Da Jason Blum, produttore di Split, La Notte Del Giudizio e The Visit, arriva AncoraAuguri Per La Tua Morte, sequel della commedia thriller che ha sorpreso il pubblico nel 2017.
Sinossi: “Jessica Rothe guida il cast che ritorna in Ancora auguri per la tua morte, il seguito della sorpresa del 2017 di Blumhouse (Split, Scappa – Get Out, La notte del giudizio), un grande successo pieno di colpi di scena e svolte comiche. Questa volta, la nostra eroina Tree (Jessica Rothe) scopre che morire di continuo è stato sorprendentemente più facile dei pericoli che la attendono.”
Diretto da Christopher Landon e con Jessica Rothe, Israel Broussard e Ruby Modine, Ancora Auguri Per La Tua Mortesarà al cinema dal 28 Febbraio 2019.
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“L’Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Una notte di autunno, tre prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell’ambito di un’operazione segreta. L’ordine è chiaro: «Visto che non possiamo ammazzarli, li condurremo alla pazzia». I tre uomini resteranno in isolamento per 12 anni. Tra loro c’è anche Pepe Mujica, futuro presidente dell’Uruguay.”
Nel castAntonio de la Torre (Josè “Pepe” Mujica), Chino Darìn (Mauricio Rosencof), Alfonso Tort (Eleuterio Fernàndez Huidobro), Soledad Villamil (Psichiatra), Silvia Pérez Cruz (Graciela), Cesar Troncoso (Comandante), Nidia Telles (Rosa), Mirella Pascual (Lucy).
Dal regista di Alabama Monroe, Felix Van Groningen, arriva distribuito da 01 Distribuition, e in esclusiva per l’Italia da RAI Cinema, Beautiful Boy, il film basato su una storia vera con protagonisti Steve Carell e Timothée Chalamet.
Ecco la sinossi ufficiale:
“Beautiful Boy è il commovente racconto dell’amore incrollabile di una famiglia e della sua totale dedizione nei confronti di un figlio tossicodipendente che cerca di uscire dal tunnel. Il film è tratto da due autobiografie, una scritta dal noto giornalista David Sheff e l’altra da suo figlio Nic Sheff. A fronte delle ripetute ricadute di Nic, gli Sheff dovranno accettare la dura realtà che la droga è una malattia che non discrimina nessuno e che può colpire chiunque, in qualsiasi momento.”
Il film prodotto da Amazon Studios, Big Indie Pictures, Plan B Entertainment e Starbucks Entertainment uscirà nelle sale il 14 febbraio 2019. Nel cast anche Maura Tierney, Amy Ryan, Timothy Hutton.
Timothe Chalamet stars as Nic Scheff in BEAUTIFUL BOY
Timothe Chalamet stars as Nic Scheff in BEAUTIFUL BOY
Timothe Chalamet as Nic Sheff and Steve Carell as David Scheff star in BEAUTIFUL BOY
Timothe Chalamet as Nic Sheff and Steve Carell as David Scheff star in BEAUTIFUL BOY
Maura Tierney as Karen Barbour and Steve Carell as David Scheff star in BEAUTIFUL BOY
Steve Carell, Maura Tierney, Timothe Chalamet, Oakley Bull, and Christian Convery star in BEAUTIFUL BOY
Timothe Chalamet as Nic Sheff and Amy Ryan as Vicki Sheff star in BEAUTIFUL BOY
Steve Carell stars as David Scheff in BEAUTIFUL BOY
Oakley Bull as Daisy Sheff, Maura Tierney as Karen Babour, Timothe Chalamet as Nic Sheff, Christian Convery as Jasper Sheff, and Steve Carell as David Scheff star in BEAUTIFUL BOY
Timothe Chalamet stars as Nic Sheff in BEAUTIFUL BOY
Ruben Impens, Felix van Groeningen, Steve Carell, and Timothe Chalamet behind the scenes on the set of BEAUTIFUL BOY
È la mattina del 24 dicembre, e i Burns si stanno preparando per trascorrere le festività.
Tutto sembra essere tranquillo, finché il giovane Ben Burns (Lucas Hedges) torna a casa per passare il Natale con la sua famiglia, dopo essere uscito dalla comunità a cui si era rivolto per disintossicarsi.
Sua madre, Holly (Julia Roberts), sulle prime è emozionata per il ritorno del figlio ed è fiduciosa nei suoi progressi, ma lo scetticismo di sua figlia Ivy (Kathryn Newton) e la premura del suo compagno Neal (Courtney B. Vance) la mettono in guardia, ricordandole che in passato Ben è stato una minaccia non solo per sé, ma anche per la sua famiglia.
Holly decide di far restare suo figlio, ma ad una condizione: che si lasci sorvegliare da lei stessa per le 24 ore successive.
Tuttavia, Ben non è tornato solamente nella casa di famiglia, ma anche tra i fantasmi che ha nascosto in soffitta, tra quelle colpe e in quella realtà criminale da cui era scappato.
Ben is Backè diretto da Peter Hedges, sceneggiatore e regista di Schegge di Aprile e co-sceneggiatore di About A Boy. Anche in questo caso, come in quello dell’ultima opera citata, Hedges ha analizzato la relazione tra famiglia e dipendenza basandosi su vicende autobiografiche in cui si sono verificati degli episodi di assuefazione all’alcool e alle droghe.
La famiglia Burns è duplice: se da una parte c’è un polo positivo, rappresentato dalla tolleranza di Neal e della felicità dei due figli che ha avuto da Holly, Lacey e Liam, dall’altra c’è la negatività della sofferenza nelle lacrime della stessa Holly, di Ben e di Ivy – emblematica è la catartica scena in cui quest’ultima canta Oh Holy Night -.
Non è difficile entrare in empatia con Holly e Ben, così come non è facile uscirne una volta fuori dalla sala: l’ansia e le paranoie di Holly sono le stesse che prova anche il pubblico, e il solo pensare ai pericoli in cui potrebbe incappare Ben, terrorizza lui e gli spettatori in egual modo.
I fiati, i bassi, le poche note al piano della colonna sonora di Dickon Hinchcliffe (Un Gelido Inverno, Locke) e la fotografia fredda di Stuart Bryburgh (Lezioni di Piano, I Sogni Segreti di Walter Mitty, The Gifted – il Dono del Talento) fanno sì che il gelo della Vigilia rispecchi quello che, in quel giorno, porta con sé Ben tornando a casa.
I dialoghi talvolta si silenziano davanti agli sguardi carichi di rabbia fra la Roberts e Hedges, lasciano spazio ai gesti che li avvicinano e alle braccia tese che li tengono lontani l’uno dall’altra, smuovendo visceralmente chi li osserva, amplificando il dubbio su chi, fra madre e figlio, stia cercando di proteggere l’altro.
Ben is Back è un film commovente, che riesce a rendere credibile un espediente inflazionato come quello del “non-mostrare” al fine di creare la suspense – e fidatevi, ci sono moltissime cose che vi sfuggiranno ad una prima visione -. È un film che rivela senza filtri la mostruosa realtà delle dipendenze e il modo in cui viene vissuta sia da chi ne è vittima, sia da chi è al suo fianco e cerca di proteggerlo.
In conclusione, due sono le cose certe: una è che Ben is Back non è facile da metabolizzare, l’altra è che merita di essere visto.
Prodotto da Black Bears Pictures, 30West e Color Force, il film è stato presentato al Toronto International Film Festival e alla Festa Del Cinema Di Roma, e uscirà nelle sale italiane il 20 dicembre, distribuito dalla Notorious Pictures.
Lucrezia Roviello
InfoTitolo Originale: Ben Is Back
Durata: 103'
Data di Uscita: 20 Dicembre 2018
Regia: Peter Hedges
Con:
Lucas Hedges, Julia Roberts,
Kathryn Newton, Courtney B. Vance
Distribuzione: Notorious Pictures
È il 1987, e sulla Terra precipitano dei meteoriti. Uno di questi è l’Autobot B-127, in fuga dal suo pianeta a causa della guerra contro i Decepticon, e in cerca di un nuovo ambiente abitabile per i suoi simili. Nel tentativo di nascondersi dai suoi nemici – e dai servizi militari che lo hanno nel frattempo etichettato come minaccia – il robot assume le sembianze di un maggiolino giallo. Non passerà troppo tempo prima che venga trovato da Charlie, una diciottenne con la passione per i motori, da cui sarà accolto e rinominato BumbleBee.
Sorprende piacevolmente la pellicola diretta diretta da Travis Knight, e ambientata nel mondo dei Transformers, macchine senzienti in grado di mutare il proprio aspetto, e conosciute ormai in più vesti, inclusa quella cinematografica.
Dopo il successo del primo film sugli Autobot, diretto da Michael Bay, numerosi sequel hanno visto la luce, tra cui il più recente Transformers – The Last Knight – quinto lungometraggio della saga – sempre opera di Bay, ma che non ha incontrato grande successo di critica.
Diversi si sono dunque chiesti la necessità di un’ulteriore aggiunta alla serie, e l’annuncio di uno spin-off prequel non ha subito convinto la totalità degli appassionati. Ma già dal trailer, BumbleBee sembrava promettere bene, e con stupore degli scettici, ha mantenuto la parola data.
Non è difficile, infatti, capire come mai, già dagli screening internazionali, lo si sia definito il miglior film della saga.
Non solo siamo di fronte ad una storia coinvolgente e accattivante, ben congegnata a livello narrativo, e solidamente realizzata sul piano tecnico. BumbleBee, con la sua tenerezza e la sua vulnerabilità, carica di umanità la saga dei Transformers, rendendola approcciabile sia dai fan di lunga data, che dallo spettatore occasionale, quale che sia il genere o l’età.
Fin da subito si riesce a stabilire una forte empatia con il robot di giallo dipinto (a cui presta la voce l’attore Dylan O’Brien), e il resto dei personaggi aggiunge spessore e colore alla storia, riuscendo a garantire un ampio spettro di caratterizzazione: il patriottico Agente Burns, interpretato da John Cena – e chi, se non lui? -, la vivace, ma incompresa, diciottenne Charlie (Hailee Stenifeld), la madre apprensiva (Pamela Adlon), e lo strambo padre adottivo (Stephen Schneider), il fratellino combinaguai (Jason Drucker) e il vicino con una cotta per la protagonista (Jorge Lendeborg Jr.) si uniscono ai villain Dropkick e Shatter interpretati da Justin Theroux e Angela Bassett per regalarci una storia avvincente ed emozionante.
Molto forte è anche l’impronta nostalgica data dall’ambientazione, garantita da studiati riferimenti al lore anni ’80, tra musica, oggettistica e film dell’epoca, che trasportano al passato coloro che quegli anni li hanno vissuti, e iniziano a una cultura più classica – o vintage, che dir si voglia – le nuove generazioni.
E per chi si dovesse impensierire riguardo alla scene d’azione, già dai primi minuti arriva la rassicurazione: combattimenti, inseguimenti ed esplosioni non mancheranno, in pieno stile Tranformers. E se la cosa non dovesse convincervi, potete sempre chiedere ad Optimus Prime…
BumbleBee arriverà nelle sale italiane il 20 Dicembre 2018.
Non perdetevelo!
Laura Silvestri
InfoTitolo Originale: BumbleBee
Durata: 114'
Data di Uscita: 20 Dicembre 2018
Regia: Travis Knight
Con:
Dylan 'Brien, Hailee Steinfeld,
John Cena, Justin Theroux,
Angela Bassett, Jorge Lendeborg Jr.
Distribuzione: Paramount Pictures, 20th Century Fox
Continua il successo di Green Book, vincitore del People’s Choice Award al Toronto International Film Festival e candidato a ben 5 Golden Globe. Dopo essere stato anche tra i lungometraggi selezionati alla Festa Del Cinema Di Roma, il film arriverà a breve nelle sale italiane.
Qui potrete trovare il trailer ufficiale italiano, la sinossi e le immagini della pellicola diretta da Peter Farrelly e con protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali.
Sinossi Ufficiale:
“Nel 1962, dopo la chiusura di uno dei migliori club di New York in cui lavorava, il buttafuori italoamericano Tony Lip deve a tutti i costi trovare un lavoro per mantenere la sua famiglia. Accetta di lavorare per il pianista afroamericano Don Shirley e decide si seguirlo in tour nel sud degli Stati Uniti. Nonostante le differenze e gli iniziali contrasti, tra i due si instaurerà una forte amicizia.”
Viggo Mortensen stars as “Tony Lip” and Mahershala Ali as “Don Shirley” in GREEN BOOK.
(L to R) MAHERSHALA ALI and VIGGO MORTENSEN star in Participant Media and DreamWorks Pictures’ Green Book. In his foray into powerfully dramatic work as a feature director, Peter Farrelly helms the film inspired by a true friendship that transcended race, class and the 1962 Mason-Dixon line.
Viggo Mortensen stars as “Tony Lip” and Mahershala Ali as “Don Shirley” in GREEN BOOK.
Viggo Mortensen stars as “Tony Lip” and Linda Cardellini as “Dolores” in GREEN BOOK.
Viggo Mortensen stars as “Tony Lip” and Mahershala Ali as “Don Shirley” in GREEN BOOK.
Basato su una storia vera, Green Book sarà al cinema a partire dal 31 Gennaio 2019. Nel cast anche Linda Cardellini, Nick Vallelonga, Sebastian Maniscalco, Iqbal Teba, Don Stark, Paul Sloan, Dimiter D. Marinov, Mike Hatton, P.J. Byrne,Joe Cortese.
Dopo la Guerra Dei 60 Minuti, la Terra è diventata una landa desolata, popolata da minacciose presenze, e in cui città mobili combattono tra loro per la supremazia, o anche solo per la sopravvivenza. E sarà proprio sopravvivere – e impedire che ad altri non venga data la possibilità di riuscirci – l’obiettivo principale di Tom Natsworthy e Hester Shaw.
Tratto dal primo di una tetralogia di romanzi dell’autore britannico Philip Reeve – Mortal Engines, Predator’s Gold, Infernal Devices, A Darkling Plain, a cui si aggiunge il prequelFever Crumb – Macchine Mortali debutta sul grande schermo, catapultandoci in un futuro dispotico dai toni steampunk.
Il film diretto da Christian Rivers e scritto e prodotto da Peter Jackson, gioca sulle convenzioni tipiche del genere, perpetrandole in maniera non necessariamente innovativa, ma cionondimeno accattivanti.
Quante volte abbiamo visto – e vedremo ancora – futuri post-apocalittici in preda alla follia e all’avidità di chi è al comando, e la cui speranza di sopravvivenza e salvezza risiede unicamente nelle azioni dei protagonisti e dei gruppi ribelli loro alleati?
E quanti villain di nome Valentine abbiamo visto e dovremo ancora vedere in preda a vaneggiamenti e deliri di onnipotenza, prima che qualcuno impari a diffidare di loro – beh, in realtà uno, ma ha una portata abbastanza ampia da servire da monito per ulteriori trasposizioni -?
Eppure, Macchine Mortali riesce ad andare oltre queste limitazioni, facendo dei troppenarrativi più comuni solo uno degli elementi della sua storia.
Ciò che stupisce e cattura maggiormente l’attenzione dello spettatore è infatti lo spettacolare production design, la magnitudine delle scenografie, quell’ambientazione che si estende fra le stravaganti città stratificate e le pericolose lande deserte con una naturalezza disarmante, e che fornisce un perfetto campo di battaglia per l’inevitabile scontro finale.
Scontro che vedrà tra i suoi protagonisti da un lato il “Re dei Nerd”, come è ormai conosciuto da tutti Hugo Weaving per via dei suoi numerosi ruoli in altrettante pellicole fantasy (Il Signore Degli Anelli, Matrix, Captain America, V Per Vendetta etc.), il perfido e ingannevole Valentine, e dall’altra Tom Natsworthy (un sempre più notevole Robert Sheehan) e Hester Shaw (Hera Hilmar) – il cui nome potrebbe seriamente ispirare un drinking game, per quante volte viene ripetuto nel corso delle due ore -, due orfani i cui destini verranno ad incrociarsi proprio a causa dei reati commessi da Valentine. Questi ultimi troveranno degli alleati nel movimento anti-trazionista degli abitanti di Shan Guo, uno degli stabilimenti della civiltà asiatica, ai ferri corti con quella britannica e dell’Europa Continentale.
Unico neo a livello puramente visivo potrebbe forse essere l’inquietante Shrike (Stephen Lang), che in prima istanza dà l’idea di un miscuglio poco ispirato di almeno una dozzina di personaggi appartenenti alla cultura popolare, ma che troverà invece compimento narrativo con il procedere del film.
In una lotta all’insegna del Darwinismo Municipale, come viene definito l’atto “cannibale” dell’assorbimento di una città da parte di un’altra, e della resistenza ad esso, saranno la forza, l’inventiva, le conoscenze e il coraggio di chi non si arrenderà dinnanzi a un futuro già scritto, ma tenterà di costruirne uno migliore, a trionfare.
Per essere la prima grande prova da regista di Rivers, Mortal Engines può vantare un world-building affascinante e ben strutturato – grazie anche alle direttive fornite dai romanzi – e che riesce a vincere la sfida imposta dalla sua connaturata complessità. Anche lo spettatore più avvezzo al genere non potrà non apprezzarne la realizzazione.
In quanto a plot e character development, forse anche per via della sua appartenenza a una saga letteraria, la storia avrebbe probabilmente potuto giovare di un format più generoso a livello di tempistiche – come una mini-serie televisiva in stile HBO -, ma non per questo sfigura in una confezione cinematografica. Ci auguriamo comunque che le avventure di Tom, Hester e degli altri personaggi di Mortal Engines possano trovare un proseguo in un futuro sequel, rimandando la parola fine ancora per un pò.
Macchine Mortali sarà al cinema dal 13 Dicembre.
Laura Silvestri
Info
Titolo Originale: Mortal Engines
Durata: 128'
Data di Uscita: 13 Dicembre 2018
Regia: Christian Rivers
Con:
Robert Sheehan, Hera Hilmar,
Hugo Weaving, Jihae,
Stephen Lang, Leila George
Distribuzione: Universal Pictures