E Poi C’è Katherine – La Recensione

Gara di bravura tra Emma Thompson e Mindy Kaling

Katherine Newberry, (Emma Thompson) iconica presentatrice di talk show in onda da più di 30 anni, rischia di perdere il suo show poiché gli ascolti  crollano ogni anno sempre di più. Decide così di assumere Molly Patel, (Mindy Kaling) una donna di origine indiana, nel team di scrittura del suo programma popolato da soli uomini. Sarà l’inizio di una rivoluzionaria trasformazione per Katherine.

94282_ppl

Tra blockbuster multimilionari e drammi che puntano dritti agli Oscar, sembra che Hollywood non produca più pellicole come E poi c’è Katherine, che è un film senza pretese, ma scritto con intelligenza, con tanto di messaggio edificante, senza però essere stucchevole.

Una delle ultime commedie ambientate dietro le quinte di un talk show risale al 2010, Il Buongiorno del mattino, con protagonisti Rachel McAdams e Harrison Ford, o anche, di argomento simile, la serie tv del 2012 di Aaron SorkinThe Newsroom.

E poi c’è Katherine è il primo lungometraggio scritto da Mindy Kaling – già autrice della serie The Mindy Project e The Office – che dice di averlo ideato appositamente per Emma Thompson.

e-poi-cè-katherine-4.jpg

Il film è sì, pieno di cliché, e il finale è prevedibile sin dalla prima inquadratura, ma Mindy Kaling – qui anche in veste di interprete – con la sua scrittura acuta riesce a superare brillantemente tutte le situazioni già viste, per poi ribaltarle e portare una prospettiva diversa e dare autenticità alla scena.

Infatti, la chimica tra la due attrici è palpabile, ed è il cuore del film: il rapporto tra Katherine e Molly non è mai scontato, anzi, prende corpo dalla sincera empatia tra le due protagoniste.

Emma Thompson e Mindy Kaling sono quindi mattatrici assolute della scena, ma anche i personaggi secondari hanno il loro spazio: la performance di John Lithgow (The Crown) come marito di Katherine, dà vita ad una delle scene più toccanti del film, e anche Hugh Dancy (Hannibal, I Love Shopping) non è da meno.

LN_00350

E poi c’è Katherine è stato classificato come vietato ai minori di 17 anni, oltre ad aver ricevuto critiche da chi lo ha visto come una semplice scusa per portare avanti l’agenda femminista. Invece, il messaggio del film non appare mai forzato né sbandierato, e le battute più riuscite sono motivate proprio dal delicato tema, trattato sempre con autenticità.

Per i suoi 102 minuti di durata, non c’è un solo momento che non vi ruberà almeno un sorriso, anche se non è mai una risata sguaiata, ma piuttosto una risata intelligente.

Una pellicola leggera e brillante, anche se scontata in alcuni momenti, ma mai banale,  con una Emma Thompson in grande spolvero.

film E poi c'è Katherine

E poi c’è Katherine sarà dal 12 settembre al cinema.

Anna Antenucci

Info 

Titolo Originale: Late Night

Durata: 102'

Data di Uscita: 12 settembre 2019

Regia: Misha Ganatra

Con:

Emma Thompson, Mindy Kaling, 

Hugh Dancy, John Lightgow

Distribuzione: Adler Entertainment

Men In Black: International – La Recensione

Una buona occasione per essere sparaflashati

Molly ha un sogno: poter entrare a far parte dell’incredibile organizzazione segreta dei Men in Black, impegnata da sempre nella supervisione dei rapporti tra gli alieni e la terra. Con tenacia e faccia tosta, Molly convincerà la direttrice di essere all’altezza del ruolo, meritandosi così di entrare a far parte del team come Agente M. Nella sede londinese dei M. i. B., intanto, c’è qualcosa che va storto, e questa sembra essere l’occasione giusta per dimostrare davvero quanto vale.

14

Gli ultimi tempi, si sa, sono davvero prolifici per quanto riguarda la rinascita di quei prodotti audiovisivi cult, risalenti più o meno al periodo in cui noi millennials riavvolgevamo le cassette con una matita e facevamo deperire poveri ed innocenti Tamagotchi. Purtroppo, non sempre l’effetto è quello desiderato, e l’operazione rischia di avere delle controindicazioni.

In Men In Black: International, che si proprone come quarto episodio della fortunata saga, iniziata nel 1997, degli uomini in nero, non sono più Will Smith e Tommy Lee Jones a fare da mattatori, e anche questo fa sentire tanto il suo peso. Mosso da una ricerca di approvazione legata alla difficile eredità, unita al bisogno disperato di rendere la storia più aperta alle problematiche contemporanee, dispiace dire che il film non ottiene niente di tutto ciò.

Ma partiamo dall’inizio: siamo nel 1996, Molly è una bimba quando dalla finestra di camera sua vede gli agenti Men in Black sparaflashare i suoi genitori, e un cucciolo di alieno si è rifugiato in camera sua dopo essere fuggito. Da quel momento il suo desiderio più grande sarà (per ragioni evidentemente a noi ignote) quello di entrare a far parte di questo “mondo nascosto”, e soprattutto possedere un neuralizzatore.

17
Son passati parecchi anni, e ormai Molly è un’adulta (qui interpretata da Tessa Thompson); in barba a tutte le contromisure per poter rimanere nell’ombra, lei conosce benissimo il lavoro dei M. i. B. e in maniera imbarazzantemente facile riesce ad accedere al quartier generale; l’”infiltrata” viene mandata dalla direttrice, l’agente O (Emma Thompson), la quale con riluttanza le spiega che non si viene assunti, bensì “reclutati”. Molly è una testa dura, e in qualche modo convince l’agente O a concederle un periodo di prova.

Reclutata nella sede londinese, M sarà affiancata niente meno che all’agente H (Chris Hemsworth) – considerato alla stregua di un eroe da tutti, tranne che dall’agente C. H e M (sì, sì, se non l’avete afferrata, è proprio H&M, non è divertentissimo? Ecco, infatti) cercheranno di risolvere un problema che sembra avere a che fare con la poco raccomandabile razza aliena degli Hive. Comincia così la loro missione, che li porterà in Marocco, a Parigi e a Napoli (dove l’agente H avrà a che fare con la sua ex fiamma, un’aliena malavitosa), a bordo dell’ultratecnologica e superaccessoriata automobile “aziendale” – l’unico vero e genuino lascito dell’essenza della trilogia originale.

Perché tanto fervore? L’oggetto cardine di tutto l’intrigo è l’arma più potente mai vista sulla terra, che finisce incredibilmente nelle mani di M.
Intanto i due agenti vengono costantemente intercettati, e non può che significare una cosa: una talpa all’interno dell’organizzazione.

13
È da ammettere che l’interazione di Hemsworth con la Thompson risulta la cosa più indovinata di Man in Black: International; d’altronde, già collaudati dalla Marvel, per la quale vestono i panni di Thor e Valchiria, hanno la giusta intesa e sanno essere in alcuni punti davvero divertenti. A dargli man forte la simpatica bestiolina/pezzo di scacchiera, affettuosamente chiamato Piedino. Purtroppo è la costruzione dei loro personaggi a non funzionare più di tanto; Molly si inserisce nella storia come una “novellina”, ma sa tutto, è brava in tutto e al di là di questo non presenta la minima evoluzione alla termine dell’arco narrativo. H si rivela essere sostanzialmente un inetto con tanta fortuna e pochissimo giudizio, e non viene sviluppato abbastanza per poter poterlo descrivere in più parole.

Non si riesce a trovare, in una trama di per sé abbastanza basilare e per niente coraggiosa, un equilibrio tra l’atmosfera da spy story britannica, la fantascienza e il quasi disperato bisogno di smorzare i toni con l’inserimento casuale di ironia spicciola, memore dell’operazione compiuta da Taika Waititi in Thor: Ragnarok. È doveroso aggiungere che un punto di forza della trilogia era l’ingegno avveniristico delle ambientazioni e delle trovate tecnologiche, insieme all’ottima fattura (specie per l’epoca) dei mostri alieni; qui, nel 2019, sembra onestamente essersi fatto un passo indietro in questo senso.

In buona sostanza, questo Men in Black si potrebbe definire poco ispirato, o ispirato solo dall’imperante nostalgia anni ‘90 che sembra aver inglobato l’industria cinematografica dell’ultimo periodo. È un peccato, soprattutto per coloro che hanno riso e seguito le avventure degli inimitabili Agente J e Agente K.

MIB4_INTL_OnLine_1SHT_MNTG_6072x9000_03_IT.jpg

Men in Black: International è dal 25 Luglio al cinema.

Cristiana Carta

Info


Titolo Originale: Men in Black: International


Durata: 115’


Data di Uscita: 25 Luglio 2019


Regia: F. Gary Gray


Con: 

Chris Hemsworth, Tessa Thompson, 

Liam Neeson, Rafe Spall, Emma Thompson


Distribuzione: Sony Pictures Entertainment