Dal 2 Maggio 2019 sarà nelle sale IFratelli Sisters, la pellicola western diretta da Jacques Audiard e con protagonisti John C. Reilly e Joaquin Phoenix.
Il film – il primo in lingua inglese per Audiard – è stato presentato alla scorsa edizione del Festival Di Venezia, ed è valso al regista il Leone d’argento per la Miglior Regia.
Di seguito potete trovare le immagini, la sinossi e il poster del film.
John C. Reilly stars as Eli Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Riz Ahmed (left) stars as Hermann Kermit Warm and Jake Gyllenhaal (right) stars as Morris in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Joaquin Phoenix stars as Charlie Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Joaquin Phoenix (left) stars as Charlie Sisters and John C. Reilly (right) stars as Eli Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
John C. Reilly (left) stars as Eli Sisters and Joaquin Phoenix (right) stars as Charlie Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Joaquin Phoenix stars as Charlie Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Jake Gyllenhaal stars as Morris in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Riz Ahmed stars as Hermann Kermit Warm in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Joaquin Phoenix stars as Charlie Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Joaquin Phoenix (left) stars as Charlie Sisters and John C. Reilly (right) stars as Eli Sisters in Jacques Audiards THE SISTERS BROTHERS, an Annapurna Pictures release. Credit : Magali Bragard / Annapurna Pictures
Sinossi
“È il 1851, e Charlie ed Eli Sisters (Joaquin Phoenix e John C. Reilly) sono due fratelli e assassini, cresciuti in un mondo selvaggio e ostile. Hanno le mani sporche di sangue: sangue di criminali, sangue di vittime innocenti … sono dei pistoleri e quella è l’unica vita che conoscono. Il più anziano dei due, l’introspettivo Eli (Reilly) continua ad uccidere su commissione insieme al fratello più giovane, ma sogna una vita normale. Il più giovane dei due, Charlie (Phoenix) che è un grande bevitore, ha preso entusiasta il controllo del duo nell’esecuzione dei cruenti mandati. Ciascuno di loro mette però in discussione il metodo dell’altro e la loro vita è un continuo battibecco.
Durante un viaggio nei territori del Nord Ovest, i fratelli Sisters giugnono sulle montagne dell’Oregon, poi in un pericoloso bordello nella piccola città di Mayfield e, infine, nella California della febbre dell’oro. Il viaggio metterà a dura prova il legame tra i due fratelli basato sulla loro attività omicida, ma potrebbe anche trasformarsi nell’occasione per riscoprire ciò che resta della loro umanità?”
Nel cast del film prodotto da Annapurna Pictures e Why Not Productions e distribuito da Universal Pictures anche Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed.
I Fratelli Sisters saranno dal 2 Maggio al cinema.
Le strade di tre amici fraterni Manuel, Driss e Imrane, cresciuti in una periferia in cui domina la legge del narcotraffico, si biforcano sui versanti opposti della legge. Manuel e Imrane scelgono la via del crimine mentre Driss diventa un agente della narcotici. La morte di Imrane porta i due uomini ad incontrarsi di nuovo e a capire che hanno bisogno l’uno dell’altro per sopravvivere nei loro rispettivi mondi.
Fratelli Nemici è stato presentato con successo alla settantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ed è debitore di tanto cinema di genere degli ultimi anni.
Questo noir contemporaneo è realizzato con una messa in scena sempre molto tesa e nervosa, che però risulta lento e prevedibile nello svolgimento; ha dei picchi di tensione tecnicamente davvero ben realizzati, eppure gli stessi non sorprendono mai davvero lo spettatore.
La trama pecca di originalità, poiché ricalca molti polar che sono stati prodotti negli ultimi anni proprio dalla Francia: si sente molto l’influenza del primo Jacques Audiard, senza per questo avere l’incisività di film come Il Profeta.
Ma ciò non sminuisce il film. Anzi, il regista David Oelhoffen usa questo canovaccio di stereotipi per andare al cuore dei personaggi. Il racconto è infatti debitore anche nei confronti di quella tragedia greca in cui i protagonisti cercano con tutte le loro forze di lottare contro un destino già segnato.
La forza del film non sta tanto nella storia, quanto nella mancanza di giudizio morale. Da spettatori ci troviamo ad empatizzare ugualmente con entrambe le parti coinvolte: da una parte la legge con il personaggio di Driss, interpretato da Reda Kateb; dall’altra il crimine delle leggi ancora più severe, come sperimenterà sulla sua pelle Manuel, interpretato da Matthias Schoenaerts. Impariamo infatti insieme a loro che a volte legge e crimine sono due facce della stessa medaglia. Ma ancora di più, riusciamo a sentire la quotidianità dei loro gesti.
Fondamentale la prova degli attori: Matthias Schoenaerts si conferma un ottimo interprete, dimostrandosi a suo agio sia in ruoli testosteronici che in ruoli più delicati. Una delle storyline più sentite del film è proprio il rapporto di Manuel con suo figlio – fortissima la scena quando, dopo un attentato alla sua vita, la prima cosa che fa è andare a casa per abbracciarlo – .
La fotografia, assieme al montaggio di Anne-Sophie Bion, crea l’atmosfera perfetta, con periferie da toni freddi e dilatati,e una composizione delle scene che sorregge l’intero film e gli conferisce un’adrenalica nervosità.
Molte volte abbiamo la sensazione che troppi flashback rovinino la narrazione, ma magari in questo film qualche flashback avrebbe effettivamente aiutato a comprendere la profondità del legame tra Manuel e Driss, che si scopre davvero troppo in là nell’intreccio.
E a ben pensare, una delle pellicole che può ricordare questa storia, in cui la sottile linea della corruzione separa il giusto dall’ingiusto, è Pride and Glory di Gavin O’Connor, con Colin Farrell e Edward Norton.
Close Enemies – Fratelli Nemici è dal 28 Marzo al cinema
Anna Antenucci
InfoTitolo originale: Frères Ennemis
Durata: 111'
Data di Uscita: 28 Marzo 2019
Regia: David Oelhoffen
Con:
Matthias Schoenaerts, Reda Kateb,
Adel Bencherif, Nicolas Giraud.
Distribuzione: Europictures
“Una è affascinante e sofisticata, l’altra imbranata e pasticciona. Un’abilità in comune: ingannare gli uomini raggirandoli con una scaltrezza tutta al femminile.”
Online il trailer e le prime immagini di Attenti A Quelle Due, il remake al femminile di Due Figli Di…, diretto da Chris Addison e con protagoniste Anne Hathaway e Rebel Wilson.
Online il trailer del live-action di Dora L’Esploratrice, Dora E La Città Perduta.
Qui di seguito trovate la sinossi del film.
“Dora e la città perduta porta sul grande schermo la storia di Dora (Isabela Moner), avventuriera nata, cresciuta tra nella giungla, pronta ad affrontare una delle imprese più pericolose di sempre. Insieme all’amica fidata, la scimmia Boots, Diego (Jeffrey Wahlberg), e un misterioso abitante delle foreste (Eugenio Derbez), la ragazza partirà per un viaggio senza precedenti alla ricerca dei suoi genitori scomparsi (Eva Longoria, Michael Peña) ed alla soluzione del mistero impossibile dietro una città perduta.”
La pellicola, prossimamente al cinema, è diretta da James Bobin e distribuito da 20th Century Fox. Nel cast Isabela Moner, Eva Longoria, Michael Peña e Eugenio Derbez.
In una Amburgo distrutta dell’immediato dopoguerra, un ufficiale inglese va ad occupare, seguito dalla moglie, la villa di proprietà di un vedovo tedesco e sua figlia. Per concessione, la ragazzina e il padre rimarranno a vivere con la coppia, ma le vicissitudini interne intrecciate a quelle storico-sociali, colme di diffidenza e contrasti, la renderanno una convivenza sofferta.
Una pellicola prodotta da Ridley Scott, che vanta la presenza di pezzi da novanta come Keira Knightley, Alexander Skasgård e Jason Clarke potrebbe suggerire ai più un determinato indice di qualità insito in partenza. Del resto, nessuno è perfetto, e come ben sappiamo la vita è piena di delusioni.
Ma procediamo con ordine: prendendo ispirazione dal romanzo di Rhidian Brook –L’alba del mondo – ci viene raccontato un lato particolare della Storia, portandoci nella Germania disfatta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con un punto di vista sospeso in bilico tra vinti e vincitori.
L’ufficiale britannico Lewis Morgan (Jason Clarke) ha l’incarico di recarsi in un’Amburgo ridotta in ginocchio dalla fine della guerra per ripristinare l’ordine. Seguito dalla moglie, Rachael (Keira Knightley), occuperanno la splendida villa di un facoltoso architetto ormai in disgrazia, Stefan Lubert (Alexander Skasgård). Stefan è vedovo, con una figlia adolescente di cui occuparsi, Frieda (Flora Thiemann), e ai due viene concesso di rimanere a vivere insieme alla coppia inglese.
Il contrasto tra la città ridotta in macerie dagli alleati e la lussuosa abitazione è pari solo al contrasto che nel frattempo si delinea nelle dinamiche di questi inquilini imposti. Mentre Stefan sembra aver assunto un atteggiamento di resa, come se avesse la consapevolezza di dover pagare il prezzo di ciò che è stato, la figlia mostra palesi segni di insofferenza, mossa dal rancore e dal senso di rivalsa. La convivenza turba Frieda, ma turba forse ancor di più Rachael.
Sarà il pianoforte un oggetto cardine nella descrizione dei sentimenti che connotano i rapporti con gli “occupanti”: sia la donna che la ragazzina sembrano donargli il valore del ricordo e della perdita. Entrambe hanno avuto modo di sperimentare il dolore portato dalla guerra, che ha strappato ad una il figlio e all’altra la madre; inspiegabilmente, però, il tutto non sfocerà mai in un genuino legame, fosse anche solo di condivisione.
Tutti e quattro i personaggi sembrano essere focalizzati su traiettorie che mai si incontrano, ed è da questo presupposto che la narrazione prende una piega incoerente e decisamente poco credibile. Il colonnello Morgan è assorbito dalle sue controverse mansioni, e nel frattempo la moglie si accorge che il loro matrimonio aveva come solo “collante” il loro bambino; dopo i momenti di ostilità e sospetti, assistiamo ad un improvviso flirt tra Rachael e il (forse troppo) sommesso tedesco, spiegabile, al limite, solo con la presa di coscienza della donna.
Nettamente in secondo piano e decisamente poco curata, l’avventura di Frieda con un giovane e astioso nazista, che in realtà la usa semplicemente per arrivare all’ufficiale. Poteva essere una situazione pregnante e foriera di importanti suggestioni, invece imploderà senza le fondamenta di un’idea solida, come del resto imploderà la traballante liaison dangereuse messa in scena da Skasgård e la Knightley.
Non riuscendo nel tentativo di mostrare un dramma storico sufficientemente incisivo, La Conseguenza può considerarsi un Melò decisamente Retrò, che presenta sicuramente l’estetica e l’impianto del genere rientrando totalmente nei canoni. Assunto questo, anche volendo trovare quella necessaria cifra emozionale, si rimane delusi da una quasi soffocante e totale mancanza di credibilità. È chiaro che non tutto può essere salvato da un’elegante fotografia vintage.
Ma in ultimo, spetta al pubblico l’ardua sentenza.
Ma in ultimo, spetta al pubblico l’ardua sentenza.
La Conseguenza è dal 21 Marzo al cinema.
Cristiana Carta
InfoTitolo Originale: The Aftermath
Durata: 108’
Data di Uscita: 21 Marzo 2019
Regia: James Kent
Con:
Keira Knightley, Alexander Skasgård,
Jason Clarke, Flora Thiemann
Distribuzione: 20th Century Fox
Lui vede Lei. Lei vede Lui. Si innamorano. Si amano. Poi non più. O forse si?
Ricordi? di Valerio Mieli è una storia d’amore decostruita e ricostruita dalla memoria umana, fallace ed effimera, ma anche fantasiosa e piena di speranze.
Mediante l’effetto patchwork dato dal montaggio volutamente disordinato di Desideria Rayner, Mieli ci racconta di Lui (Luca Marinelli) e di Lei (Linda Caridi), due figure senza nome, l’una l’opposto dell’altra, ma complementari nel loro amarsi ed influenzarsi a vicenda.
«Io penso che questo film racconti due interiorità. Lo scopo è di raccontare i fatti non come accadono, ma come li ha vissuti l’uno, e come li ha vissuti l’altro. Il ricordo ha il grande pregio di rendere ancora più evidente la differenza tra i due punti di vista. […] La cosa bella delle storie d’amore è che quando ci si incontra, questi due mondi privati si mischiano, si influenzano… Un po’ come mettere in lavatrice un indumento blu e uno arancione» spiega il regista in conferenza stampa.
Ed è esattamente ciò che accade nel film: Lei, sempre allegra e spensierata, incapace di rievocare ricordi spiacevoli quando le viene chiesto; Lui, tormentato da un passato che sembra oscurato da una grigia nube carica di pioggia, pronta a rannuvolare anche i momenti più felici, che il ragazzo tenta invece in tutti i modi di conservare.
Dall’incontro di questi mondi all’apparenza incompatibili, nascerà una relazione che renderà, in ultimo, più ottimista lui, e meno disillusa lei, ma che dovrà comunque superare la prova del tempo.
Perché per quanto lo si voglia, non si può congelare il presente, e tantomeno i sentimenti. Una lezione che i due ragazzi impareranno condividendo gioie e dolori della vita di coppia, ma che ognuno di loro immagazzinerà in maniera differente nella propria mente, e nel proprio cuore.
Con un minutaggio forse eccessivo per la modalità narrativa scelta, più proprio dell’inchiostro che dei fotogrammi – lo stesso Mieli in conferenza stampa rivela di aver ragionato in termini più letterari durante la stesura della sceneggiatura – Ricordi? sfrutta solo in parte il grande vantaggio datogli da questo tipo di struttura, e si perde (purtroppo) verso il finale in una serie di manierismi che non giovano alla resa complessiva del film.
Nonostante questo, l’aspetto più apprezzabile del lungometraggio – oltre all’interpretazione dei due giovani attori – rimane la poetica riflessione sulla memoria e il suo potere ambivalente: distruttivo, quanto salvifico.
Ricordi? è al cinema dal 21 Marzo.
Laura Silvestri
InfoTitolo: Ricordi?
Regia: Valerio Mieli
Durata: 99'
Data di uscita: 21 Marzo 2019
Con:
Luca Marinelli, Linda Caridi
Distribuzione: BiM
Il Professore E Il Pazzo racconta la vera storia della nascita dell’Oxford English Dictionary, intrecciando le vite di due uomini che non potrebbero essere più diversi tra loro, James Murray (Mel Gibson) – un coltissimo etimologo senza laurea – che diede vita al progetto nel 1857 e William Chester Minor (Sean Penn) – un ex-chirurgo dell’esercito americano traumatizzato dagli orrori della guerra e rinchiuso in un ospedale psichiatrico – uno dei più prolifici contributori all’impresa.
La pellicola, dall’impianto narrativo molto classico, mette in contrapposizione queste due figure, molto diverse tra loro ma accomunate dall’ossessione per un’impresa titanica durata più di 70 anni.
James Murray chiese infatti a chiunque incontrasse o conoscesse di annotare l’origine di ogni parola degna di nota e spedirla a lui per poi inserirla sul neonato dizionario.
William Chester Minor contribuì all’inserimento di oltre 10mila voci, spedendole da un manicomio criminale, dove era stato condannato per l’uccisione di un uomo che aveva scambiato per un suo immaginario persecutore; lo stesso uomo con a carico una vedova, Eliza Merrett, (Natalie Dormer, la Margaery Tyrell di Game of Thrones) e sei bocche da sfamare.
Il film, nonostante l’interpretazione accorata di due mostri sacri del cinema come Mel Gibson e Sean Penn, manca di equilibrio tra le due figure: se all’inizio il fulcro sembra essere la titanica impresa compiuta da James Murray e dai suoi collaboratori, con il passare del tempo la compilazione del dizionario passa sempre più in secondo piano, e a catalizzare la nostra attenzione sullo schermo è soprattutto l’interpretazione di Sean Penn. Toccante è la sua via crucis per espiare il crimine di aver lasciato vedova Eliza Merrett, per la quale sboccerà un sentimento che non farà altro che far precipitare la salute mentale di lui.
Questo non sempre perfetto bilanciamento delle parti è forse dovuto alla gestazione dell’opera, che ha avuto uno sviluppo altrettanto tormentato – se non addirittura maggiore – della compilazione del dizionario.
Mel Gibson ha acquistato i diritti del saggio L’Assassino Più Colto Del Mondo di Simon Winchester, appena uscì nel 1998. Da allora ha cercato di adattarlo con fortune alterne, e con l’intenzione di dirigerlo lui stesso, fino a quando non passò il testimone allo sceneggiatore Farhad Safinia, il quale aveva collaborato con lui ad Apocalypto, che ha poi diretto il film sotto pseudonimo.
Ma non è tutto, perché Mel Gibson ha intentato una causa verso la casa di produzione Voltage per non aver rispettato il budget e il loro accordo di co-produzione previsto. Causa persa, per l’attore australiano.
Nonostante l’argomento della pellicola, che a primo acchito non sembra essere dei più entusiasmanti da trattare, la vicenda aveva un grande potenziale: portare sul grande schermo un sistema democratico dove ognuno poteva contribuire con la propria parola da inserire poteva risultare, in realtà, estremamente avvincente. Ma la ventata di freschezza in un film in costume che avrebbe potuto portare questa Wikipedia Ante Litteram viene un po’ smorzata da una messa in scena un po’ stanca, molto classica e sempre uguale a se stessa.
Sicuramente l’ambientazione e i costumi sono molto curati, ma si ha, per certi versi, una sensazione di déjà-vu, e l’opera fatica a trovare un posto nel cuore dello spettatore tra tutti i period drama che si sono succeduti al cinema in questi ultimi anni. Un esempio molto simile – sia per ambientazione che per tematiche – può infatti essere il film del 2015 con Jeremy Irons, L’uomo che vide l’infinito.
Ma il fiore all’occhiello di Il Professore e il Pazzo sono i due attori protagonisti, e le interpretazioni di Mel Gibson e Sean Penn valgono da sole il prezzo del biglietto.
Il Professore E Il Pazzo è dal 21 Marzo al cinema.
Anna Antenucci
Info Titolo Originale: The Professor and The Madman
Durata: 124 minuti
Data di Uscita: 21 marzo 2019
Regia: Farhad Safinia
Con:
Mel Gibson, Sean Penn,
Natalie Dormer, Jeremy Irvine
Distribuzione: Eagle Pictures