Piccole Donne – La Recensione

La bellezza della semplicità

Questa è la storia di Jo, Amy, Meg e Beth March. La storia di quattro ragazze, quattro sorelle, che non potrebbero essere più diverse tra loro, ma tutte con sogni, desideri, aspirazioni e un grande cuore. La storia di Piccole Donne. 

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Il 2019 è stato un anno di grande produttività per il cinema, non tanto a livello quantitativo – potrebbe anche essere, non ci siamo messi a far di conto -, quanto a livello qualitativo.  Questa Award season, rispetto a quelle immediatamente passate, è caratterizzata da un’insolita incertezza, che se non si conoscessero (o, almeno, intuissero) molti dei meccanismi dietro le assegnazioni dei premi, e ci si basasse solo sui criteri il più possibile oggettivi e meritocratici (per quanto si possa essere oggettivi nel giudicare l’arte), sarebbe davvero arduo decretare un solo e assoluto vincitore per ogni categoria.

In questo discorso rientra perfettamente il Piccole Donne di Greta Gerwig.  L’ultimo adattamento dell’opera cartacea di Louisa May Alcott per mano della regista di Lady Bird è un notevole passo avanti rispetto alla sua precedente creatura, e ci permette di azzardare l’accostamento del termine “perfezione” al suo titolo. Non è qualcosa che diciamo con leggerezza, badate bene. E bisogna sempre contestualizzare: Piccole Donne è perfetto nella misura in cui è stato fatto esattamente tutto ciò che si poteva fare – e come lo si poteva fare – nell’adattare e rinnovare un grande classico.

Florence Pugh (Finalized);Meryl Streep (Finalized)

Per argomentare, una volta in sala troverete che, al di là del gusto personale, al di là delle proprie convinzioni morali, al di là delle proprie preferenze in fatto di generi/attori/metodi narrativi, la storia delle Sorelle March non poteva – e probabilmente non avrebbe neanche avuto senso farlo – essere raccontata diversamente. La Gerwig riesce a cogliere fin nei minimi particolari lo spirito dell’opera originale, pur ampliandola e ristrutturandola quanto (e quando) basta per attualizzarla, senza la minima forzatura (sarà difficile, complessivamente, trovare di che lamentarsi in termini di fedeltà al romanzo).

Ad esempio, una delle sue più evidenti “rivoluzioni”, seppur graduale e mai invadente, è stata la caratterizzazione del personaggio di Amy (Florence Pugh), uno dei generalmente meno amati dai lettori. Nella pellicola, in parte grazie alla pregnante interpretazione della Pugh, e in parte grazie proprio al lavoro di fino della regista/sceneggiatrice, quello della terza sorella March diventa uno dei breakout character della storia, a cui sono tra l’altro consegnate alcune delle migliori battute (come il discorso ispirato dalle parole di Meryl Streep – fun fact -, che nel film interpreta la Zia March).

Louis Garrel (Finalized);Saoirse Ronan (Finalized)

 

Questo non vuol dire che la nostra empatia non vada in gran parte a Jo (Saoirse Ronan, che nonostante sia solita interpretare questo genere di ruoli, qui sembra decisamente più agio che altrove), come è probabilmente vero anche per la maggior parte dei lettori del libro, ma il modo in cui sono delineati tutti i personaggi, anche i secondari (anche Mr. Laurence o John Brooke, per non dire il più ovvio Laurie) ci permettono di sentirci vicino a ognuno di loro.

Ma la grande forza di Piccole Donne, e dell’operazione portata avanti  dalla Gerwig in particolare, è quella di rendere straordinario l’ordinario. È paradossalmente più semplice, in un certo senso, portare avanti con successo una storia in cui ad attirare l’attenzione sono già tanti altri elementi (ambientazione fantastica, forti caratteristiche distintive di genere, personaggi con tratti particolari ecc.), ma quanto è difficile rendere accattivante e mai banale la vita e le difficoltà quotidiane (come, d’altronde, quest’anno ha fatto con successo anche il marito della Gerwig, Noah Baumbach, con il suo Marriage Story)?

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Trionfa quindi, in questo caso, la bellezza della semplicità, di quell’ordinarietà resa più entusiasmante da una brillante scrittura, un’ottima interpretazione, e un’eccellente visione d’insieme. E tanta, tanta passione per l’opera, la storia e il mestiere.

Piccole Donne è nelle sale italiane dal 9 gennaio 2020.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Little Women

Data di Uscita: 9 gennaio 2020

Durata: 135'

Regia: Greta Gerwig

Con: 

Saoirse Ronan, Florence Pugh,

Timothée Chalamet, Laura Dern,

Emma Watson, Eliza Scanlen,

Meryl Streep, Louis Garrel

Distribuzione: Sony Pictures

L’Uomo Fedele – La Recensione e La Conferenza Stampa

https://www.youtube.com/watch?v=2uKD7yU3OJc

Un Triangolo Amoroso Fresco E Vivace

Abel è innamorato di Marianne, ma lei aspetta un figlio da un altro uomo, Paul. Dopo 9 anni, Paul muore: potrebbe essere l’occasione per Abel di riconquistare il cuore di Marianne, ma anche Eve è innamorata di Abel. Chi la spunterà nel gioco dell’amore?

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La densità del nuovo film di Louis Garrel impressiona quanto il suo debutto. Dopo un paio di cortometraggi premiati e un lungometraggio, Les Deux Amis, presentato nel 2015 alla Semaine de la Critique di Cannes, l’attore Louis Garrel torna dietro la macchina da presa per un secondo lungometraggio luminoso e spensierato.

Louis Garrel confeziona insieme a Jean-Claude Carrière, sceneggiatore prediletto da Luis Buñuel, un film denso e allo stesso tempo leggero. Garrel e Carrière riescono a condensare nei 75 minuti del film un plot pieno di svolte, dove nessuna di queste è prevedibile.

Ogni scena è una sorpresa, nonostante i tanti eventi tragici che costellano la vita dei protagonisti, come morti improvvise, separazioni, omicidi sospetti. I personaggi attraversano il loro dolore senza mai reagire come ci si aspetterebbe e la narrazione procede veloce e spedita, mescolando la commedia alla tragedia, dando uguale importanza ad entrambe. La vivacità del tono permette allo spettatore di divertirsi e appassionarsi alle vicende dei personaggi senza per questo sentirsi straniato.

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L’Uomo Fedele riprende un tema – caro anche a Philippe Garrel – quello del triangolo amoroso, su cui il protagonista non ha alcun controllo. Ma Louis si allontana dall’angoscia esistenziale del genitore, mettendo in scena un triangolo amoroso con la stessa freschezza stilistica che aveva caratterizzato l’esplosione della Nouvelle Vague negli anni 60. Louis Garrel assume l’eredità materiale e affettiva della celebre onda senza caricare il film del suo peso.

L’Uomo Fedele rimane “fedele” al cinema di François Truffaut confrontandosi con la saga di Antoine Doinel, come ad esempio nel film Baci Rubati, riuscendo a dare nuova linfa al celebre movimento che tanto si differenziava dal cinema dei padri.

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Tutti gli interpreti sono in stato di grazia, Abel interpretato dallo stesso Garrel, diventa una pedina contesa tra Marianne, interpretata da Laetitia Casta, e Eve interpretata da Lily-Rose Depp, figlia di Vanessa Paradis e Johnny Depp, che conferma di aver ereditato il carisma di entrambi i genitori.

Una piacevole sorpresa è Joseph Engel che interpreta il figlio di Laetitia Casta.

Louis Garrel incanta con questa nuova opera dimostrando di poter diventare un autore oltre che un attore.

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L’Uomo Fedele è al cinema dall’11 Aprile.

Anna Antenucci

L’Uomo Fedele – Conferenza Stampa Con Louis Garrel E Laetitia Casta

Louis Garrel e Laetitia Casta hanno presentato a Roma, in occasione del Festival Rendez-Vous, la pellicola: con Garrel nel duplice ruolo di attore e regista, ci hanno raccontato di legami tra il cinema italiano e quello francese, di influenze provenienti dalla Nouvelle Vague e, ovviamente, di sentimenti veri e complessi.

«C’è un rapporto speciale tra l’Italia e la Francia, di cinefilia ed altre cose, sono molto contento di essere qui» così esordisce Garrel, al suo secondo giro dietro la macchina da presa. Un film sui sentimenti, ma non sentimentale: «Il film è nato dal mio desiderio di lavorare con Jean-Claude Carrière; quando avevo quattordici anni lo guardavo alla televisione mentre parlava del suo lavoro con Milos Forman. Il mio sogno, quindi, era lavorare con lui. Poi siamo diventati amici. Avevo un po’ paura, Jean-Claude detesta la psicologia e il sentimentalismo, mentre io adoro il sentimentalismo! Ci siamo trovati un po’ in conflitto sulla scrittura, lui era molto secco».

«L’uomo fedele, possiamo vederlo anche fedele alla cinefilia francese a un certain cinéma. Come un gioco attraverso i miei ricordi di cinema, probabilmente più Truffaut che gli altri della Nouvelle Vague. Quindi il film è pieno di questi ricordi…» e ancora, riguardo alla scena iniziale: «La prima scena doveva essere una sorpresa, questa atmosfera molto francese doveva essere sorprendente».

Laetitia, come ha costruito questo personaggio, che muove tutto, che fa la prima mossa, pieno di sfumature, anche in relazione al regista (e marito)? «tutto era già molto definito, preciso. Molto bello e molto difficile!» ; il regista ha aggiunto: «Volevo fare un film molto francese; il mio sogno è fare dei film che viaggino. Ho realizzato che il film gioca molto sull’idea della Francia. Ad esempio, c’è il romanzo Les Liaison Dangereuses… Questo libro ha fatto molto per la reputazione della Francia (ride) e anche per il turismo».

I francesi sanno raccontare l’amore in maniera non scontata, con una particolarità tutta loro: «Mi sono detto: perché gli americani sanno fare film violenti? Perché hanno letto e amano Shakespeare. E perché i francesi hanno fatto dei film che sembrano dei piccoli studi sentimentali? c’è Jean Racine, una tradizione, degli studi, è così…»

Come è stato, per Laetitia, essere dirette dal proprio marito sul set?: «è stata una bella esperienza… sul set è un’altra persona!» Garrel commenta «il vantaggio è essere a contatto ventidue ore su ventiquattro, lo svantaggio è essere in contatto ventidue ore su ventiquattro!» e aggiunge:«Sono sempre stato circondato dalle donne nella mia vita, dunque sono abituato a lasciare che decidano le donne, per questo mi faceva piacere fare un film dove la virilità del personaggio maschile era più dissimulata… mi rendo conto che qualche ragazzo, vedendo il film possa non identificarsi, ma per me è una cosa familiare lasciare decidere le donne!»

Un ruolo importante è quello affidato alla giovane Lily Rose Depp: «Quando ho conosciuto Lily Rose, lei aveva quindici anni, sedici anni, ed è la prima volta in cui mi son sentito vecchio, non sapevo come parlarle! Le ho detto “non prendere droghe!” e lei mi ha guardato come un vecchio. Quando ho scritto il copione ho subito pensato a lei, e dopo averlo ha letto mi ha risposto “sono io, questo personaggio sono io”».

Cristiana Carta

Info 



Titolo originale: L’Homme Fidèle



Durata: 75'

Data di Uscita: 11 Aprile 2019



Regia: Louis Garrel



Con:
 


Louis Garrel, Laetitia Casta, 


Lily-Rose Depp.


Distribuzione: Europictures

L’Uomo Fedele – Trailer, Sinossi e Immagini Del Film

Dall’11 Aprile al cinema, L’Uomo Fedele, l’ultimo film di Louis Garrel con Laetitia Casta e Lily-Rose Depp.

Di seguito sinossi e immagini del film.

Sinossi

“Otto anni dopo essersi lasciati, Abel (Louis Garrel) e Marianne (Laetitia Casta) si ritrovano al funerale di Paul, il miglior amico di lui. Questo tragico evento si rivela in realtà di buon auspicio: Abel e Marianne tornano insieme. Così facendo, però, suscitano la gelosia di Joseph, il figlio di Marianne, e soprattutto di Eve (Lily-Rose Depp), la sorella di Paul da sempre segretamente innamorata di Abel.”

 

 

Distribuito da Europictures, L’Uomo Fedele sarà dall’11 Aprile nelle sale italiane.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: ManzoPiccirillo