Animali Fantastici: I Segreti di Silente – La Recensione

Si torna ancora una volta a Hogwarts a respirare magia e avventura, ma ci facciamo anche un bel viaggetto in giro per il mondo con il terzo capitolo della saga prequel, Animali Fantastici: I Segreti di Silente. Voi avete già attivato la vostra Passaporta?

Dopo tanto penare, tra una vicissutidine e l’altra, tra una pandemia qui e un recasting lì, finalmente il terzo film di Animali Fantastici ha visto la luce… E il necessario e auspicabile buio della sala non appena il mondo esterno si oscura, e sullo schermo arriva quello di fantasia.

Ma l’attesa è valsa la pena, si staranno probabilmente chiedendo tutti? Animali Fantastici: I Segreti di Silente ci restituisce la magia di cui avevamo tanta nostalgia? È difficile dare una risposta secca, tendente all’uno o all’altro estremo, ma andiamo per gradi.

Il terzo capitolo delle avventure del Magizoologo Newt Scamander, un po’ come il secondo, è ancora poco fedele a tale descrizione, ma a differenza del precedente vede tornare in primo piano l’importanza delle creature magiche per la trama (non potrete non amare alcune delle bestiolione mitologiche che saranno presentate nella pellicola), e la conoscenza in materia di Newt risulta fondamentale per il suo svolgimento. Inoltre, sebbene la pellicola si focalizzi in gran parte su Silente e Grindelwald (dei fantastici Jude Law e Mads Mikkelsen, che oltre a poter vantare delle ottime interpretazioni singole, brillano anche in quanto a chimica per quel che concerne le loro interazioni sullo schermo), ogni personaggio sembra trovare il suo spazio, inclusi ovviamente i due fratelli Scamander (Eddie Redmayne e Callum Turner, altra accoppiata vincente).

Si viene infatti a creare un vero e proprio Esercito di Silente, che dovrà cercare di contrastare il terrore crescente nel mondo magico, l’ascesa al potere di Gellert Grindelwald. Ma come fare se colui che si ha davanti è in grado di prevedere le mosse dell’avversario? Con una serie di azioni e controreazioni più o meno giustificabili ai fini della storia, alcune intese più per il puro intrattenimento dello spettatore e, forse, anche per allungare il proverbiale brodo (ricordiamoci che siamo a quota tre di cinque film programmati) che altro. Queste vanno con successi alterni a condizionare lo stato d’animo dello spettatore, il quale si ritrova a ridere di gusto in alcune istanze, e carico d’angoscia (e forse in alcuni casi anche un po’ perplesso) in quelle successive, in un maggiore alternarsi di momenti comici e drammatici rispetto a quanto riscontrato ne I Crimini di Grindelwald.

D’altronde è abbastanza evidente a questo punto come, più che negli altri capitoli, e probabilmente grazie alla presenza di Steve Kloves (lo sceneggiatore della saga madre, che qui si affianca alla Rowling nella scrittura del copione), si ritorni a respirare l’aria dei primi film di Harry Potter, sebbene questi rimangano fortemente distinti dai nuovi viaggi per il Wizarding World.

Non spicca invece l’impronta registica di David Yates, che come al solito lascia parlare maggiormente gli interpreti e il dipartimento tecnico (scenografie, costumi, effetti speciali rimangono un punto di forza della saga), ma non per questo viene meno il proposito di dotare di un manto contemporaneo il prodotto e calare la pellicola nell’attualità riprendendo temi e atmosfere che soprattutto in questo periodo storico ci sembreranno alquanto familiari, proprio come è accaduto in passato (non dimentichiamoci, in fondo, in che epoca è ambientato il film).

Inoltre, ne I Segreti di Silente, come da titolo, ci viene finalmente data qualche risposta in merito alla famiglia del mago più rispettato del mondo magico, nonostante rimangano ancora aperte delle questioni che, presumibilmente, verranno affrontate poi nei restanti due film (il cui tema centrale è però ancora tutto da scoprire, e una volta terminata la visione della pellicola capirete perché). Che poi tali risposte possano piacere o meno, soprattutto ai fan di lunga data di Harry Potter, beh, questo è un altro discorso.

In generale, I Segreti di Silente rimane abbastanza in linea con i precedenti capitoli della saga e, come gli altri due, risulta probabilmente di maggiore godibilità se cerchiamo di dimenticarci per un paio d’ore di ciò che è canon e cosa no, di retcon e recast, anacronismi ed eventuali sbavature di scrittura, che per quanto importanti possano essere nel grande schema delle cose, a volte possono anche passare in secondo piano… Almeno fino alla fine dei titoli di coda.

Animali Fantastici: I Segreti di Silente sarà dal 13 aprile al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Fantastic Beasts: The Secrets of Dumbledore

Durata: 142'

Data D'Uscita: 13 aprile 2022

Regia: David Yates

Con: 

Eddie Redmayne, Jude Law,
Mads Mikkelsen, Dan Fogler,
Callum Turner, Ezra Miller, 
Alison Sudol, Jessica Williams

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia 

The Batman – La Recensione: nel segno del Pipistrello

Robert Pattinson veste i panni dell’Uomo Pipistrello nel suo secondo anno di attività come vigilante mascherato nella Gotham fredda, cupa e corrotta di Matt Reeves, dove un grande pericolo è in agguato.

Com’è torbida, la Gotham di The Batman. Com’è asfissiante l’aria che si respira tra quegli edifici in stile gotico le cui ombre nascondoo l’ombra per eccellenza, quella del giustiziere mascherato noto come Batman.

Un Batman ancora alle prime armi, acerbo, ma che ha già fatto esperienza non solo di quanto dura possa essere la realtà (persino da privilegiato come può essere per un Wayne), ma anche di quanto incredibilmente complicato possa essere il cercare di renderla migliore, di liberare dall’oscurità le strade di una città avvolta in essa.

Una realtà che sentiamo vicina, guardando la pellicola diretta da Matt Reeves, terribilmente vicina. Vuoi per gli inevitabili parallelismi socio-politici, che si potrebberò sì applicare in ogni epoca nella sua essenza, ma che nelle modalità ritroviamo somiglianze e richiami anche e soprattutto alla nostra, a un’attualità che prende sempre più le fattezze di fantasia, ma una fantasia tutt’altro che ideale; vuoi per l’umanità e la crudeltà con cui si ritrova ad avere a che fare il protagonista, un Robert Pattinson che abita alla perfezione il Bruce Wayne e ancor più il Cavaliere Oscuro dei nostri tempi.

Perché con questo Batman Reeves mette d’accordo Nolan e Snyder, ma allo stesso tempo si allontana da loro – anche se ancor di più si allontana dagli altri predecessori -, per offrirci qualcosa di inedito al cinema. Riscrive un racconto che tanto prende dai fumetti, ma che altrettanto rielabora, proprio come promesso, in chiave più realistica, psicologica. Scaviamo a fondo nello stato mentale di un villain terrificante nella sua deviata scaltrezza, l’Enigmista di Paul Dano, e in quello della sua controparte, un Batman tormentato dal passato e spaventato da ciò che potrebbe accadere nel presente e in futuro se la città dovesse sprofondare ancor più nel buio.

Niente supervillain e supereroi per The Batman, perché ci pensano già gli essere umani “ordinari” a tenere banco: c’è l’incorruttibile Detective Gordon (Jeffrey Wright), che ripone la sua fiducia nel Pipipistrello per raddrizzare le storture morali di Gotham; troviamo il sempre fedele Alfred di Andy Serkis, che come da manuale fa del benestare dei Wayne la sua più grande e anzi unica priorità (e che per certi versi ricorda non poco quello mostrato nella serie tv Pennyworth); abbiamo un’ammaliante Selina Kyle (Zoë Karvitz) sulla strada per diventare Catwoman, ma che ancora la Catwoman che tutti conosciamo non è, e che proprio come il nostro protagonista dovrà “crescere nella pelle” che ha scelto di abitare.

E poi ancora il Pinguino di Colin Farrell, il Carmine Falcone di John Turturro… Tutti i personaggi in The Batman hanno il proprio spazio ricavato a puntino, e se per alcuni potrebbe sembrarvi di aver visto poco nonostante le quasi tre ore di durata (2 e 55 per la precisione), ricordatevi che c’è ancora tanto da scoprire in futuro, come lo stesso Reeves mette bene in chiaro nel corso della pellicola.

Ci sarebbe ancora tanto da dire su The Batman… Su come con inquadrature studiate e suggestive sfumature (solo elogi per il lavoro di Greig Fraser, il direttore della fotografia) Reeves sia riuscito a portare sullo schermo un fedele ritratto di un uomo e di una città complicati, difficili da caratterizzare senza scadere in uno o l’altro estremo (e qui è d’obbligo menzionare anche lo sceneggiatore Peter Craig) ; su come sia una detective story, un thriller noir a tenere lo spettatore incollato alla sedia (soprattutto per i più grandi) e di come esplosioni e combattimenti siano parte integrante del tutto, ma non l’attrattiva principale; su come una colonna sonora che oscilla tra i Nirvana, Schubert e Michael Giacchino faccia da perfetto accompagnamento alle gesta dei suoi personaggi, che si tratti delle più plateali o dei momenti più intimi.

Ce ne sarebbero, sì, di cose da dire su questa nuova iterazione cinematografica di uno degli eroi più celebri del mondo dei fumetti DC. Si potrebbe continuare ad analizzare questo o quell’aspetto, si potrebbe star qui a discutere della caratterizzazione dei personaggi, delle motivazioni delle loro azioni… Si potrebbe iniziare a teorizzare su quel che vedremo nei sequel – perché dopo una pellicola così, e una chiusa del genere, non può non essere ufficializzata una sua continuazione, anche in più parti (la forma della trilogia è quella di cui si parla da tempo, d’altronde) -.

Ma come inteso anche da una campagna promozionale che in fin dei conti non ha rivelato poi molto del film, maggiormente volta a darci un’idea, un sentimento generale di ciò che ci avrebbe accolto in sala, c’è solo una cosa da fare adesso: recarsi al cinema e godersi l’ultimo film nel segno del Pipistrello.

The Batman arriverà nelle sale italiane il 3 marzo 2022.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: The Batman 

Durata: 175'

Data D'Uscita: 03 marzo 2022

Regia: Matt Reeves

Con: 

Robert Pattinson, Zoë Kravitz,
Jeffrey Wright, Andy Serkis, 
Paul Dano, Colin Farrell,
Peter Sarsgaard, John Turturro

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia 

Spider-Man: No Way Home – La Recensione: il vostro nuovo film preferito sull’Uomo Ragno

Lo Spider-Man di Tom Holland torna sul grande schermo per una nuova avventura all’insegna del Multiverso. Chi rivedremo davvero in Spider-Man: No Way Home, e che conseguenze avranno le azioni di questi strani visitatori sulla vita del nostro giovane Peter Parker?

È qui. Spider-Man: No Way Home ha davvero trovato la via di casa, a dispetto del titolo: quella per il grande schermo, ma anche quella per il cuore degli spettatori.

Perché in questo caso tanto vale partire dalla fine (ovviamente senza spoiler); in questo caso, tanto vale dirvi che sì, è il film che ogni fan di Spider-Man, grande o piccino che sia (ma forse molto più i grandi dei piccini) vorrebbe vedere.

In Spider-Man: No Way Home, il Peter Parker del MCU viene messo di fronte al giudizio del pubblico, smascherato (e incastrato) da Mysterio, che ha rivelato al mondo la sua identità. E grazie alla distorsione delle informazioni e della percezione di massa, perpetrata dall’operazione mediatica di J. Jonah Jameson (con J.K. Simmons di nuovo nei panni del personaggio) immaginate quanto poco ci possa volere affinché tutto vada a rotoli, e il ragazzo si trovi di fronte a delle scelte difficili.

Con un po’ di ingenuità, Peter chiederà aiuto a qualcuno di nostra conoscenza (lo si vede anche dal trailer, si tratta del Dr. Strange di Benedict Cumberbatch) per cercare di porre rimedio a una situazione di certo scomoda… Che tuttavia non farà che diventare ancora più scomoda. Il rimedio si rivelerà peggiore del male che cerca di arrestare, e sorgeranno nuovi problemi, che porteranno Peter al cospetto della vera prova di maturità: quella della vita.

Peter Parker, la ragione per cui lui porta la maschera è per proteggere sé stesso e le persone che ama” spiega Tom Holland durante la sua ‘apparizione dal Multiverso’ in quel di Cinecittà, durante l’incontro stampa organizzato per la promozione del film “Quindi il fatto che questa venga rivelata al resto del mondo, direi che sarà proprio Peter a risentirne ancor più di Spider-Man“.

Spider-Man: No Way Home è l’epica conclusione della trilogia di formazione del nostro amichevole Spider-Man di quartiere, il capitolo che porterà a compimento la prima parte del suo percorso come tale (la produttrice di Sony Pictures Amy Pascal ha già annunciato una nuova trilogia con protagonista sempre Tom Holland). Questo vuol dire che abbiamo accompagnato Peter durante la sua crescita personale e quella eroe, e che ora ne vedremo l’apice, un apice assolutamente spettacolare.

Non è un film privo di difetti quello scritto da Chris McKenna e Erik Sommers e diretto da Jon Watts: presenta una primo atto leggermente più lento a carburare (e ovviamente di preparazione) rispetto ai restanti, forse alcune “scelte di comodo” per far proseguire la storia come è neccessario che prosegua, e qualche piccola sbavatura qua e là, dovuta anche e soprattutto a una questione di tempistiche… Ma una volta arrivati a fine pellicola tutto questo non conterà.

Una volta arrivati ai titoli di coda (e anche qui, ricordatevi sempre, la storia non finisce, anzi…) a rimanere impressi nei cuori e nelle menti degli spettatori saranno quei fotogrammi che hanno inquadrato alla perfezione l’essenza dei personaggi, che hanno incorniciato in maniera pittoresca i momenti salienti della storia, ma anche quelli di contorno; saranno quei movimenti, quegli sguardi, quelle espressioni che gli interpreti del film ci permettono di vivere e sentire fino in fondo attraverso di loro (il solo Tom Holland qui mostra una maturità artistica incredibile, segno che è davvero cresciuto fianco a fianco al suo personaggio); saranno quegli inevitabili “Oh” e “Aaaah” che sentirete in sala, quelle risate fragorose e quegli applausi spontanei ma collettivi, quelle lacrime silenziose che verserete (perché accadrà, non avrete scampo) a restare con voi.

Sarà la consapevolezza di aver appena vissuto un’esperienza unica e particolarmente difficile da ripetere (impossibile non è una parola che garba molto alla Marvel, fortunatamente), un omaggio a tutto ciò che Spider-Man è stato e sarà, non solo al cinema, ma anche in tv e nei fumetti, ad essere sigillato nella vostra memoria. E speriamo che questa volta non arrivino incatesimi a far danni, perché è qualcosa che vorrete di sicuro ricordare.

Spider-Man: No Way Home è al cinema dal 15 dicembre.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Spider-Man: No way Home

Durata: 150'

Data D'Uscita: 15 dicembre 2021

Regia: Jon Watts

Con: 

Tom Holland, Zendaya,
Benedict Cumberbatch, Jacob Batalon,
Alfred Molina, William Dafoe, 
Jamie Foxx, Marisa Tomei  

Distribuzione: Sony Pictures

Materiali Stampa: Sony Pictures 

Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli – La Recensione: mitologia, combattimenti e magia in un mondo di supereroi

La Leggenda dei Dieci Anelli è più che semplice realtà per Shang-Chi (Simu Liu) e la sua famiglia, ora più che mai. E quando il passato arriva a bussare alla porta del giovane, lui non può che rispondere…

Sembra proprio una fiaba d’altri tempi immersa nella modernità, questo Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli. Un tuffo nella cultura orientale, nella sua mitologia, nelle sue arti marziali, ma rimanendo ancorati nell’universo di riferimento del film.

È così che si presenta la pellicola diretta da Destin Daniel Cretton, l’ultima entrata nel Marvel Cinematic Universe, in arrivo il primo settembre sugli schermi italiani e il 3 settembre negli Stati Uniti e in altri paesi. Quello che dovrebbe essere secondo molti “l’erede di Black Panther“, dato che apre al primo protagonista di origini asiatiche del MCU, e ci immerge in un’ambientazione del tutto diversa da quelle viste finora… O quasi.

Come visto già dal trailer, infatti, sebbene in apertura veniamo effettivamente trasportati in tutt’altri luoghi ed epoche, la prima volta che incontriamo il nostro protagonista interpretato da Simu Liu è a San Francisco, in un mondo post-blip, dove il ragazzo conduce un’esistenza apparentemente normale assieme alla sua amica Katy (la vera MVP del film, Awakwafina). Non ci vorrà molto, tuttavia, affinché la quotidianità arriverà a scontrarsi con la straordinarietà, e a rivelare molto, molto di più su Shaun, come si fa chiamare adesso, e il suo passato.

Shang-Chi non ha certo paura di spaziare e di trarre elementi dai più diversi generi cinematografici, dal wuxia al fantasy alla buddy comedy, ma sempre memore del mondo in cui sta giocando, e senza mai cadere nel pastiche troppo impasticciato. Si ride e si scherza, ovviamente, come i film dei Marvel Studios ci hanno insegnato, ma un vero fan sa perfettamente che dopo ogni battuta e siparietto comico (tra l’altro sempre ben congegnati) possiamo aspettarci di vedere grandi scene d’azione o intensi momenti drammatici, sviluppi di questioni familiari, culturali, politiche, e storiche, che andranno non solo ad arricchire i personaggi e le storie interne alla stessa pellicola, ma anche all’intero universo Marvel.

Porta una ventata di freschezza, il film di Cretton, soprattutto per l’azione e i combattimenti, che a differenza di tanti altri film sui supereroi, può contare sull’innesto delle arti marziali e grandi sequenze alla Tarantino per intrattenere lo spettatore, almeno fino all’arrivo dell’elemento principalmente fantastico. Questa, a seconda dei gusti, può rappresentare un’aggiunta azzeccata o meno, ma di certo non gratuita. Dopotutto, come ci verrà ricordato più volte nel corso della pellicola, questa è una storia iniziata molti, molti anni prima.

Noi adesso la stiamo vivendo attraverso gli occhi di una famiglia un tempo molto unita, ora molto meno, di certo disfunzionale (come potrebbe essere altrimenti con un padre dai poteri millenari che addestra il proprio figlio nell’arte di uccidere?), ma non per questo meno impossibile da comprendere nelle sue dinamiche, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai suoi interpreti (Tony Leung e Fala Chen su tutti).

Anche se, è impossibile non ammettere, lo spettatore si sentirà forse molto più vicino alla sbalordita Katy, che scena dopo scena assiste alla rivelazione di un intero e spettacolare (ma anche incredibilmente pericoloso) mondo di cui non era minimamente a conoscenza, che qualunque altro personaggio del film (e anche qui, come potrebbe essere altrimenti?).

Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli è dal 1 settembre al cinema (e rimanete in sala per le due scene dopo i titoli di coda!).

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings 

Durata: 132'

Data D'Uscita: 1 settembre 2021

Regia: Destin Daniel Cretton

Con: 

Simu Liu, Tony Leung,
Awkwafina, Michelle Yeoh, 
Meng'er Zhang, Fala Chen 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

The Suicide Squad – La recensione: cuore e follia nel nuovo film DC firmato James Gunn

Un gruppo di supercriminali viene “ingaggiato” per portare a termine una vera e propria missione suicida per conto del governo americano. Ce la faranno i nostri (anti) eroi?

War Heist Movie con dei Supervillain“. È così che James Gunn descriveva il suo The Suicide Squad durante il tour promozionale del film. E in effetti, l’etichetta calza, i generi di riferimento ci sono tutti… Ma è anche tremendamente riduttiva. Perché The Suicide Squad – Missione Suicida è molto più di quel che può sembrare, di quel che ci si possa aspettare da una pellicola che promette di mandare allo sbando un gruppo di supervillain nel tentativo di salvare la giornata.

La pellicola scritta e diretta da Gunn rispecchia alla perfezione lo stile del regista, il suo modo di fare, pur trovando una sua specifica identità (cosa non facile, soprattutto se pensiamo che molti si aspettano di vedere sullo schermo un Guardiani della Galassia 2.0).

E, consiglio spassionato per lo spettatore, sarebbe meglio non perdersi in paragoni tanto tra i film Marvel targati Gunn, come tra questo “soft reboot” – come ci è stato a un certo punto presentato – e il suo predecessore, il Suicide Squad di David Ayer: le pellicole, seppur simili per molti aspetti, non potrebbero essere più differenti, ed è esattamente questo il punto.

C’è un avvertimento che viene ripetutamente espresso dai materiali promozionali di The Suicide Squad, un concetto che probabilmente sarà stato preso alquanto alla leggera dal pubblico, ma che si rivelerà quantomai veritiero fin dai primi minuti del film, e che riassunto senza fare spoiler si potrebbe ridurre a un semplice “Aspettatevi di tutto“.

Perché Gunn non si è certo risparmiato nel realizzare un’opera che è capace di mostrare estrema brutalità in una scena, e momenti intimi e ricolmi d’empatia in quella successiva, alternando pazzesche scene d’azione in altrettanto incredibili contesti (è la fiera degli effetti pratici, preferiti alla meno “reale” CGI) a backstory e scambi dal grande impatto emotivo, non dimenticandosi mai di condire il tutto con una chiara visione politica, d’altronde inevitabile se si prende in considerazione il fatto che la missione della Task Force X ha luogo sull’isola di Corto Maltese, recente teatro di un colpo di stato (ma anche qui, c’è molto altro dietro).

E mentre cerchiamo di districare tutti i fili che conducono noi e i protagonisti proprio su quest’isola, mentre veniamo a conoscenza del passato, dei sogni (infranti) e delle aspirazioni di questi ultimi, sono diversi tra i villain-quasi-eroi-ma-non-troppo a spiccare, nonostante il gran numero di personaggi presenti.

La Harley Quinn di Margot Robbie è ormai una garanzia, e non fa eccezione sotto la guida di Gunn; il Rick Flag di Joel Kinnaman ha finalmente occasione di brillare; il Peacemaker di John Cena è ancor più intrigante di quanto si preannunciasse (e per uno che si presenta con una frase come “La cosa che ho più a cuore è la pace, e non importa quanti uomini, donne o bambini devo uccidere per ottenerla”, è tutto dire); il Bloodsport di Idris Elba e la Ratcatcher 2 di Daniela Melchior sono probabilmente tra i personaggi meglio esplorati della pellicola, anche grazie alla dinamica che si viene a creare tra loro; e forse andava già da sé, ma aspettatevi grandi cose anche da Polka-Dot Man (David Dastmalchian) e soprattutto Nanaue/King Shark (a cui presta la voce Sylvester Stallone).

Come può immaginare chi conosce un minimo l’operato di James Gunn (o semplicemente chi ha dato un’occhiata ai trailer del film), The Suicide Squad è intriso di uno humor che rende tutto più folle, ma che è anche in grado di bilanciare i momenti più drammatici e quelli più grotteschi della pellicola, che grazie a delle indovinate scelte registiche, vengono intessuti efficacemente tra loro per dar vita a un prodotto organico, che non lascia troppo spazio ad eventuali “E se in questo punto avessero fatto così invece…“.

E vedrete che non ci vorrà molto affinché più recente cinecomic DC rientri di diritto tra i preferiti di critica e pubblico, e assuma lo status di cult del genere.

The Suicide Squad – Missione Suicida arriverà in tutte le sale cinematografiche il 5 agosto 2021.

Ma attenzione a non affezionarsi troppo…

Laura Silvestri


Info

Titolo Originale: The Suicide Squad

Durata: 132'

Data D'Uscita: 5 agosto 2021

Regia: James Gunn

Con: 

Viola Davis, Margot Robbie,
John Cena, Idris Elba,
Joel Kinnaman, Daniela Melchior

Distribuzione: Warner Bros.

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

Black Widow – La Recensione: un ritorno a casa che è anche un addio

La Natasha Romanoff di Scarlett Johansson è protagonista di un’avventura adrenalinica in cui dà la caccia ai demoni del passato nel tentativo di costruire un futuro migliore. E nel frattempo, ci scappa anche una particolare riunione di famiglia…

Hello, hello, hello!

Ci siamo: finalmente, dopo due anni dal nostro ultimo appuntamento al cinema con il Marvel Cinematic Universe, si torna in sala per godersi sul grande schermo l’avventura in (semi-)solitaria di Scarlett Johansson in Black Widow. Ambientato nel periodo che intercorre tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, il film diretto da Cate Shortland punta i riflettori su Natasha Romanoff, la spia ed ex-Agente dello S.H.I.E.L.D. introdotta già nel 2010 in Iron Man 2, che a distanza di poco tempo sarebbe divenuta uno degli Avenger originali, e a cui abbiamo dovuto dire addio esattamente 10 anni dopo in Avengers: Endgame.

Load up on guns, bring your friends
It’s fun to lose and to pretend”

Ma arrivati a questo punto, potrà dire qualcuno, era davvero necessaria una pellicola tutta dedicata a un personaggio che abbiamo già visto tante volte e che teoricamente (mai dire mai con Marvel) non rivedremo più? Forse no, ma assolutamente sì. Forse no perché ormai potevamo anche accettare il passato di Natasha come un mistero di cui avremmo solo sentito parlare, con i misteriosi riferimenti a Budapest o a un certo incontro con un certo soldatoil cui nome è legato a una determinato periodo dell’anno, ma assolutamente sì perché quale modo migliore di camminare verso il futuro se non voltarsi per un’ultima volta e dare uno sguardo al passato? Quale modo migliore di celebrare un’eroina che, nella foga degli eventi di Endgame, non avevamo avuto il tempo di salutare? Ecco allora che ci viene data l’opportunità di fare entrambe le cose assieme a dei nuovi compagni di viaggio.

Diamo dunque il benvenuto a Yelena Belova (Florence Pugh), Alexei Shostakov/Red Guardian (David Harbour) e Melina Vostokoff (Rachel Weisz), l’anticonvenzionale famiglia che da tanto viene anticipata, e che non solo ci regala i due personaggi capaci di tenere il passo e in diverse istanze addirittura rubare anche la scena alla protagonista (Yelena e Alexei), ma che fungono anche da ancora emotiva per l’intera pellicola.

“I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us

Così, in quello che riesce ad essere un ben misurato mix tra film d’azione e character piece, commedia e dramma, tutto dichiaratamente in salsa Marvel, ma con un tocco di intimità in più rispetto al solito, andiamo più a fondo nell’identità della Vedova Nera, di tutte le Vedove Nere; scopriamo il perché di quel rosso sul registro per Natasha; capiamo finalmente uno dei motivi per cui è tanto legata a Clint Barton/Hawkeye (Jeremy Renner), che pur non presente fisicamente nel film, ha la sua importanza); aggiungiamo un importante tassello all’intreccio di racconti che è il MCU; e veniamo finalmente introdotti a quella che è la nuova generazione Marvel.

E sebbene la formula con cui ci viene presentato il tutto sia abbastanza semplice (una spy story piuttosto lineare e senza troppi ghirigori) e non vi siano poi chissà grandi sorprese almeno a livello di trama (in particolare per quanto riguarda un certo villain, forse il punto più debole dell’opera), il prodotto alla fine funziona così com’è, con le sue citazioni illustri (James Bond, Nirvana, Sia, Captain America: Winter Soldier) e la sua natura più riservata, che però apre a un mondo di possibilità se non per il suo personaggio principale, almeno per il resto dell’esnsemble (come sempre, prepuratevi di non staccarvi dalla poltron(cin)a dopo i titoli di coda).

“With the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us”

Alziamo allora un bicchierino di vodka in onore di Natasha Romanoff, brindiamo al suo passato, al suo percorso da eroina, e ringraziamola per questi 11 anni di onorato servizio non solo come membro degli Avengers, ma anche come uno dei personaggi più interessanti e complessi del MCU. E speriamo in un futuro che sappia raccogliere al meglio la sua eredità.

Black Widow arriverà il 7 luglio al cinema e il 9 luglio su Disney+ tramite Accesso VIP.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Black Widow 

Durata: 133'

Data D'Uscita: 7 luglio 2021

Regia: Cate Shortland

Con: 

Scarlett Johansson, Florence Pugh, 
David Harbour, Rachel Weisz 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

Sonic – Il Film — La Recensione

Una piccola palla blu di super energia

Il piccolo Sonic (Ben Schwartz) è costretto a trovare rifugio sulla Terra, dove per sopravvivere dovrà però celare se stesso e i suoi poteri. Ma diversi anni dopo il suo arrivo sul nostro pianeta, un improvviso blackout causato involontariamente da lui porterà a un inseguimento senza scrupoli da parte del governo e del Doctor Eggman (Jim Carrey).

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Ve lo diciamo subito: Sonic – Il Film è tutto quello che potevate volere dall’adattamento live-action di un videogioco con protagonista un super porcospino blu.

Non lasciatevi ingannare dalla vecchia CGI presentataci  con il primo trailer, anche perché ci sarà ben poco di quel design nel prodotto finito, come forse saprà chi ha seguito l’evolversi della vicenda negli ultimi mesi – l’intero film è stato sottoposto a un processo di redesign per far sì che il personaggio risultasse più fedele all’originale… Uno dei rari casi in cui il popolo ha davvero ragione e viene davvero ascoltato -.

SONIC THE HEDGEHOG

Cos’è, dunque, che ci troviamo davanti ora? Semplice. Sonic – Il Film è una deliziosa action-comedy, adatta a spettatori di tutte le età (e non esclusivamente a un target troppo giovanile, come si potrebbe pensare), che con ironia, freschezza e affabilità riesce senza troppe pretese a intrattenere sia quella parte del pubblico che non ha mai provato a correre come un razzo e raccogliere tutti gli anelli nei videogiochi SEGA, sia i fan di lunga data del prodotto videoludico (questi ultimi, poi, avranno di che essere contenti con tutti i vari riferimenti e easter egg presenti nella pellicola).

SONIC THE HEDGEHOG

Badate bene: non è nulla di estremamente originale su un piano prettamente legato al plot, che alla fine è quello comune a molti di questi adattamenti. Ma è l’approccio alla storia, al mondo e ai personaggi di Sonic, a fare la differenza. Il tono è assolutamente indovinato, come anche la scelta del cast. James Marsden è la perfetta controparte umana per il Sonic di Ben Schwartz (e anche in versione doppiata i due funzionano alla grande), mentre Jim Carrey non ha certo bisogno di provare ancora e ancora quanto possa essere adatto per un ruolo simile (Il Grinch e il Conte Olaf hanno trovato un nuovo membro per il loro club di cattivoni). Buona anche l’intuizione di Tika Sumpter (la Raina Thorpe di Gossip Girl), che riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, anche grazie a una scrittura che le permette di farlo.

SONIC THE HEDGEHOG

Il regista Jeff Fowler e gli sceneggiatori Patrick Casey e Josh Miller fanno dunque un buon lavoro nel portare sul grande schermo le avventure del porcospino blu che arrivò  nel lontano 1991 nelle case dei giocatori di tutto il mondo, trovando la giusta chiave di lettura (e realizzazione). In più, con un sequel praticamente già delineato – volete rimanere per le due scene dopo i titoli di coda, fidatevi – il franchise può definirsi solo all’inizio.

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Sonic – Il Film è dal 13 febbraio al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Sonic The Hedgehog 

Data di Uscita: 13 febbraio 2020

Durata: 99'

Regia: Jeff Fowler

Con: 

James Marsden, Ben Schwartz,

Jim Carrey, Tika Sumpter

Distribuzione: Paramount Pictures