Diavoli 2 – Recensione e Incontro Stampa: Alessandro Borghi e Patrick Dempsey tornano su Sky

Durante uno dei periodi più peculiari della recente storia globale, su Sky Atlantic arriva la seconda stagione di Diavoli, un financial drama con un cast d’eccezione guidato da Alessandro Borghi e Patrick Dempsey che racconta il peso sempre maggiore di finanza ed economia in ottica mondiale.

Quante vite ci sono costate il fallimento della Lehman Brothers o l’andamento degli spread? Quanto contano le esigenze della popolazione rispetto agli interessi dei pochi che gestiscono la maggioranza delle ricchezze globali? A partire da questo scenario di squali e predatori, Diavoli ci offre il punto di vista di Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) e Dominic Morgan (Patrick Dempsey).

Il primo è un uomo che, dopo essere partito dal basso ed essersi trasferito a Londra in giovane età, è diventato uno degli head of trading di maggiore talento della New York-London Investment Bank, tra i principali istituti di investimento al mondo. Geniale, spregiudicato e affascinante, Massimo ha dovuto sacrificare buona parte della sua vita (inclusa l’ex moglie Carrie) per poter raggiungere la vetta. Il controcampo è occupato dal secondo personaggio, l’amministratore delegato della NYL, un americano di buona famiglia e maniaco del controllo; è stato proprio Morgan a individuare per primo l’enorme talento di Ruggero e a porlo sotto la sua ala protettrice, diventandone il mentore e, in un certo senso, una figura paterna.

Una serie di complicazioni progressive, però, rendono consapevole Massimo di essersi cacciato in un brutto guaio. Finito al centro di una guerra finanziaria globale, il ragazzo deve scegliere se combattere i diavoli oppure unirsi a loro.

Dopo una prima stagione da 10 episodi in grado di costruire una progressione narrativa capace di conciliare universale e particolare, guerre finanziarie e drammi umani privati, Sky si accinge a distribuire la seconda stagione di Diavoli, che riprende i personaggi principali laddove li avevamo lasciati al termine della prima stagione. Tratti dal romanzo di Guido Maria Brera, gli episodi di due anni fa si immergevano nella realtà a partire dal setting di una Londra frenetica e, allo stesso tempo, asettica. Ad aver sostituito la crisi argentina del 2001 e lo scoppio dei subprime del 2008 ci pensa la pandemia di Covid-19: è in questo scenario che si apre il primo episodio della seconda stagione di Diavoli.

Dopo un flashforward ambientato in piena pandemia, il primo episodio di Diavoli riprende le fila del discorso con grande naturalezza. Siamo nel 2016, la Brexit è alle porte e Donald Trump lotta con Hillary Clinton per diventare il nuovo Presidente degli Stati Uniti. È trascorso un po’ di tempo da quando Massimo è riuscito a sventare il piano di Dominic Morgan contro l’euro e, nonostante una crisi personale, ha scelto di rimanere a far parte dell’NYL in qualità di CEO. Sempre più messo in discussione dal board, Massimo ha deciso di far entrare un fondo di investitori filocinesi nell’ambito di una politica di nuove acquisizioni. Il suo vecchio mentore, però, lo contatta e lo avverte: l’obiettivo dei cinesi è quello di mettersi contro gli USA a suon di guerra dei dati. Tra bitcoin, 5G e pandemia, Massimo deve scegliere da che parte stare per affrontare questa potenziale crisi globale che potrebbe scaturirne. Cosa accadrà? Per il momento, non è dato rispondere a questo quesito.

Sappiate soltanto che, ancora una volta, Sky e Lux Vide hanno raggiunto un risultato straordinario dal respiro totalmente internazionale. Il primo episodio della seconda stagione di Diavoli riesce a catturare gli spettatori costruendo una narrazione magnetica capace di appassionare e destare attenzione nonostante il campo che fa da sfondo (la finanza e l’economia) possa risultare ostico. Merito del fatto che al centro del racconto ci siano esseri umani con i loro conflitti (universali). La pandemia ha costretto le economie globali alla recessione e il futuro sembra tutto da scrivere e rinnovare. In che modo questa situazione infausta è stata rimediata da una serie che ha come obiettivo quello di raccontare il presente (nel bel mezzo della tempesta)? Per scoprirlo, non resta altro da fare che sintonizzarsi su Sky Atlantic o NOW a partire dal 22 aprile prossimo, ma nel frattempo diamo un’occhiata a ciò che hanno avuto da dire in merito il cast e la produzione di Diavoli.

Qualche giorno fa, infatti, i due interpreti principali della serie – Alessandro Borghi e Patrick Dempsey – sono stati ospiti del The Space Cinema Odeon di Milano per presentare lo show alla stampa. Oltre ai due protagonisti, erano presenti anche Clara Rosager, Guido Maria Brera, Nick Hurran e Jan Maria Michelini.

Durante la conferenza stampa Luca Bernabei (amministratore delegato di Lux Vide) ha ufficializzato la messa in cantiere di almeno un’altra stagione della serie, pronta a premediare nuove svolte globali in campo economico e finanziario. Alessandro Borghi, invece, ha parlato del personaggio di Massimo Ruggeri e ha preannunciato la sua evoluzione e il cambiamento da diavolo a essere umano, soprattutto a seguito degli avvenimenti che lo hanno sconvolto nel corso della prima stagione.

Il regista Jan Maria Michelini ha poi aggiunto: “Ancora una volta è fondamentale il tema della paternità. Oltre al rapporto con Massimo, Dominic scoprirà un nuovo genio della matematica che assolderà nel suo team. Nel frattempo, il suo conflitto con Massimo continuerà a essere aperto”.

A proposito della situazione globale, della scontro tra Ucraina e Russia e della capacità della serie di rimediare (o, addirittura, premediare) la realtà, è stato invece Guido Maria Brera ad esprimersi: “Oggi la diplomazia ha fallito ed è arrivata la guerra. Con la guerra, è arrivata la finanza, trasformata in uno strumento di guerra. In sé, è uno strumento né cattivo né buono. Diciamo che è neutro e che dipende dall’uso che se ne fa. Può essere uno strumento di progresso e regresso”.

Infine, oltre ad aver invitato le persone a informarsi da chi ne sa più di loro e a diffidare dalle fake news, Alessandro Borghi ha sentenziato: “Credo che Diavoli sia una serie in cui il confine tra bene e male è estremamente sfumato. C’è un continuo scambio di equilibri. Diavoli è una serie che parla di responsabilità della scelta applicata alla gestione del potere e alle dinamiche interiori”.

E voi, siete pronti a scopre gli intrighi e i segreti che muovono le fila del mondo? La seconda stagione di Diavoli sarà disponibile su Sky Atlantic e in video on demand su NOW a partire dal prossimo 22 aprile.

Matteo Marescalco

Info

Titolo Originale: Diavoli 

Durata: 8 episodi

Data D'Uscita: 22 aprile 2022

Regia: Nick Hurran e Jan Maria Michelini

Con: 

Alessandro Borghi, Patrick Dempsey,
Clara Rosager, Anna Sofia Martins

Distribuzione: Sky

Materiali Stampa: Sky

Animali Fantastici: I Segreti di Silente – La Recensione

Si torna ancora una volta a Hogwarts a respirare magia e avventura, ma ci facciamo anche un bel viaggetto in giro per il mondo con il terzo capitolo della saga prequel, Animali Fantastici: I Segreti di Silente. Voi avete già attivato la vostra Passaporta?

Dopo tanto penare, tra una vicissutidine e l’altra, tra una pandemia qui e un recasting lì, finalmente il terzo film di Animali Fantastici ha visto la luce… E il necessario e auspicabile buio della sala non appena il mondo esterno si oscura, e sullo schermo arriva quello di fantasia.

Ma l’attesa è valsa la pena, si staranno probabilmente chiedendo tutti? Animali Fantastici: I Segreti di Silente ci restituisce la magia di cui avevamo tanta nostalgia? È difficile dare una risposta secca, tendente all’uno o all’altro estremo, ma andiamo per gradi.

Il terzo capitolo delle avventure del Magizoologo Newt Scamander, un po’ come il secondo, è ancora poco fedele a tale descrizione, ma a differenza del precedente vede tornare in primo piano l’importanza delle creature magiche per la trama (non potrete non amare alcune delle bestiolione mitologiche che saranno presentate nella pellicola), e la conoscenza in materia di Newt risulta fondamentale per il suo svolgimento. Inoltre, sebbene la pellicola si focalizzi in gran parte su Silente e Grindelwald (dei fantastici Jude Law e Mads Mikkelsen, che oltre a poter vantare delle ottime interpretazioni singole, brillano anche in quanto a chimica per quel che concerne le loro interazioni sullo schermo), ogni personaggio sembra trovare il suo spazio, inclusi ovviamente i due fratelli Scamander (Eddie Redmayne e Callum Turner, altra accoppiata vincente).

Si viene infatti a creare un vero e proprio Esercito di Silente, che dovrà cercare di contrastare il terrore crescente nel mondo magico, l’ascesa al potere di Gellert Grindelwald. Ma come fare se colui che si ha davanti è in grado di prevedere le mosse dell’avversario? Con una serie di azioni e controreazioni più o meno giustificabili ai fini della storia, alcune intese più per il puro intrattenimento dello spettatore e, forse, anche per allungare il proverbiale brodo (ricordiamoci che siamo a quota tre di cinque film programmati) che altro. Queste vanno con successi alterni a condizionare lo stato d’animo dello spettatore, il quale si ritrova a ridere di gusto in alcune istanze, e carico d’angoscia (e forse in alcuni casi anche un po’ perplesso) in quelle successive, in un maggiore alternarsi di momenti comici e drammatici rispetto a quanto riscontrato ne I Crimini di Grindelwald.

D’altronde è abbastanza evidente a questo punto come, più che negli altri capitoli, e probabilmente grazie alla presenza di Steve Kloves (lo sceneggiatore della saga madre, che qui si affianca alla Rowling nella scrittura del copione), si ritorni a respirare l’aria dei primi film di Harry Potter, sebbene questi rimangano fortemente distinti dai nuovi viaggi per il Wizarding World.

Non spicca invece l’impronta registica di David Yates, che come al solito lascia parlare maggiormente gli interpreti e il dipartimento tecnico (scenografie, costumi, effetti speciali rimangono un punto di forza della saga), ma non per questo viene meno il proposito di dotare di un manto contemporaneo il prodotto e calare la pellicola nell’attualità riprendendo temi e atmosfere che soprattutto in questo periodo storico ci sembreranno alquanto familiari, proprio come è accaduto in passato (non dimentichiamoci, in fondo, in che epoca è ambientato il film).

Inoltre, ne I Segreti di Silente, come da titolo, ci viene finalmente data qualche risposta in merito alla famiglia del mago più rispettato del mondo magico, nonostante rimangano ancora aperte delle questioni che, presumibilmente, verranno affrontate poi nei restanti due film (il cui tema centrale è però ancora tutto da scoprire, e una volta terminata la visione della pellicola capirete perché). Che poi tali risposte possano piacere o meno, soprattutto ai fan di lunga data di Harry Potter, beh, questo è un altro discorso.

In generale, I Segreti di Silente rimane abbastanza in linea con i precedenti capitoli della saga e, come gli altri due, risulta probabilmente di maggiore godibilità se cerchiamo di dimenticarci per un paio d’ore di ciò che è canon e cosa no, di retcon e recast, anacronismi ed eventuali sbavature di scrittura, che per quanto importanti possano essere nel grande schema delle cose, a volte possono anche passare in secondo piano… Almeno fino alla fine dei titoli di coda.

Animali Fantastici: I Segreti di Silente sarà dal 13 aprile al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Fantastic Beasts: The Secrets of Dumbledore

Durata: 142'

Data D'Uscita: 13 aprile 2022

Regia: David Yates

Con: 

Eddie Redmayne, Jude Law,
Mads Mikkelsen, Dan Fogler,
Callum Turner, Ezra Miller, 
Alison Sudol, Jessica Williams

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia 

Spider-Man: No Way Home – La Recensione: il vostro nuovo film preferito sull’Uomo Ragno

Lo Spider-Man di Tom Holland torna sul grande schermo per una nuova avventura all’insegna del Multiverso. Chi rivedremo davvero in Spider-Man: No Way Home, e che conseguenze avranno le azioni di questi strani visitatori sulla vita del nostro giovane Peter Parker?

È qui. Spider-Man: No Way Home ha davvero trovato la via di casa, a dispetto del titolo: quella per il grande schermo, ma anche quella per il cuore degli spettatori.

Perché in questo caso tanto vale partire dalla fine (ovviamente senza spoiler); in questo caso, tanto vale dirvi che sì, è il film che ogni fan di Spider-Man, grande o piccino che sia (ma forse molto più i grandi dei piccini) vorrebbe vedere.

In Spider-Man: No Way Home, il Peter Parker del MCU viene messo di fronte al giudizio del pubblico, smascherato (e incastrato) da Mysterio, che ha rivelato al mondo la sua identità. E grazie alla distorsione delle informazioni e della percezione di massa, perpetrata dall’operazione mediatica di J. Jonah Jameson (con J.K. Simmons di nuovo nei panni del personaggio) immaginate quanto poco ci possa volere affinché tutto vada a rotoli, e il ragazzo si trovi di fronte a delle scelte difficili.

Con un po’ di ingenuità, Peter chiederà aiuto a qualcuno di nostra conoscenza (lo si vede anche dal trailer, si tratta del Dr. Strange di Benedict Cumberbatch) per cercare di porre rimedio a una situazione di certo scomoda… Che tuttavia non farà che diventare ancora più scomoda. Il rimedio si rivelerà peggiore del male che cerca di arrestare, e sorgeranno nuovi problemi, che porteranno Peter al cospetto della vera prova di maturità: quella della vita.

Peter Parker, la ragione per cui lui porta la maschera è per proteggere sé stesso e le persone che ama” spiega Tom Holland durante la sua ‘apparizione dal Multiverso’ in quel di Cinecittà, durante l’incontro stampa organizzato per la promozione del film “Quindi il fatto che questa venga rivelata al resto del mondo, direi che sarà proprio Peter a risentirne ancor più di Spider-Man“.

Spider-Man: No Way Home è l’epica conclusione della trilogia di formazione del nostro amichevole Spider-Man di quartiere, il capitolo che porterà a compimento la prima parte del suo percorso come tale (la produttrice di Sony Pictures Amy Pascal ha già annunciato una nuova trilogia con protagonista sempre Tom Holland). Questo vuol dire che abbiamo accompagnato Peter durante la sua crescita personale e quella eroe, e che ora ne vedremo l’apice, un apice assolutamente spettacolare.

Non è un film privo di difetti quello scritto da Chris McKenna e Erik Sommers e diretto da Jon Watts: presenta una primo atto leggermente più lento a carburare (e ovviamente di preparazione) rispetto ai restanti, forse alcune “scelte di comodo” per far proseguire la storia come è neccessario che prosegua, e qualche piccola sbavatura qua e là, dovuta anche e soprattutto a una questione di tempistiche… Ma una volta arrivati a fine pellicola tutto questo non conterà.

Una volta arrivati ai titoli di coda (e anche qui, ricordatevi sempre, la storia non finisce, anzi…) a rimanere impressi nei cuori e nelle menti degli spettatori saranno quei fotogrammi che hanno inquadrato alla perfezione l’essenza dei personaggi, che hanno incorniciato in maniera pittoresca i momenti salienti della storia, ma anche quelli di contorno; saranno quei movimenti, quegli sguardi, quelle espressioni che gli interpreti del film ci permettono di vivere e sentire fino in fondo attraverso di loro (il solo Tom Holland qui mostra una maturità artistica incredibile, segno che è davvero cresciuto fianco a fianco al suo personaggio); saranno quegli inevitabili “Oh” e “Aaaah” che sentirete in sala, quelle risate fragorose e quegli applausi spontanei ma collettivi, quelle lacrime silenziose che verserete (perché accadrà, non avrete scampo) a restare con voi.

Sarà la consapevolezza di aver appena vissuto un’esperienza unica e particolarmente difficile da ripetere (impossibile non è una parola che garba molto alla Marvel, fortunatamente), un omaggio a tutto ciò che Spider-Man è stato e sarà, non solo al cinema, ma anche in tv e nei fumetti, ad essere sigillato nella vostra memoria. E speriamo che questa volta non arrivino incatesimi a far danni, perché è qualcosa che vorrete di sicuro ricordare.

Spider-Man: No Way Home è al cinema dal 15 dicembre.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Spider-Man: No way Home

Durata: 150'

Data D'Uscita: 15 dicembre 2021

Regia: Jon Watts

Con: 

Tom Holland, Zendaya,
Benedict Cumberbatch, Jacob Batalon,
Alfred Molina, William Dafoe, 
Jamie Foxx, Marisa Tomei  

Distribuzione: Sony Pictures

Materiali Stampa: Sony Pictures 

The Suicide Squad – La recensione: cuore e follia nel nuovo film DC firmato James Gunn

Un gruppo di supercriminali viene “ingaggiato” per portare a termine una vera e propria missione suicida per conto del governo americano. Ce la faranno i nostri (anti) eroi?

War Heist Movie con dei Supervillain“. È così che James Gunn descriveva il suo The Suicide Squad durante il tour promozionale del film. E in effetti, l’etichetta calza, i generi di riferimento ci sono tutti… Ma è anche tremendamente riduttiva. Perché The Suicide Squad – Missione Suicida è molto più di quel che può sembrare, di quel che ci si possa aspettare da una pellicola che promette di mandare allo sbando un gruppo di supervillain nel tentativo di salvare la giornata.

La pellicola scritta e diretta da Gunn rispecchia alla perfezione lo stile del regista, il suo modo di fare, pur trovando una sua specifica identità (cosa non facile, soprattutto se pensiamo che molti si aspettano di vedere sullo schermo un Guardiani della Galassia 2.0).

E, consiglio spassionato per lo spettatore, sarebbe meglio non perdersi in paragoni tanto tra i film Marvel targati Gunn, come tra questo “soft reboot” – come ci è stato a un certo punto presentato – e il suo predecessore, il Suicide Squad di David Ayer: le pellicole, seppur simili per molti aspetti, non potrebbero essere più differenti, ed è esattamente questo il punto.

C’è un avvertimento che viene ripetutamente espresso dai materiali promozionali di The Suicide Squad, un concetto che probabilmente sarà stato preso alquanto alla leggera dal pubblico, ma che si rivelerà quantomai veritiero fin dai primi minuti del film, e che riassunto senza fare spoiler si potrebbe ridurre a un semplice “Aspettatevi di tutto“.

Perché Gunn non si è certo risparmiato nel realizzare un’opera che è capace di mostrare estrema brutalità in una scena, e momenti intimi e ricolmi d’empatia in quella successiva, alternando pazzesche scene d’azione in altrettanto incredibili contesti (è la fiera degli effetti pratici, preferiti alla meno “reale” CGI) a backstory e scambi dal grande impatto emotivo, non dimenticandosi mai di condire il tutto con una chiara visione politica, d’altronde inevitabile se si prende in considerazione il fatto che la missione della Task Force X ha luogo sull’isola di Corto Maltese, recente teatro di un colpo di stato (ma anche qui, c’è molto altro dietro).

E mentre cerchiamo di districare tutti i fili che conducono noi e i protagonisti proprio su quest’isola, mentre veniamo a conoscenza del passato, dei sogni (infranti) e delle aspirazioni di questi ultimi, sono diversi tra i villain-quasi-eroi-ma-non-troppo a spiccare, nonostante il gran numero di personaggi presenti.

La Harley Quinn di Margot Robbie è ormai una garanzia, e non fa eccezione sotto la guida di Gunn; il Rick Flag di Joel Kinnaman ha finalmente occasione di brillare; il Peacemaker di John Cena è ancor più intrigante di quanto si preannunciasse (e per uno che si presenta con una frase come “La cosa che ho più a cuore è la pace, e non importa quanti uomini, donne o bambini devo uccidere per ottenerla”, è tutto dire); il Bloodsport di Idris Elba e la Ratcatcher 2 di Daniela Melchior sono probabilmente tra i personaggi meglio esplorati della pellicola, anche grazie alla dinamica che si viene a creare tra loro; e forse andava già da sé, ma aspettatevi grandi cose anche da Polka-Dot Man (David Dastmalchian) e soprattutto Nanaue/King Shark (a cui presta la voce Sylvester Stallone).

Come può immaginare chi conosce un minimo l’operato di James Gunn (o semplicemente chi ha dato un’occhiata ai trailer del film), The Suicide Squad è intriso di uno humor che rende tutto più folle, ma che è anche in grado di bilanciare i momenti più drammatici e quelli più grotteschi della pellicola, che grazie a delle indovinate scelte registiche, vengono intessuti efficacemente tra loro per dar vita a un prodotto organico, che non lascia troppo spazio ad eventuali “E se in questo punto avessero fatto così invece…“.

E vedrete che non ci vorrà molto affinché più recente cinecomic DC rientri di diritto tra i preferiti di critica e pubblico, e assuma lo status di cult del genere.

The Suicide Squad – Missione Suicida arriverà in tutte le sale cinematografiche il 5 agosto 2021.

Ma attenzione a non affezionarsi troppo…

Laura Silvestri


Info

Titolo Originale: The Suicide Squad

Durata: 132'

Data D'Uscita: 5 agosto 2021

Regia: James Gunn

Con: 

Viola Davis, Margot Robbie,
John Cena, Idris Elba,
Joel Kinnaman, Daniela Melchior

Distribuzione: Warner Bros.

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

Black Widow – La Recensione: un ritorno a casa che è anche un addio

La Natasha Romanoff di Scarlett Johansson è protagonista di un’avventura adrenalinica in cui dà la caccia ai demoni del passato nel tentativo di costruire un futuro migliore. E nel frattempo, ci scappa anche una particolare riunione di famiglia…

Hello, hello, hello!

Ci siamo: finalmente, dopo due anni dal nostro ultimo appuntamento al cinema con il Marvel Cinematic Universe, si torna in sala per godersi sul grande schermo l’avventura in (semi-)solitaria di Scarlett Johansson in Black Widow. Ambientato nel periodo che intercorre tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War, il film diretto da Cate Shortland punta i riflettori su Natasha Romanoff, la spia ed ex-Agente dello S.H.I.E.L.D. introdotta già nel 2010 in Iron Man 2, che a distanza di poco tempo sarebbe divenuta uno degli Avenger originali, e a cui abbiamo dovuto dire addio esattamente 10 anni dopo in Avengers: Endgame.

Load up on guns, bring your friends
It’s fun to lose and to pretend”

Ma arrivati a questo punto, potrà dire qualcuno, era davvero necessaria una pellicola tutta dedicata a un personaggio che abbiamo già visto tante volte e che teoricamente (mai dire mai con Marvel) non rivedremo più? Forse no, ma assolutamente sì. Forse no perché ormai potevamo anche accettare il passato di Natasha come un mistero di cui avremmo solo sentito parlare, con i misteriosi riferimenti a Budapest o a un certo incontro con un certo soldatoil cui nome è legato a una determinato periodo dell’anno, ma assolutamente sì perché quale modo migliore di camminare verso il futuro se non voltarsi per un’ultima volta e dare uno sguardo al passato? Quale modo migliore di celebrare un’eroina che, nella foga degli eventi di Endgame, non avevamo avuto il tempo di salutare? Ecco allora che ci viene data l’opportunità di fare entrambe le cose assieme a dei nuovi compagni di viaggio.

Diamo dunque il benvenuto a Yelena Belova (Florence Pugh), Alexei Shostakov/Red Guardian (David Harbour) e Melina Vostokoff (Rachel Weisz), l’anticonvenzionale famiglia che da tanto viene anticipata, e che non solo ci regala i due personaggi capaci di tenere il passo e in diverse istanze addirittura rubare anche la scena alla protagonista (Yelena e Alexei), ma che fungono anche da ancora emotiva per l’intera pellicola.

“I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us

Così, in quello che riesce ad essere un ben misurato mix tra film d’azione e character piece, commedia e dramma, tutto dichiaratamente in salsa Marvel, ma con un tocco di intimità in più rispetto al solito, andiamo più a fondo nell’identità della Vedova Nera, di tutte le Vedove Nere; scopriamo il perché di quel rosso sul registro per Natasha; capiamo finalmente uno dei motivi per cui è tanto legata a Clint Barton/Hawkeye (Jeremy Renner), che pur non presente fisicamente nel film, ha la sua importanza); aggiungiamo un importante tassello all’intreccio di racconti che è il MCU; e veniamo finalmente introdotti a quella che è la nuova generazione Marvel.

E sebbene la formula con cui ci viene presentato il tutto sia abbastanza semplice (una spy story piuttosto lineare e senza troppi ghirigori) e non vi siano poi chissà grandi sorprese almeno a livello di trama (in particolare per quanto riguarda un certo villain, forse il punto più debole dell’opera), il prodotto alla fine funziona così com’è, con le sue citazioni illustri (James Bond, Nirvana, Sia, Captain America: Winter Soldier) e la sua natura più riservata, che però apre a un mondo di possibilità se non per il suo personaggio principale, almeno per il resto dell’esnsemble (come sempre, prepuratevi di non staccarvi dalla poltron(cin)a dopo i titoli di coda).

“With the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us”

Alziamo allora un bicchierino di vodka in onore di Natasha Romanoff, brindiamo al suo passato, al suo percorso da eroina, e ringraziamola per questi 11 anni di onorato servizio non solo come membro degli Avengers, ma anche come uno dei personaggi più interessanti e complessi del MCU. E speriamo in un futuro che sappia raccogliere al meglio la sua eredità.

Black Widow arriverà il 7 luglio al cinema e il 9 luglio su Disney+ tramite Accesso VIP.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Black Widow 

Durata: 133'

Data D'Uscita: 7 luglio 2021

Regia: Cate Shortland

Con: 

Scarlett Johansson, Florence Pugh, 
David Harbour, Rachel Weisz 

Distribuzione: Disney

Materiali Stampa: Disney 

Omicidio a Easttown – Il Murder Mystery con Kate Winslet in arrivo su Sky

Easttown è una tranquilla cittadina della Pennsylvania, dove raramente accade qualcosa al di fuori dall’ordinario… O forse no? Kate Winslet è Mare Sheehan, la detective locale che dovrà risolvere il mistero dietro un violento omicidio, e far fronte a ciò che verrà fuori dal vaso di Pandora che sembra essersi aperto con esso.

Il 9 giugno su Sky e NOW arriverà una nuova miniserie prodotta da HBO, Omicidio a Easttown, che vede come interprete e produttrice l’attrice Premio Oscar Kate Winslet, alla quale si uniscono, tra gli altri, Guy Pearce (che torna a collaborare con Winslet dopo un’altra minerie di HBO, Mildred Pierce), Evan Peters (American Horror Story), Angourie Rice (Spider-Man: Far From Home), Jean Smart (24) e Julianne Nicholson (Black Mass).

Composta da 7 episodi, la miniserie è sostanzialmente un Murder Mystery di quelli che si prende tutto il tempo necessario per far entrare lo spettatore nella mentalità e nelle vite degli abitanti della apparentemente idillica cittadina, uno di quei paesini d’America in cui una reunion sportiva del liceo è una notizia da prima pagina, ma che in realtà nasconde molti più segreti di quel che si possa pensare.

Ma non siamo a Wisteria Lane, e sebbene non manchino momenti dedicati allo humor, per meglio bilanciare i temi più profondi della serie, siamo un po’ più lontani da Desperate Housewives e un po’ più vicini a Defending Jacob.

E se, come naturale che sia, è il caso di omicidio che sconvolgerà la comunità di Easttown a mettere in moto la serie di eventi che si susseguiranno sullo schermo, è presto rivelato che le famiglie con cui iniziamo ad avere maggior confidenza come pubblico celano tutte ferite più profonde e con più estese ramificazioni sugli eventi presenti di quanto ci si potesse aspettare.

Così il regista Craig Zobel (The Hunt) e lo showrunner, sceneggiatore e produttore Brad Ingelsby (Tornare a Vincere) riescono a dare vita in maniera dettagliata ed efficace alla realtà della piccola città, a volte confortevole, a volte soffocante, e declinare corentemente e appropriatamente al contesto temi universali ma anche estremamente intimistici come la ricerca d’identità, il riconoscimento e l’accettazione dei propri errori e l’elaborazione del doloree, dei traumi e del lutto.

Per la riuscita di una tale operazione però sono necessarie alcune condizioni basilari, che nel caso di Omicidio a Easttown possiamo dire che vengano rispettate con tanto rigore quanto stile personale: la qualità della recitazione è difficilmente messa in dubbio anche senza aver visto tutti gli episodi, anzi, è data abbastanza per scontata considerata la presenza di attori come quelli sopra elencati, a partire dalla stessa Winslet, che riesce a dare uno spessore e un’accessibilità davvero impressionanti a un personaggio che tanto fatica a mostrare la propria vulnerabilità come quello di Mare; il mistero principale, che si ricollega poi ad altri avvenimenti di significato apparentemente minimo al problema del momento, è strutturato in modo tale da tenere sempre alta l’attenzione dello spettatore, facendogli credere di aver trovato risposte che invece si riveleranno tutt’altro che corrette nella loro singolarità, ma che saranno comunque essenziali per arrivare alla verità; e anche se a volte si può credere che lo show pecchi di un procedere forse troppo lento, basta guardare a quanti eventi vengono mostrati in un singolo episodio, quanti elementi pregnanti alla narrazione vengono se non rivelati, almeno anticipati, e osservare le modalità con cui ogni ora di racconto ha inizio e si conclude per rendersi conto che la forma rispecchia esattamente il contenuto, e che non potrebbe esserci stile più adatto per portare in tv non solo Mare, ma tutta Easttown.

Omicidio a Easttown arriverà su Sky e NOW mercoledì 9 giugno alle ore 21.15.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Mare of Easttown 

Durata: 7 appuntamenti

Data D'Uscita: 9 giugno 2021

Regia: Craig Zobel

Con: 

Kate Winslet, Evan Peters, 
Guy Pearce, Jean Smart, 
Angourie Rice, Julianne Nichols

Distribuzione: Sky

Materiali Stampa: Sky

Sonic – Il Film — La Recensione

Una piccola palla blu di super energia

Il piccolo Sonic (Ben Schwartz) è costretto a trovare rifugio sulla Terra, dove per sopravvivere dovrà però celare se stesso e i suoi poteri. Ma diversi anni dopo il suo arrivo sul nostro pianeta, un improvviso blackout causato involontariamente da lui porterà a un inseguimento senza scrupoli da parte del governo e del Doctor Eggman (Jim Carrey).

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Ve lo diciamo subito: Sonic – Il Film è tutto quello che potevate volere dall’adattamento live-action di un videogioco con protagonista un super porcospino blu.

Non lasciatevi ingannare dalla vecchia CGI presentataci  con il primo trailer, anche perché ci sarà ben poco di quel design nel prodotto finito, come forse saprà chi ha seguito l’evolversi della vicenda negli ultimi mesi – l’intero film è stato sottoposto a un processo di redesign per far sì che il personaggio risultasse più fedele all’originale… Uno dei rari casi in cui il popolo ha davvero ragione e viene davvero ascoltato -.

SONIC THE HEDGEHOG

Cos’è, dunque, che ci troviamo davanti ora? Semplice. Sonic – Il Film è una deliziosa action-comedy, adatta a spettatori di tutte le età (e non esclusivamente a un target troppo giovanile, come si potrebbe pensare), che con ironia, freschezza e affabilità riesce senza troppe pretese a intrattenere sia quella parte del pubblico che non ha mai provato a correre come un razzo e raccogliere tutti gli anelli nei videogiochi SEGA, sia i fan di lunga data del prodotto videoludico (questi ultimi, poi, avranno di che essere contenti con tutti i vari riferimenti e easter egg presenti nella pellicola).

SONIC THE HEDGEHOG

Badate bene: non è nulla di estremamente originale su un piano prettamente legato al plot, che alla fine è quello comune a molti di questi adattamenti. Ma è l’approccio alla storia, al mondo e ai personaggi di Sonic, a fare la differenza. Il tono è assolutamente indovinato, come anche la scelta del cast. James Marsden è la perfetta controparte umana per il Sonic di Ben Schwartz (e anche in versione doppiata i due funzionano alla grande), mentre Jim Carrey non ha certo bisogno di provare ancora e ancora quanto possa essere adatto per un ruolo simile (Il Grinch e il Conte Olaf hanno trovato un nuovo membro per il loro club di cattivoni). Buona anche l’intuizione di Tika Sumpter (la Raina Thorpe di Gossip Girl), che riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, anche grazie a una scrittura che le permette di farlo.

SONIC THE HEDGEHOG

Il regista Jeff Fowler e gli sceneggiatori Patrick Casey e Josh Miller fanno dunque un buon lavoro nel portare sul grande schermo le avventure del porcospino blu che arrivò  nel lontano 1991 nelle case dei giocatori di tutto il mondo, trovando la giusta chiave di lettura (e realizzazione). In più, con un sequel praticamente già delineato – volete rimanere per le due scene dopo i titoli di coda, fidatevi – il franchise può definirsi solo all’inizio.

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Sonic – Il Film è dal 13 febbraio al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Sonic The Hedgehog 

Data di Uscita: 13 febbraio 2020

Durata: 99'

Regia: Jeff Fowler

Con: 

James Marsden, Ben Schwartz,

Jim Carrey, Tika Sumpter

Distribuzione: Paramount Pictures