The Lego Movie 2: Una Nuova Avventura – La Recensione

 

È Ancora Tutto Meraviglioso

L’universo dei Lego è stato invaso dagli abitanti del Sistema Sorellare, alieni che sembrano avere intenzione di trasformare e distruggere a loro piacimento tutto quello che trovano sul loro cammino. Per tentare di salvare Lucy e gli altri, portati via dal nemico, Emmet decide di avventurarsi da solo nello spazio, dove farà un incontro davvero inaspettato…

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Dopo il successo di The Lego Movie nel 2014 – ed altri spin-off dedicati a Lego Batman e ai Lego Ninjago – tornano al cinema i mattoncini di plastica preferiti da tutti nel sequel The Lego Movie 2: Una Nuova Avventura.

La pellicola animata diretta da Mike Mitchell e scritta da Mathhew Fogel, assieme a Phil Lord e Chris Miller –  coinvolti anche nella realizzazione di Spider-Man – Un Nuovo Universo, che potrebbe portare a casa la statuetta per il Miglior Film Animato questa domenica agli Oscar -, non delude, e rafforza una saga che, al suo secondo appello, può rispondere presente e fare bella figura all’esame.

The Lego Movie 2 riprende la caratteristica autoreferenzialità del franchise e la accoppia ai numerosi rimandi ed easter egg provenienti da ogni angolo della nerd e pop culture, a una sagace ironia, e a una buona trama di base per intrattenere un pubblico che non è ancora pronto a smettere di canticchiare quanto “tutto sia meraviglioso”.

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Proprio la canzone candidata agli Oscar fa da ponte tra i due capitoli, fungendo allo stesso tempo da trampolino e come termine di paragone con la situazione attuale: dopo cinque anni, tutto quel che rimane del mondo che conoscevamo è una landa desolata in balia della volontà di invasori dalle intenzioni apparentemente malvagie, riconducibili all’intrusione della sorellina di Finn (Jason Sand), Bianca (Brooklyn Prince), e dei suoi invadenti Lego Duplo.

Toccherà ancora una volta ad Emmet (Chris Pratt) salvare la situazione, nonostante tutti intorno a lui pretendano che cambi atteggiamento, e si lasci alle spalle la sua natura bonaria e fin troppo ingenua – qui vista come un evidente ostacolo alla sopravvivenza -.

Sarà l’incontro con un viaggiatore spaziale dalla nave ricolma di dinosauri, Rex Rischianto – evidentemente basato sulla moltitudine di personaggi interpretati sullo schermo da Pratt, che dona anche a lui la voce – a mostrargli un nuovo lato di sé, e a farlo riflettere su quale dei due atteggiamenti debba effettivamente mantenere e coltivare.

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Ancora una volta ci troviamo di fronte a un buon intreccio di realtà e finzione, traslando i problemi quotidiani dei due fratelli nella natura finzionale dei mattoncini gialli (e non)… Con tanto di temutissimo Armammageddon!

L’animazione continua a soddisfare l’esigente spettatore – ormai abituato alle prodezze tecnologiche dell’era attuale – e il racconto procede spedito, con dialoghi e battute che strappano spesso una sonora risata di chi coglie la citazione ben piazzata, o un consapevole sorriso a chi realizza che, sotto l’innocente humor di questi buffi personaggi, può celarsi una a volte piccola, a volte un po’ più grande verità.

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Troverete The Lego Movie 2: Una Nuova Avventura dal 21 Febbraio nelle sale… E siamo sicuri che vi “resterà in testa”!

Laura Silvestri

 

Info

Titolo Originale: The Lego Movie 2: The Second Part 

Data di Uscita: 21 Febbraio 2019

Durata: 107'

Regia: Mike Mitchell

Con:

 Chris Pratt, Alison Brie, 

Elizabeth Banks, Will Arnett, 

Tiffany Haddish, Nick Offerman, 

Maya Rudolph, Will Ferrell, 

Jadon Sand, Brooklynn Prince, 

Channing Tatum, Jonah Hill, 

Stephanie Beatriz

Distribuito da: Warner Bros. Italia
Materiali Stampa: Warner Bros.

The Front Runner: Il Vizio Del Potere — La Recensione

“Il Più Grande Presidente Mai Eletto”

Gary Hart ha idee, carisma, un sincero interesse per le sorti del paese – il suo programma elettorale è costruito intorno alle “Quattro E”: Economia, Istruzione (Education in inglese), Ambiente (Environment in inglese) ed Etica – e una famiglia accanto. Ma non è tutto oro quello che luccica, e uno scandalo carico di implicazioni minerà non solo la sua reputazione, ma anche la scalata alla Casa Bianca.

Tratto dalla storia vera del senatore del Colorado Gary Hart – tra i favoriti del partito democratico per la candidatura a Presidente degli Stati Uniti nel 1988 – il film diretto da Jason Reitman e con protagonista Hugh Grant si ispira alle vicende narrate nel libro All the Truth Is Out: The Week Politics Went Tabloid di Matt Bai per la sua trasposizione cinematografica.

Corollato da dialoghi arguti e ominose riflessioni sul potere dei media, The Front Runner: Il Vizio Del Potere è un political drama che esplora con mordente sia il lato professionale di Hart durante la campagna elettorale – il candidato può avvalersi di un fedele team sempre indaffarato e pronto ad affrontare la sfida impossibile del momento, abilmente capeggiato dal Bill Dixon di J. K. Simmons – sia la sua vita privata, l’aspetto più complicato da gestire per uomo così reticente nel lasciare che questa venga posta sotto i riflettori e condivisa con il pubblico.

Ma se lo spettatore può comprendere questa sua riservatezza, e attivamente prendere le sue parti al riguardo nei confronti di una stampa sempre più invadente, ciò che risulta difficile perdonare al suo personaggio sono i ripetuti tradimenti coniugali (in realtà confermati dal politico solo indirettamente), che troveranno uno sfogo con l’episodio della Monkey Business e nella persona di Donna Rice (Sara Paxton).

È in questa occasione che vediamo scomporsi un uomo che fa della spiccata capacità di relazionarsi con il pubblico una delle sue caratteristiche vincenti. La stampa (il Miami Herald), venuta a conoscenza del possibile adulterio di Hart, decide di pedinarlo per verificare di persona la soffiata ed ottenere lo scoop. La pellicola apre qui un dibattito etico e morale in cui lo spettatore del 2019 non può far altro che trovare sorprendenti parallelismi. È giusto che la vita privata di un politico finisca in prima pagina? Il pubblico ha diritto di sapere? O le questioni avulse dal contesto professionale devono rimanere tali? Fin dove è giusto e consentito spingersi per il diritto all’informazione?

Certo, nel 1988 non c’erano i social media, il cosiddetto “giornalismo partecipativo” era ancora lontano per via dei mezzi assai più arretrati, e la stampa tradizionale (quotidiani, magazine e tabloid, con le loro telecamere) dettava legge sulle notizie da passare al vaglio. Eppure, qui sono chiamati in causa gli elettori: hanno il diritto di sapere.

Il dramma quindi si espande al pubblico elettore, ma nel frattempo è la cerchia più ristretta di Hart a subirne le conseguenze: la moglie (Vera Farmiga) e la figlia (Kaitlyn Dever) di Hart vengono bloccate in casa dai giornalisti e dai paparazzi, Donna è chiusa in albergo con parte dello staff del politico, mentre il resto deve fare i conti con lo stesso Gary, scosso dall’accaduto, ma incapace di ammettere le sue colpe e riconoscere la gravità della situazione.

Presto arriverà l’ora della verità, la resa dei conti per tutti gli interessati. E sarà lì che Hart dovrà decidere il migliore corso d’azione da seguire, per il paese, per i suoi amici e per la sua famiglia. Sarà lì che Gary Hart si ritirerà ufficialmente dalla campagna elettorale, concludendo il suo discorso con un ammonimento capace di risuonare ancora oggi nelle nostre orecchie.

Questa è la storia di Gary Hart, il più grande Presidente mai eletto. Ma forse, non solo la sua.

The Front Runner – Il Vizio Del Potere sarà dal 21 Febbraio al cinema.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: Sony Pictures

 

Info

Titolo Originale: The Front Runner

Durata: 113'

Data di Uscita: 21 Febbraio 2019

Regia: Jason Reitman

Con:

Hugh Jackman, J.K. Simmons,

Vera Farmiga, Sara Paxton

Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia

La Llorona – Le Lacrime Del Male — Trailer, Sinossi e Immagini Ufficiali Del Film

Online il trailer ufficiale italiano de La Llorona – Le Lacrime Del Male, al cinema dal 18 Aprile 2019.

Il film diretto da Michael Chaves, è prodotto da New Line Cinema e An Atomic Monster/Emile Gladstone Production, e vede nel cast Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez, Marisol Ramirez, Sean Patrick Thomas, Tony Amendola, Jaynee-Lynne Kinchen e l’esordiente Roman Christou.

Di seguito potete trovare la sinossi e le immagini ufficiali:

“La Llorona. La donna che piange. Un’apparizione terrificante, intrappolata tra il Paradiso e l’Inferno, quella di una donna segnata da un terribile destino che si è creata con le sue stesse mani. Il solo sentir menzionare il suo nome ha terrorizzato il mondo per generazioni.

La sua colpa è stata quella di aver annegato i figli in preda ad un raptus di rabbia e gelosia, per poi gettatarsi nello stesso fiume, disperata e piangente.

Ora le sue lacrime sono eterne e letali, e coloro che sentono di notte il suo richiamo mortale sono condannati. La Llorona si insinua nell’ombra e va a caccia di bambini, nel disperato tentativo di sostituirli ai suoi. Con il passare dei secoli il suo desiderio è diventato sempre più vorace…e i suoi metodi sempre più terrificanti.

Negli anni ’70 a Los Angeles, La Llorona si aggira nella notte alla ricerca di bambini.

Un’assistente sociale non prende sul serio l’inquietante avvertimento di una madre sospettata di aver compiuto violenze sui figli, e presto sarà proprio lei, insieme ai suoi bambini, ad essere risucchiata in uno spaventoso regno soprannaturale. L’unica speranza di sopravvivere all’ira mortale della Llorona potrebbe essere un prete disilluso e la mistica che pratica per scacciare il male, dove la paura e la fede si incontrano.

Attenzione al suo gemito agghiacciante…non si fermerà davanti a niente pur di attirarti nel buio.

Perché non c’è pace per la sua angoscia, non c’è misericordia per la sua anima.

E non si può sfuggire alla maledizione della Llorona.”

La Llorona – Le Lacrime Del Male è distribuito da Warner Bros. Italia, e sarà da Aprile nelle sale.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

 

 

Il Corriere – The Mule — La Recensione

Sì, viaggiare… Con Clint Eastwood alla guida

Earl Stone non è il padre perfetto, o il marito perfetto. Non ci va neanche vicino. Ma quando si presentano gravi problemi economici e sono a rischio non solo il suo orgoglio e la sua attività, ma anche il benestare di parenti e amici, Earl decide di prendere la situazione in mano, diventando il corriere di punta di un cartello della droga messicano.

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Clint Eastwood torna ancora una volta sul grande schermo – qui in tripla veste: regista, produttore e protagonista della pellicola – per farci dono di un film sorprendente sotto ogni punto di vista.

Guardando il trailer, difficilmente si colgono il tono e la vera essenza dell’ultima fatica del cineasta di American Sniper e Gran Torino: anzi, si viene quasi (volontariamente) sviati da quel che troveremo poi in sala.

Ne Il Corriere – The Mule – basato su una storia vera pubblicata in un articolo del New York Times, The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule – viaggiamo in compagnia di Tata (così lo chiamano i “brutti-ceffi-che-poi-tanto-malvagi-non-sembrano” del cartello) per un’America retrodatata – ma per niente lontana da quella attuale -, scoprendo assieme ad Earl un mondo di possibilità in un paese tappezzato di etichette e stereotipi, ma nessuno davvero funzionale ed esclusivo.

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Lo stesso Earl passa dall’essere un padre e un marito negligente, all’assumere l’improbabile ruolo di corriere della droga, per poi spendere i soldi guadagnati per salvare attività in fallimento (tra cui la sua) e pagare l’open bar al matrimonio della nipote.

Un viaggio su quattro ruote, quelle del fedele furgoncino con cui Earl ha camminato tanto in passato, e che non gli è mai costato nemmeno una multa (fino a quando non sarà ora di sostituirlo con un mezzo più moderno); un viaggio tra i fast food e gli hotel, luoghi di gratificazioni istantanee, ma anche di riscoperta delle piccole gioie della vita; un viaggio per l’America dei giovani, dei vecchi, dei “neri” e delle “lesbiche”, in una realtà che porterà Earl a rivalutare le scelte del passato alla luce di ciò che gli rivela il presente.

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Ciò che stupisce maggiormente di The Mule è però la leggerezza, l’ironia, l’assenza di giudizi con cui Eastwood riesce a raccontare e mettere in scena tutto ciò che compone la parabola esistenziale di un uomo che amava e capiva i fiori più delle persone, e che al termine di questo road movie finirà invece per dimostrarsi il personaggio più carico di umanità: giunto alla consapevolezza che il tempo non è mai veramente alla mercè degli uomini, cercherà di redimersi e ricostruire un rapporto con la propria famiglia (la figlia Iris è interpretata proprio da Alison Eastwood, figlia dell’attore nella vita reale), e tenterà di impedire che altri commettano i suoi stessi errori, a partire dall’agente dell’FBI che gli dà caccia (Bradley Cooper), fino al nipote del capo del cartello (Ignacio Serricchio).

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Così Tata e spettatore capiranno l’importanza del guardarsi attorno, prima di partire alla disperata ricerca di un qualcosa che, forse, non siamo poi così disposti a trovare. O almeno, non a discapito di tutto il resto.

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Il Corriere – The Mule è distribuito da Warner Bros. Pictures, e sarà dal 7 Febbraio al cinema.

Laura Silvestri

 

Info


Titolo Originale: The Mule


Data di Uscita: 7 Febbraio 2019


Durata: 114'


Regia: Clint Eastwood



Con:


Clint Eastwood, Bradley Cooper,


Michael Peña, Taissa Farmiga,


Allison Eastwood, Dianne Wiest,


Laurence Fishburne, Andy Garcia


Distribuzione: Warner Bros.Pictures

Il Testimone Invisibile – La Recensione

Non c’è salvezza senza sofferenza, e lei non è più furbo di me.

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio) – imprenditore di successo – si risveglia sul pavimento della stanza di un hotel. Davanti a sé, il cadavere della fotografa Laura (Miriam Leone), sua amante, cosparso di banconote.

Tre mesi dopo, Adriano è affiancato da un’imbattuta penalista (Maria Paiato) – al termine della sua brillante carriera – che dovrà difenderlo in tribunale, essendo l’unico indagato per la morte di Laura, che però si dichiara innocente.

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È notte, le strade che circondano i grattacieli di Milano si incrociano, delle scarpe femminili scendono da un’auto, la musica in sottofondo è incalzante, intermittente e grave.

Questa, per chi è amante dei noir e dei thriller, è poesia.

Perché sì, Il testimone invisibile è un bel thriller capace di suscitare un hype pazzesco, ma le atmosfere che ci vengono proposte nelle prime inquadrature sembrano omaggiare quelle di opere più noir e “classiche”, una su tutte L’altro uomo di Alfred Hitchcock.

I personaggi di questo film non sono solo complessi, sono prismatici, e lo sono in maniera realistica: hanno delle debolezze che li portano a cedere, li spingono alla disperazione e a gesti estremi.

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Per arrivare ad ottenere un risultato che permetta un coinvolgimento degno di attenzione bisogna quindi rendere merito agli attori che sono stati in grado di dar voce ai conflitti dei propri personaggi.

Le storie che vengono mostrate al pubblico sono spesso raccontate per metà: sono supposizioni, confessioni, illazioni, e ancora più spesso sono storie confuse.

Il punto di forza del film è proprio la caoticità che lo ascrive al genere psicologico, in cui vige la tremenda regola del “ciò che ho visto era x, ma poteva essere anche y”, accompagnata dal pensiero “potrebbe essere chiunque, potrebbe essere nessuno”.

E non c’è scampo: il pubblico in sala deve seguire ogni pista proposta, fare a sua volta congetture per poi, improvvisamente, domandarsi il perché dell’invisibilità del testimone nel titolo dell’opera.

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Questa sequela di elucubrazioni potrebbe sembrare snervante, ma i 142 minuti di film volano. e state ben certi che, a pochi istanti dall’agghiacciante finale, troverete risposte ad ogni vostra supposizione.

A quel punto, se avrete indovinato il finale, siete stati molto bravi.

Il Testimone Invisibile, thriller scritto e diretto da Stefano Mordini, è il remake del film spagnolo di Contrattempo di Oriol Paulo ed è ancora in sala in questo periodo.

Insomma, film consigliato… E nel frattempo, ne approfittiamo per fare un paio di rewatch di thriller hitchockiani e rileggere Pirandello.

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Disclaimer: Immagini prese da Google Immagini

Lucrezia Roviello

 

Info

Titolo: Il Testimone Invisibile

Regia: Stefano Mordini

Durata: 102’

Data di uscita: 13 dicembre 2018

Con: 

Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, 

Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato, 

Sara Cardinaletti

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

 

 

Aquaman – La Recensione

Un Nuovo Re, Una Vecchia Storia

Dall’unione tra la Regina di Atlantide e un umano della terraferma nasce Arthur Curry, colui che, alla scomparsa della madre, sarebbe destinato a divenire Re di Atlantide in quanto primogenito, e a portare la pace tra i due popoli in quanto appartenente ad entrambi i mondi. Eppure sul trono di Atlantide siede suo fratello Orm, e il popolo del mare sembra essere entrato in guerra con quello della Terra. Arthur – conosciuto ormai dalla gente come Aquaman – con l’aiuto di Mera – Principessa di Xebel – dovrà trovare il modo di porre fine al conflitto, e ristabilire la pace nei due regni.

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L’anno nuovo verrà inaugurato in casa DC/Warner Bros. con l’uscita nelle sale di Aquaman, il lungometraggio dedicato al Re di Atlantide – interpretato qui da Jason Momoa -, già visto sul grande schermo in occasione del team-up di supereroi DC dello scorso anno, Justice League.

In Justice League, i contatti di Arthur con Atlantide erano ancora scarsi, salvo un paio di sue comparsate “in fondo al mar” per indagare e successivamente tentare di sventare gli attacchi di Steppenwolf.

Anche sulla terra la sua doppia identità come Aquaman non era stata ancora del tutto affermata – nonostante non si tirasse indietro nei momenti di necessità -, o, almeno, non all’inizio del film.

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In Aquaman assistiamo invece non soltanto alla crescita della sua fama da eroe in superficie, ma anche al suo riavvicinamento con il popolo marino. “Reclutato” da Mera (una splendida Amber Heard) e Volk (Willem Dafoe) per porre fine alla sete di potere e ai piani disfattisti del fratello Orm (Patrick Wilson), Arthur dovrà mettere da parte i suoi pregiudizi nei confronti di coloro che incolpa per avergli portato via la madre, e cercare di diventare l’uomo, il Re, l’Eroe di cui il popolo del mare e quello della terraferma hanno bisogno.

Tramite una quest improntata su un doppio livello, universale – la ricerca del Tridente di Re Atlan, il cui possesso lo legittimerebbe come Re di Atlantide – e personale – la ricerca del sé, come prevede il classico “viaggio dell’eroe” -, James Wan mette su le basi per un origin movie dal grande potenziale, ma che purtroppo non viene propriamente raggiunto in fase di realizzazione.

Aquaman soffre di un’ambizione forse troppo ardita, che invece di trovare remunerazione per il coraggio di aver osato, riceve una condanna per aver osato troppo. Condanna però giusta, perché la pellicola risulta esagerata sotto ogni aspetto: dall’invadentissima CGI – era logico che in un tale contesto venisse usata in grande misura, ma che non che non ne mantenesse una -, ai dialoghi eccessivamente palesi e on the nose – viene chiaramente violato il principio «Show, Don’t Tell!» -, alle strane scelte registiche, o anche in fatto di acconciature – la parrucca della Regina Atlanna (Nicole Kidman) e i capelli di Vulko e Re Nereus (Dolph Lundgren) sono un qualcosa di inguardabile, mentre è stato fatto un ottimo lavoro con il personaggio di Mera -.

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I villain, poi, non colpiscono e non affondano – perdonateci il gioco di parole -, né nel caso del fratello geloso Orm – il quale soffre anche del paragone con la sua controparte Marveliana, Loki, che può certamente vantare di una assai più abile costruzione cinematografica -, né nel caso di Black Manta (Yahya Abdul-Mateen II), che riesce ad essere persino meno memorabile di Steppenwolf – forse non per la povera Sicilia, ma per gli spettatori sicuramente -.

È più che naturale, allora, sfociare nel kitsch e nel trash, e non riuscire a trovare un’impronta stilistica definita, macchiandosi invece di una confusione generale che possiede, tristemente, poche qualità redentive.

Tra queste, sono assolutamente da segnalare i personaggi di Arthur e Mera, che trovano in Momoa e nella Heard degli interpreti perfetti, con un’ottima chimica, e con delle interessanti dinamiche da sviluppare – ci si augura – in futuro; alcune ambientazioni, in particolare quelle delle scene in Sicilia – e non lo diciamo per orgoglio nazionale, ma perché offrono realmente una tanto agognata dose di genuinità alla pellicola -; e alcune battute e momenti che riescono ad entusiasmare anche il pubblico più (non a torto) critico.

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Aquaman si rivela dunque essere un concentrato poco ben amalgamato di elementi che, se gestiti diversamente, avrebbero potuto rappresentare la carta vincente del film, mentre nello stato attuale ne costituiscono, purtroppo, il proverbiale tallone d’Achille – si fa per dire -.

Si ripete dunque la storia dei cinecomic DC che potevano essere, ma che invece non sono. Con l’unica eccezione di Wonder Woman – e lungi da noi conoscere i motivi per cui non ne è stato preso l’esempio -, il DCEU sembra non avere ancora trovato una sua direzione.

Ma visti gli ingenti incassi che sta già realizzando il film di Wan, forte dell’hype creatosi attorno ad esso, dubitiamo che in casa Warner Bros. venga a mancare lo spirito delle feste.

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Aquaman arriverà nei mari – e nelle sale – d’Italia dal 1 Gennaio 2019.

Laura Silvestri

Info 



Titolo Originale: Aquaman



Durata: 143'



Data di Uscita: 1 Gennaio 2019



Regia: James Wan



Con: 


Jason Momoa, Amber Heard, 


Willem Dafoe, Nicole Kidman, 


Patrick Wilson, Dolph Lundgren, 


Temuera Morrison, Yahya Abdul-Mateen II,
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Distribuzione: Warner Bros. Italia

 

 

Godzilla II: King Of The Monsters – Online Il Secondo Trailer Ufficiale

È online il secondo trailer ufficiale di Godzilla II: King Of The Monsters, il film diretto da Michael Dougherty targato Warner Bros. e Legendary Pictures.

Di seguito la sinossi del film:

“In questa nuova storia vedremo il tentativo eroico dell’agenzia cripto-zoologica Monarch e dei membri che la compongono, di affrontare una batteria di mostri dalle dimensioni impressionanti, tra i quali il possente Godzilla, che si scontrerà con Mothra, Rodan e la sua nemesi estrema, King Ghidorah dalle tre teste. Quando queste antiche super specie – ritenute fino ad allora soltanto delle leggende – torneranno alla vita, combatteranno per la supremazia mettendo a rischio l’esistenza della razza umana.”

La pellicola uscirà al cinema il 30 Maggio 2019. Nel cast anche Vera Farmiga, Kyle Chandler, Sally Hawkins, Millie Bobby Brown, Bradley Whitford, O’Shea Jackson e Charles Dance.

Materiali Stampa: Warner Bros.

Laura Silvestri