Ancora Auguri Per La Tua Morte – Trailer, Poster e Sinossi Del Film

Da Jason Blum, produttore di Split, La Notte Del Giudizio e The Visit, arriva Ancora Auguri Per La Tua Morte, sequel della commedia thriller che ha sorpreso il pubblico nel 2017.

Sinossi:
 
Jessica Rothe guida il cast che ritorna in Ancora auguri per la tua morte, il seguito della sorpresa del 2017 di Blumhouse (Split, Scappa – Get Out, La notte del giudizio), un grande successo pieno di colpi di scena e svolte comiche. Questa volta, la nostra eroina Tree (Jessica Rothe) scopre che morire di continuo è stato sorprendentemente più facile dei pericoli che la attendono.”

HDD2_1sheet_ITA

Diretto da Christopher Landon e con Jessica Rothe, Israel Broussard e Ruby Modine, Ancora Auguri Per La Tua Morte sarà al cinema dal 28 Febbraio 2019.

Partecipa alla conversazione:
#AncoraAuguriPerLaTuaMorte

Materiali Stampa: Press Play

Laura Silvestri

Macchine Mortali – La Recensione

 –

Un Nuovo Vecchio Mondo

Dopo la Guerra Dei 60 Minuti, la Terra è diventata una landa desolata, popolata da minacciose presenze, e in cui città mobili combattono tra loro per la supremazia, o anche solo per la sopravvivenza. E sarà proprio sopravvivere – e impedire che ad altri non venga data la possibilità di riuscirci – l’obiettivo principale di Tom Natsworthy e Hester Shaw.

Screen-Shot-2018-06-06-at-07.56.07

Tratto dal primo di una tetralogia di romanzi dell’autore britannico Philip Reeve – Mortal Engines, Predator’s Gold, Infernal Devices, A Darkling Plain, a cui si aggiunge il prequel Fever Crumb – Macchine Mortali debutta sul grande schermo, catapultandoci in un futuro dispotico dai toni steampunk.

 Il film diretto da Christian Rivers e scritto e prodotto da Peter Jackson, gioca sulle convenzioni tipiche del genere, perpetrandole in maniera non necessariamente innovativa, ma cionondimeno accattivanti.

Quante volte abbiamo visto – e vedremo ancora – futuri post-apocalittici in preda alla follia e all’avidità di chi è al comando, e la cui speranza di sopravvivenza e salvezza risiede unicamente nelle azioni dei protagonisti e dei gruppi ribelli loro alleati?

E quanti villain di nome Valentine abbiamo visto e dovremo ancora vedere in preda a vaneggiamenti e deliri di onnipotenza, prima che qualcuno impari a diffidare di loro – beh, in realtà uno, ma ha una portata abbastanza ampia da servire da monito per ulteriori trasposizioni -?

una-scena-del-film-macchine-mortali-maxw-1280

Eppure, Macchine Mortali riesce ad andare oltre queste limitazioni, facendo dei troppe narrativi più comuni solo uno degli elementi della sua storia.

Ciò che stupisce e cattura maggiormente l’attenzione dello spettatore è infatti lo spettacolare production design, la magnitudine delle scenografie, quell’ambientazione che si estende fra le stravaganti città stratificate e le pericolose lande deserte con una naturalezza disarmante, e che fornisce un perfetto campo di battaglia per l’inevitabile scontro finale.

Scontro che vedrà tra i suoi protagonisti da un lato il “Re dei Nerd”, come è ormai conosciuto da tutti Hugo Weaving per via dei suoi numerosi ruoli in altrettante pellicole fantasy (Il Signore Degli Anelli, Matrix, Captain America, V Per Vendetta etc.), il perfido e ingannevole Valentine, e dall’altra Tom Natsworthy (un sempre più notevole Robert Sheehan) e Hester Shaw (Hera Hilmar) – il cui nome potrebbe seriamente ispirare un drinking game, per quante volte viene ripetuto nel corso delle due ore -, due orfani i cui destini verranno ad incrociarsi proprio a causa dei reati commessi da Valentine. Questi ultimi troveranno degli alleati nel movimento anti-trazionista degli abitanti di Shan Guo, uno degli stabilimenti della civiltà asiatica, ai ferri corti con quella britannica e dell’Europa Continentale.

macchine-mortali-junkie-xl-colonna-sonora

Unico neo a livello puramente visivo potrebbe forse essere l’inquietante Shrike (Stephen Lang), che in prima istanza dà l’idea di un miscuglio poco ispirato di almeno una dozzina di personaggi appartenenti alla cultura popolare, ma che troverà invece compimento narrativo con il procedere del film.

In una lotta all’insegna del Darwinismo Municipale, come viene definito l’atto “cannibale” dell’assorbimento di una città da parte di un’altra, e della resistenza ad esso, saranno la forza, l’inventiva, le conoscenze e il coraggio di chi non si arrenderà dinnanzi a un futuro già scritto, ma tenterà di costruirne uno migliore, a trionfare.

Per essere la prima grande prova da regista di RiversMortal Engines può vantare un world-building affascinante e ben strutturato – grazie anche alle direttive fornite dai romanzi – e che riesce a vincere la sfida imposta dalla sua connaturata complessità. Anche lo spettatore più avvezzo al genere non potrà non apprezzarne la realizzazione.

84618_ppl-2

In quanto a plot character development, forse anche per via della sua appartenenza a una saga letteraria, la storia avrebbe probabilmente potuto giovare di un format più generoso a livello di tempistiche – come una mini-serie televisiva in stile HBO -, ma non per questo sfigura in una confezione cinematografica. Ci auguriamo comunque che le avventure di Tom, Hester e degli altri personaggi di Mortal Engines possano trovare un proseguo in un futuro sequel, rimandando la parola fine ancora per un pò.

Macchine-Mortali-Poster

Macchine Mortali sarà al cinema dal 13 Dicembre.

Laura Silvestri

Info



Titolo Originale: Mortal Engines



Durata: 128'

Data di Uscita: 13 Dicembre 2018



Regia: Christian Rivers



Con:
 Robert Sheehan, Hera Hilmar,
 

Hugo Weaving, Jihae,
 

Stephen Lang, Leila George



Distribuzione: Universal Pictures

Avengers 4 – Svelati Il Trailer, Il Poster E Il Titolo Ufficiale

Online il primo trailer ufficiale del quarto film sui Vendicatori.

Svelato anche il titolo del film, che riveleremo in coda all’articolo per non rovinarvi la sorpresa.

“Culmine di 22 film interconnessi, il quarto episodio della saga di Avengers trascinerà gli spettatori verso il punto di svolta di questo viaggio epico. I nostri amati eroi capiranno davvero quanto fragile sia la realtà e quali sacrifici debbano essere fatti per preservarla.”

Nel cast Chris Evans, Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Paul Rudd, Jeremy Renner, Mark Ruffalo, Don Cheadle, Josh Brolin, Karen Gillan, Bradley Cooper, Evangeline Lilly, Brie Larson etc.

Avengers: Endgame – chiaro richiamo alle parole di Doctor Strange in Avengers: Infinity War – è diretto dai Fratelli Russo, e sarà nelle sale da Aprile 2019.

Laura Silvestri

Boy Erased – Vite Cancellate — Trailer, Sinossi e Immagini Del Film

Presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2018 e in anteprima nazionale alla Festa Del Cinema di Roma, Boy Erased – Vite Cancellate è il nuovo film diretto dal regista e attore Joel Edgerton, con Lucas Hedges, Nicole Kidman Russell Crowe.

Sinossi

Boy Erased – Vite cancellate racconta la vera storia della crescita, della presa di coscienza e della dichiarazione della propria omosessualità di Jared Eamons (Lucas Hedges), figlio di un pastore battista di una piccola città dell’America rurale, che all’età di 19 anni ha deciso di aprirsi con i suoi genitori (Nicole Kidman e Russell Crowe), riguardo alle proprie preferenze sessuali. Temendo di perdere la famiglia, gli amici e la chiesa cui appartiene, Jared viene spinto a partecipare ad un programma di terapia di conversione. Mentre è lì, Jared entra in conflitto con il suo terapeuta (Joel Edgerton) e inizia per lui il viaggio alla ricerca della propria voce e per accettare il suo vero io.”

Distribuito da Universal Picture, Boy Erased – Vite Cancellate sarà dal 7 Febbraio al cinema. Nel cast del film anche lo stesso Joel Edgerton, Joe Alwyn, Xavier Dolan, Troye Sivan e Flea.

BOYER_teaser_ita

Partecipa alla conversazione:
#BoyErased #ViteCancellate

Materiali stampa: PressPlay

Laura Silvestri

Se Son Rose… – La Recensione

Sono cambiato, riproviamoci!”

Stampa

Ricevere un messaggio del genere potrebbe essere un incubo per alcuni e un (ennesimo) nuovo inizio per altri.

Nel film Se Son Rose…, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, lo stesso messaggio è stato mandato alle dieci ex fidanzate di Leonardo Giustini, un giornalista quotidianamente alle prese con recensioni di nuove, bizzarre app  per un sito web.

Ad inviare il “galeotto messaggio” però, non è stato Leonardo – reduce da un divorzio e impegnato con Ginora, una ragazza svampita che lui chiama “48” (Elena Cucci) – ma sua figlia Yolanda (Mariasole Pollio).

La ragazza, curiosa di scoprire il motivo dei fallimenti delle storie d’amore del padre, rintraccia le sue ex, mandando ad ognuna lo stesso messaggio.

©_ANGELO_TRANI

Tra le dieci, solo in quattro risponderanno: la prima è Benedetta (Caterina Murino), una donna dai modi molto pacati – spesso inquietanti, ma dalle tonalità comiche –,  diventata ora una suora laica.

La seconda è Elettra (Gabriella Pession), che come la precedente ex, ha un nome che già ne prospetta l’indole: se Benedetta è una donna religiosa e pacifica, Elettra si rivela essere una persona dal carattere fumantino, “elettrico”.

Fra le altre ex, spunta poi Angelica (Michela Andreozzi), un’artista avvolta da un’aura di delicatezza.

Quando i due si incontreranno, Leonardo scoprirà di non sapere nulla, in realtà, della vita di questa donna, segnata da un evento tanto tenero quanto triste .

©_ANGELO_TRANI

Ultima, ma non per importanza, è un’ex di cui Leonardo conserva ancora la foto nella scatola dei ricordi: Fioretta (Antonia Truppo). Il vezzeggiativo si rivelerà essere abbastanza in contrasto con la personalità di questo personaggio che, per dirne una, entrerà in scena percorrendo una scalinata con un SUV.

Dopo essersi guadagnato un pungo in faccia da Fioretta, Leonardo riceverà un ultimo messaggio da parte di una ex davvero “speciale”: Fabiola, l’ex moglie (Claudia Pandolfi).

 Al corrente della missione di Yolanda, e felicemente risposata con Fabio (Gianluca Guidi), Fabiola si scoprirà essere fra le destinatarie del messaggio, ma tornerà dall’ex-marito unicamente in virtù di sincera confidente.

Grazie all’incontro con le sue ex, Leonardo capirà di essere stato un amante noioso, poco determinato, e di essere rimasto, in fondo, ancora un ragazzo in cerca del vero amore.

La commedia non solo scava a fondo per comprendere i veri motivi per cui una relazione possa finire, ma analizza anche una situazione che si verifica più spesso di quanto si possa pensare: quante volte abbiamo vissuto dei ritorni di fiamma? Quante volte sono tornati degli ex incancellabili dal nostro passato?

E quante volte siamo stati noi “gli ex che tornavano”?

©_ANGELO_TRANI

Durante la conferenza, Pieraccioni ha affermato di aver iniziato con I Laureati, in cui si descriveva una realtà appartenente al mondo giovanile. Con l’avanzare dell’età ha poi incentrato le sue storie attorno a “quei dubbi del vissero felici e contenti fino ad arrivare ad oggi, al momento in cui è finalmente venuto a conoscenza di un “amore infinito”: quello di un genitore per i figli.

Ecco quindi che «Se son rose… potrebbe essere il primo film di una seconda serie».

La mission che Pieraccioni ha proposto al suo co-sceneggiatore Filippo Bologna (Perfetti Sconosciuti, Cosa fai a Capodanno?) era semplice: Raccontiamo la verità, perché quello è un codice infallibile».

L’aver seguito questo ideale ha fatto sì che Se Son Rose… risultasse essere un film “sincero”, aggettivo assegnato dallo stesso regista alla sua opera durante l’incontro con la stampa.

La parola passa poi alle attrici, che rivelano come alcune di loro avessero effettivamente delle caratteristiche simili ai propri personaggi, mentre altre si sono trovate ad aggiungere alla performance qualcosa di personale, e altre ancora hanno dovuto ricercare al di fuori di sé il proprio ruolo, mettendosi completamente in gioco.

Nonostante la comicità di base, e il potere attrattivo che esercita tendenzialmente su un determinato tipo di pubblico, Se Son Rose… è una commedia su cui si può riflettere, e che riesce a cogliere lo zeitgeist attuale.

©_ANGELO_TRANI

Quella del 25 novembre è stata nominata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vittime spesso di storie d’amore finite e non accettate come tali: vedere un film in cui dalle stesse delusioni si può trarre un insegnamento importante, come il valore del ricordo di un momento passato, o di un “amore infinito” come quello per i figli, sarebbe il modo perfetto per celebrarla, anche a distanza di tempo.

Lucrezia Roviello

Info

Titolo: Se son Rose…

Regia: Leonardo Pieraccioni

Durata: 90’

Con:  Leonardo Pieraccioni, Michela Andreozzi, 
Elena Cucci, Caterina Murino, 
Claudia Pandolfi, Gabriella Pession, 
Mariasole Pollio, Antonio Truppo,
Gianluca Guidi, Sergio Pierattini, 
Nunzia Schiano, Vincenzo Salemme 


Data di uscita: 29 novembre 2018

Distribuzione: Medusa Mediaset Group

 

The Lion King – Online Il Teaser Trailer E Il Poster Ufficiale Del Nuovo Live-Action Disney

Sono online il Teaser trailer e il poster ufficiale del nuovo live-action targato Disney, The Lion King.

Il film è diretto da Jon Favreau, ed uscirà nelle sale nel Luglio 2019. Nel cast anche Donald Glover, Beyonce Knowles-Carter, Seth Rogen, Keegan-Michael Key, Chiwetel Ejiofor, James Earl Jones, John Oliver e Billy Eichner.

Laura Silvestri

Bohemian Rhapsody – La Recensione

 

Preparatevi a farvi scuotere!

Negli anni settanta, una band inglese capitanata dal cantante più travolgente che l’industria discografica abbia mai avuto, arriverà a cambiare per sempre la storia della musica: lui è Freddie Mercury e loro sono i Queen.

2

Quando, all’alba degli anni settanta, Farrokh Bulsara (Rami Malek, che in moltissimi conosceranno per la serie Tv Mr. Robot) incontra i musicisti Brian e Roger (rispettivamente Gwilym Lee e Ben Hardy), è solo un ragazzotto di origini parsi, attratto dal sontuoso abbigliamento femminile e da tutto ciò che è spettacolare. La sua incredibile voce sarà però la spinta decisiva a far nascere i Queen, la rock band Regale per eccellenza.

Farrokh mostra decisamente le qualità del frontman: è un bel concentrato di audacia e battute pungenti, e nemmeno il suo nome può essere banale – che infatti presto cambierà in Freddie Mercury -. Insomma, un autentico esplosivo che aspetta solo di essere innescato.

Intanto l’equilibrio che si crea all’interno del gruppo è quasi commovente: sono più che amici, sono così uniti da sembrare una famiglia, completandosi e sostenendosi a vicenda. Ma come in tutte le famiglie, non mancano screzi e incomprensioni.

_ND58559.NEF

Davanti agli occhi, scorre inesorabile un’ascesa scandita dalle note dei pezzi più famosi ed emozionanti, con i quali la band ha conquistato l’immortalità eterna, dando un’attenzione particolare alle incursioni nella musica operistica. La fascinazione di Freddie verso questo tipo di atmosfera porterà al brano “definitivo”, assolutamente glorioso (come direbbe la buona Mara Maionchi) e in grado di fomentare anche i sassi – a quell’epoca come in tutte le generazioni a seguire –  Bohemian Rhapsody, un’immensa opera rock ancora oggi senza rivali. Ma nel ’75 pareva impensabile dare in pasto al pubblico di allora una canzone così poco immediata, di ben 6 minuti di lunghezza; l’unica cosa da fare resta intraprendere svariate prove di forza con l’industry e i produttori, che li vorrebbero imbrigliati in uno schema che non li rappresenta affatto.

Tutto culmina (ma anche, emblematicamente, prende il via) nel loro concerto più iconico e significativo: il Live Aid dell’85, a Wembley. E dopo aver sofferto e combattuto per anni in silenzio con la malattia, Farrokh Bulsara, noto universalmente come Freddie Mercury, morirà di AIDS nel ’91, all’età di 45 anni

3

Se dobbiamo esser sinceri, di sbavature ce ne sono, e sfortunatamente il film deve avere un po’ risentito della sostituzione di regia; si indugia in sentimentalismi e in momenti che potrebbero risultare discutibili, mentre un aspetto su tutti avrebbe meritato molta più cura, cioè l’insieme di sfumature che costituivano Mercury nel suo essere: provocatore, strafottente, megalomane, sicuro di essere destinato alla grandezza, però anche estremamente fragile, con una complessa sensibilità. L’idea di fondo è buona là dove si vuole mostrare il netto solco tra la ribalta di ribollente e allucinata energia e un “dietro le quinte” molto più dimesso, comunque sopra le righe, ma che sa quasi di borghese.

Al nostro Malek, d’altro canto, non si può rimproverare praticamente nulla: si è dovuto confrontare con la personalità forse più carismatica, ingombrante e controversa degli ultimi tempi, con una delle voci più potenti e inconfondibili nella storia della musica. Non resta altro che aggiungere chapeau.

BOHEMIAN RHAPSODY

Frutto dell’unione di musical e biopic, Bohemian Rhapsody, è una gioia per gli occhi e soprattutto per le orecchie, e vi renderà difficile non cantare a squarciagola, fingendo di reggere in alto un microfono (rigorosamente ancora agganciato all’asta, chiaro!)

Cristiana Carta

 

Info

Titolo: Bohemian Rhapsody

Regia: Dexter Fletcher, Bryan Singer

Durata: 106'

Con: Rami Malek, Mike Myers, Aidan Gillen,

 Tom Hollander, Joseph Mazzello, Lucy Boyton, 

Allen Leech, Michelle Duncan, Aaron McCusker, 

Max Bennett, Gwilym Lee, Ben Hardy

Data di uscita: 29 novembre 2018

Distribuzione: 20th Century Fox