contenti gli amanti di quel modo di fare cinema che tanto pareva esser mancato a molti spettatori, e che cerca comunque di rinnovarsi con trovate che deNotano (la maiuscola è voluta, capirete perché guardando una particolare sequenza del film) un lavoro di fantasia e creatività davvero non da poco.

Non siamo di fronte a un film perfetto, tutt’altro. Abbiamo eccessi a destra e sinistra, tempi sballati (e questo è uno di quei pochi casi in cui forse avrebbe giovato andare anche oltre con il minutaggio), a volte un surplus di momenti didascalici e un amalgama non sempre accurato degli elementi in gioco. Ma l’intenzionalità dietro gran parte di tutto ciò non potrebbe essere più lampante, ed è dunque una precisa scelta creativa quella che ci troviamo a commentare e quindi giudicare.

E se la storia ci ha insegnato qualcosa è che spesso questi non sono fattori decisivi, o lo sono in maniera del tutto inaspettata, nel far rientrare un prodotto nella colonnina dei preferiti di ognuno. E qualcosa ci dice che Doctor Strange nel Multiverso della Follia potrebbe essere catalogabile in quella stessa colonnina per molti di voi.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia è dal 4 maggio al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Doctor Strange in the Multiverse of Madness

Durata: 127'

Data D'Uscita: 4 maggio 2022

Regia: Sam Raimi

Con: 

Benedict Cumberbatch, Elizabeth Olsen,
Benedict Wong, Xochitl Gomez 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

Crawl – Intrappolati – La Recensione

Una gara di nuoto con la morte

Sulla costa della Florida si sta per abbattere un uragano di proporzioni bibliche e l’allerta si fa sempre più incalzante. Haley, una ragazza dedita da sempre al nuoto, si preoccupa quando la sorella la chiama, non riuscendo più a contattare il padre. Dal divorzio con la madre, padre e figlia avevano perso i contatti, ma la ragazza sarà pronta a sfidare un cataclisma pur di raggiungerlo e assicurarsi che stia bene.

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In questa torrida estate, arriva a portare un brivido sulla schiena questo horror/disaster movie condito di rapporti padre/figlia ed enormi alligatori pronti a sbranare qualsiasi cosa si trovino davanti. Con quella (appena percettibile) venatura à la Jaws, Alexandre Aja porta sullo schermo una storia che vorrebbe essere al cardiopalma, con situazioni al limite, ma smorza con discorsi sui delicati rapporti familiari e la necessità di dare un equilibrio a questi rapporti. 

Siamo in Florida, terra dei parchi divertimento, delle spiagge assolate e… dei disastri climatici. Haley (Kaya Scodelario) è negli spogliatoi della piscina quando viene contattata dalla sorella: il padre non risponde al telefono, e nel frattempo un terribile uragano sembra dirigersi sulla costa, proprio dove si trova l’uomo.  Mentre l’allerta obbliga tutti a restare chiusi in casa, la ragazza si mette in viaggio per accertarsi che il padre stia bene, nonostante la tempesta, nonostante i rapporti non siano stati certo dei migliori, dopo la separazione con la madre. 

Una volta arrivata alla vecchia casa dei genitori, troverà proprio il padre (Barry Pepper)  in difficoltà, ferito e privo di sensi, in un angolo dello scantinato; qui ci accorgiamo che non sono soli, perché l’abitazione, ormai allagata, è adesso popolata da feroci alligatori giganti. La situazione assume i toni netti di un survival, infatti padre e figlia dovranno usare le loro forze per uscire da quella che è diventata una trappola letale, mentre il livello dell’acqua continua a salire, inesorabile. Intanto, questa situazione li porterà a confrontarsi faccia a faccia, con i loro sbagli e le loro recriminazioni; certamente, non è facile superare certe esperienze, ma Haley è ormai una donna forte, che deve molto agli insegnamenti del padre – soprattutto quelli dati in veste di suo allenatore di nuoto quando era ancora bambina- .

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In Crawl – Intrappolati troviamo sicuramente un buon ritmo e sana adrenalina in vari momenti, con un tocco di splatter ad acuire la sensazione di pericolo – tutti elementi, del resto, assolutamente in armonia con il mondo di Sam Raimi, produttore della pellicola -. Ma che cosa non funziona? Con tutta probabilità, la decisione di voler dare ad una pellicola del genere una caratterizzazione poco naturale all’interno di situazioni a loro volta per niente “naturali”. Per quanto si apprezzi lo sforzo, tra un inseguimento da parte di sanguinari rettili e il rischio di finire annegati, non è efficace il tentativo di sviscerare quelle problematiche delicate che la storia ci pone davanti.

“Crawl” si rivela, dal canto suo, un termine perfettamente calzante all’interno di questo contesto: sta a designare, in lingua inglese, la tecnica di nuoto conosciuta da noi con il nome (poco preciso) di stile libero; il verbo inglese sta anche ad indicare il particolare movimento strisciante dei rettili. Sarà proprio una inquietante “gara” di velocità, all’ultimo secondo, quella tra donna e bestie, con in palio la salvezza, sua e del padre.

Un’operazione che si è forse voluta prendere troppo sul serio, che vuole portare riflessioni sulla forza interiore che affiora delle difficoltà e sui legami familiari complicati, ma in quella che non è affatto “la sede adatta”; un grande lavoro a livello registico, nella realizzazione e nella scenografia (la stessa per buona parte del film), ma poca sostanza, dove quel poco da’ l’impressione di essere di troppo.

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Crawl – Intrappolati sarà al cinema dal 15 agosto.

Cristiana Carta

 

Info

Titolo Originale: Crawl

Durata: 87”

Data di Uscita: 15 agosto 2019

Regia:  Alexandre Aja

Con:

 Kaya Scodelario, Barry Pepper

Distribuzione: 20th Century Fox