Dal 28 Marzo al cinema, Noi di Jordan Peele, il produttore, regista, e sceneggiatore Premio Oscar di Get Out – Scappa.
Di seguito trovate la sinossi, le immagini e il poster del film con protagonisti Lupita Nyong’o e Winston Duke.
“Ambientato ai giorni nostri lungo l’iconica costa della California del Nord, Noi, di Monkeypaw Productions, ha come protagonista l’attrice premio Oscar Lupita Nyong’o nel ruolo di Adelaide Wilson, una donna che torna alla sua casa d’infanzia sul mare con il marito Gabe (il Winston Duke di Black Panther) e i due figli (Shahadi Wright Joseph e Evan Alex) per un’idilliaca vacanza estiva.
Tormentata da un trauma irrisolto del suo passato e sconvolta da una serie di inquietanti coincidenze, Adelaide sente crescere e materializzarsi la sua ossessione e capisce che qualcosa di brutto sta per accadere alla sua famiglia.
Dopo un’intensa giornata trascorsa in spiaggia con i loro amici, i Tyler (l’attrice vincitrice dell’Emmy Elisabeth Moss, Tim Heidecker, Cali Sheldon e Noelle Sheldon), Adelaide e la sua famiglia tornano a casa. Quando cala l’oscurità, i Wilson vedono sul vialetto di casa la sagoma di quattro figure che si tengono per mano.
Noi traccia la contrapposizione fra un’affettuosa famiglia americana e un terrificante e misterioso avversario: i sosia di ciascuno di loro.”
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Noi, distribuito dalla Universal Pictures, sarà al cinema dal 28 Marzo 2019.
Materiali Stampa: Xister Play e Universal Pictures
Dal 24 Gennaio al cinema, Ricomincio Da Me, la nuova commedia con Jennifer Lopez e Milo Ventimiglia diretta da Peter Segal.
Nel cast anche Vanessa Hudgens, Leah Remini, Treat Williams, e Freddie Stroma.
Di seguito trovate la sinossi, le immagini e il poster ufficiale del film distribuito da Lucky Red.
Sinossi:
“Maya ha 40 anni, vive nel Queens e lavora da 15 anni in un grande centro commerciale. È in gamba e piena di intuizioni, ma quando si profila la possibilità di una promozione, le viene preferito un uomo: un manager privo di esperienza sul campo ma con molti titoli di studio… Per Maya è una sconfitta, almeno fino a quando non ha l’occasione di dimostrare che le esperienze del quotidiano sono valide quanto il sapere accademico e che, a Manhattan, non è mai troppo tardi per ricominciare da capo.”
Dierdre Friel, Leah Remini, and Lacretta star in SECOND ACT.
Freddie Stroma, Vanessa Hudgens, and Treat Williams star in SECOND ACT.
Vanessa Hudgens and Dave Foley star in SECOND ACT
Vanessa Hudgens and Treat Williams star in SECOND ACT
Milo Ventimiglia stars in SECOND ACT
SECOND ACT
Leah Remini and Dierdre Friel star in SECOND ACT.
Charlyne Yi, Jennifer Lopez, and Alan Aisenberg star in SECOND ACT.
Vanessa Hudgens stars in SECOND ACT
Jennifer Lopez and Milo Ventimiglia star in SECOND ACT.
Jennifer Lopez stars in SECOND ACT.
Vanessa Hudgens and Treat Williams star in SECOND ACT
Treat Williams stars in SECOND ACT
Charlyne Yi, and Annaleigh Ashford star in SECOND ACT
Vanessa Hudgens stars in SECOND ACT
Milo Ventimiglia stars in SECOND ACT.
Jennifer Lopez stars in SECOND ACT.
Treat Williams, and Jennifer Lopez star in SECOND ACT.
Jennifer Lopez stars in SECOND ACT.
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Questa notte, al Beverly Hills Hotel di Los Angeles, ha avuto luogo la 79° edizione de Golden Globe Awards, presentata per l’occasione dagli attori Sandra Oh e Andy Samberg.
Come di consueto la Hollywood Foreign Press Association ha assegnato i premi alle due categorie FILM e SERIE TV, segnando il trionfo di Bohemian Rhapsodye Rami Malek (nel ruolo di Freddie Mercury) e Green Book che si aggiudica non solo il premio per il Miglior Attore Non Protagonista, andato a Mahershala Ali, ma anche quelli per la Miglior Commedia o Film Musicale e Miglior Sceneggiatura.
Portano a casa il Golden Globe le attrici Glenn Close perThe Wifee Olivia Colman per The Favourite ( dopo essersi aggiudicata anche la Coppa Volpi a Venezia per la miglior interpretazione femminile). Tra gli altri vincitori, il film d’animazione targato Sony/Marvel, Spider-Man: Into the Spider-Verse e Romadi Alfonso Cuarón (vincitore del Leone d’Oro a Venezia), distribuito da Netflix.
Il tanto acclamato A Star Is Born porta a casa il premio per la Miglior Canzone con Shallow.
Per quanto riguarda la categoria delle SERIE TV è The Kaminsky Methoda vincere più statuette, tra cui quella per la Miglior Serie TV – Musicale o Commedia e per il Miglior Attore Protagonista con Michael Douglas.
Altro importante premio è stato quello alla carriera, il Cecil B. DeMille Award, conferito a Jeff Bridges.
Ma questi sono solo alcuni dei vincitori della serata.
Ecco la lista completa dei vincitori della 79° edizione dei Golden Globes
FILM
MIGLIOR FILM DRAMMATICO Black Panther BlacKkKlansman Bohemian Rhapsody If Beale Street Could Talk A Star Is Born
MIGLIOR COMMEDIA O FILM MUSICALE Crazy Rich Asians The Favourite Green Book Mary Poppins Returns Vice
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE Incredibles 2 Isle of Dogs Mirai
Ralph Breaks the Internet Spider-Man: Into the Spider-Verse
MIGLIOR FILM STRANIERO Capernaum Girl Never Look Away Roma Shoplifters
MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Glenn Close, The Wife
Lady Gaga, A Star Is Born
Nicole Kidman, Destroyer
Melissa McCarthy, Can You Ever Forgive Me?
Rosamund Pike, A Private War
MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO Bradley Cooper, A Star Is Born
Willem Dafoe, At Eternity’s Gate
Lucas Hedges, Boy Erased Rami Malek, Bohemian Rhapsody
John David Washington, BlacKkKlansman
MIGLIOR ATTRICE IN UNA COMMEDIA O FILM MUSICALE Emily Blunt, Mary Poppins Returns Olivia Colman, The Favourite
Elsie Fisher, Eighth Grade
Charlize Theron, Tully
Constance Wu, Crazy Rich Asians
MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O FILM MUSICALE
Christian Bale, Vice
Lin-Manuel Miranda, Mary Poppins Returns
Viggo Mortensen, Green Book
Robert Redford, The Old Man & the Gun
John C. Reilly, Stan and Ollie
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA Amy Adams, Vice
Claire Foy, First Man Regina King, If Beale Street Could Talk
Emma Stone, The Favourite
Rachel Weisz, The Favourite
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali, Green Book
Timothée Chalamet, Beautiful Boy
Adam Driver, BlacKkKlansman
Richard E. Grant, Can You Ever Forgive Me?
Sam Rockwell, Vice
MIGLIOR REGISTA [categoria: MOTION PICTURE] Bradley Cooper, A Star Is Born Alfonso Cuarón, Roma
Peter Farrelly, Green Book
Spike Lee, BlacKkKlansman
Adam McKay, Vice
MIGLIOR SCENEGGIATURA [categoria: MOTION PICTURE] Alfonso Cuarón, Roma
Tony McNamara, Deborah Davis, The Favourite
Barry Jenkins, If Beale Street Could Talk
Adam McKay, Vice Peter Farrelly, Nick Vallelonga, Brian Currie, Green Book
MIGLIOR COLONNA SONORA [categoria: MOTION PICTURE] Marco Beltrami, A Quiet Place
Alexandre Desplat, Isle of Dogs
Ludwig Goransson, Black Panther Justin Hurwitz, First Man
Marc Shaiman, Mary Poppins Returns
MIGLIOR CANZONE “All the Stars,” Black Panther
“Girl in the Movies,” Dumplin’
“Requiem for a Private War,” A Private War
“Revelation,” Boy Erased Shallow,” A Star Is Born
SERIE TV
MIGLIORE SERIE TV – DRAMA The Americans Bodyguard Homecoming Killing Eve Pose
MIGLIORE SERIE TV – MUSICALE O COMMEDIA Barry The Good Place Kidding The Kominsky Method The Marvelous Mrs. Maisel
MIGLIOR MINISERIE TV O FILM TV The Alienist The Assassination of Gianni Versace Escape at Dannemora Sharp Objects A Very English Scandal
MIGLIOR ATTRICE IN UNA MINISERIE TV O FILM TV Amy Adams, Sharp Objects Patricia Arquette, Escape at Dannemora
Connie Britton, Dirty John
Laura Dern, The Tale
Regina King, Seven Seconds
MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV Antonio Banderas, Genius: Picasso
Daniel Brühl, The Alienist Darren Criss, The Assassination of Gianni Versace
Benedict Cumberbatch, Patrick Melrose
Hugh Grant, A Very English Scandal
MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE TV – DRAMA Caitriona Balfe, Outlander
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale Sandra Oh, Killing Eve
Julia Roberts, Homecoming
Keri Russell, The Americans
MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE TV – DRAMA Jason Bateman, Ozark
Stephan James, Homecoming Richard Madden, Bodyguard
Billy Porter, Pose
Matthew Rhys, The Americans
MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE TV – MUSICALE O COMMEDIA Kristen Bell, The Good Place
Candice Bergen, Murphy Brown
Alison Brie, GLOW Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Debra Messing, Will & Grace
MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE TV – MUSICALE O COMMEDIA Sacha Baron Cohen, Who Is America? Jim Carrey, Kidding Michael Douglas, The Kominsky Method
Donald Glover, Atlanta
Bill Hader, Barry
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE TV O FILM TV Alex Borstein, The Marvelous Mrs. Maisel Patricia Clarkson, Sharp Objects
Penelope Cruz, The Assassination of Gianni Versace
Thandie Newton, Westworld
Yvonne Strahovski, The Handmaid’s Tale
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE TV O FILM TV Alan Arkin, The Kominsky Method
Kieran Culkin, Succession
Edgar Ramirez, The Assassination of Gianni Versace Ben Whishaw, A Very English Scandal
Henry Winkler, Barry
CECIL B. DEMILLE AWARD (GOLDEN GLOBE ALLA CARRIERA)
Jeff Bridges
Qui di seguito potete poi trovare un breve recap della serata ad opera del sito Entertainment Tonight
Nel sequel di Ralph Spaccatutto ritroviamo i due migliori amici, Ralph e Vanellope, alle prese con le meraviglie – e gli orrori – della rete. Alla sala giochi si è verificato un incidente che ha portato allo spegnimento del gioco di Vanellope. Per tentare di rimediare, la principessa ribelle e il cattivo-per-niente-cattivo si addentrano nei meandri dell’internet, dove scopriranno un nuovo, incredibile mondo.
Dopo aver debuttato oltreoceano nel periodo del Ringraziamento, Ralph Spacca Internet arriverà nelle sale italiane in tempo per festeggiare il nuovo anno, iniziando “col botto” un 2019 targato Disney, ricchissimo di titoli dal grande potere attrattivo.
Sarà infatti l’anno dei live-action di Aladdin e Dumbo, del ritorno di Toy Storye Frozen, del remake del Re Leone e del nuovo episodio di Star Wars, oltre ad essere, probabilmente, l’ultima volta in cui vedremo combattere fianco a fianco tutti i nostri supereroi preferiti in Avengers: Endgame – preceduto da Captain Marvel e seguito da Spider-Man: Far From Home (distribuito però dalla Sony) -.
Spetta dunque ai personaggi che popolano il Litwak’s Arcade dare il buon esempio – almeno qui in Italia -, e dare inizio ai giochi nel migliore dei modi.
Ralph Spacca Internet coglie appieno lo zeitgeist attuale, facendo affidamento sull’ibridazione tra vecchio e nuovo, riportando in auge – come nel primo capitolo – il mondo dei videogiochi vecchio stile, ma affiancandolo alle innovazioni – in meglio o in peggio che siano – che qualche cavo e tanti 0 e 1 possono regalarci al giorno d’oggi, grazie al magico universo del World Wide Web.
Ed ecco apparire – in una città costituita da strati e strati di edifici – le torri di Google, Amazon, eBay, il regno Disney, YouTube e chi più ne ha, più ne metta. Come Ralph (John C. Reilly) e Vanellope (Sarah Silverman), ci meravigliamo davanti alla minuziosa creazione di una realtà virtuale per noi parte della quotidianità, ma estranea a questi personaggi, e tuttavia resa in modo tale da suscitare risate e annuenze da parte dei consapevoli spettatori dinnanzi ai fastidiosi pop-up – uno dei quali doppiato, nella versione italiana, da Salvatore Aranzulla -, alle complicate aste on-line, ai pericolosi RPG virtuali – ne sanno qualcosa Favi J e LaSabri – e ai buffi video di natura virale.
«L’idea di personificare il web è una diretta conseguenza di quella alla base del primo film, dove i vecchi videogiochi venivano trasformati in luoghi accessibili, che si potevano visitare, e di cui si potevano conoscere i personaggi. Così abbiamo fatto per questo film, ma è stata una sfida non indifferente, più complicata di quel che pensassimo inizialmente. Credevamo che la rete fosse un posto così astratto, ma poi parlando con diversi esperti, abbiamo realizzato quanto fosse tattile e reale. Abbiamo visitato delle fabbriche dove sono contenuti i server, e di questi edifici potete trovarne a bizzeffe in tutto il mondo, collegati da miglia e miglia di cavi. Così abbiamo capito che, in realtà, internet era più come una città antica, un pò come Roma, dove le parti originali sono tutte posizionate verso il centro, mentre ci si espande intorno ad esse, crando una sorta di sfera, con le innovazioni che si ergono in superficie» spiega uno dei registi, Rich Moore, in conferenza stampa.
E aggiunge Johnston: «Il nostro scenografo ha effettivamente studiato la struttura architettonica di Roma, e quindi questa sorta di Lasagna – una città costruita strato su strato su strato – è esattamente l’idea che ci eravamo fatti del web».
Ma mai come in questo caso, la carta vincente del film è rappresentata dall’umorismo, dalla autoconsapevolezza dei propri mezzi, e dallo sfondamento ad arte della quarta parete: in casa Disney si trae spunto dalla propria eredità e dall’influenza che essa ha avuto sulla cultura popolare nel corso degli anni per dar vita ad alcuni dei segmenti più memorabili nella storia dell’animazione, come quello con protagoniste Vanellope e le altre principesse – tra le cui voci italiane troviamo anche Serena Rossi, Nicoletta Romanoff e Mélusine Ruspoli – e di cui, vi diciamo già, avete visto solo un assaggio nel trailer e nelle clip.
Al riguardo, si esprime Moore:«La scena delle principesse è nata quasi per scherzo, sulla scia del “Però, sarebbe divertente vedere interagire questi personaggi”, ma è diventata qualcosa di davvero profondo. Anche adesso, parlando con le persone, vedo quanto significhi davvero per loro riportarle tutte insieme sullo schermo, inserirle in un contesto moderno, umanizzarle ancor di più, in un certo senso. Il progresso avviene nei modi più inaspettati: chi avrebbe mai detto che un film di Ralph sarebbe potuto essere l’inizio di una nuova era per le principesse Disney!»
Ma in fin dei conti, puntare “verso l’infnito e oltre” è la filosofia della compagnia, e lo stesso Moore conferma: «Ai Walt Disney Studios, fin dal principio, il “metodo” è sempre stato quello di lasciarsi guidare dall’immaginazione. Anche ai tempi in cui Walt diede inizio a tutto questo, venivano incentivate le menti creative, le menti tecnologiche, per dar sempre vita a qualcosa di nuovo. È davvero entusiasmante».
E siamo perfettamente d’accordo con Johnston quando sostiene che «il mondo di internet è così vasto, così mutevole – sta cambiando anche ora, ed è cambiato chissà quanto da quando abbiamo iniziato a parlare dieci minuti fa -. La sfida più grande è stata forse quella di porre alla base del film una storia semplice, ma durevole, una storia di amicizia dal valore universale, nonostante la sua intimità. In ogni amicizia ci saranno sempre degli alti e bassi, delle complicazioni, quindi per noi cogliere tutto questo e fare in modo che non venisse adombrato dalla maestosità della sua ambientazione, è stata probabilmente la parte più difficile. Il cuore della pellicola, la storia, doveva “guadagnarsi” la sua spettacolare cornice visiva. Se la storia di fondo non avesse funzionato, tutto il resto avrebbe rappresentato solo la ciliegina… senza la torta».
È dunque l’amicizia alla base di questo divertente viaggio nella rete – come fu anche per il primo film -; un’amicizia che viene messa alla prova e rinforzata da situazioni, decisioni e sacrifici, proprio come nella vita reale. Solo con qualche byte di differenza…
Ralph Spacca Internet sarà al cinema dal 1 Gennaio.
Laura Silvestri
Disclaimer
Immagini: Google Immagini
Foto: Laura Silvestri
Info
Titolo Originale: Ralph Breaks The Internet
Durata: 112'
Data Di Uscita: 1 Gennaio 2019
Regia: Phil Johnston, Rich Moore
Con:
John C. Reilly, Sarah Silverman,
Gal Godot, Alan Tudyk,
Jane Lynch, Taraji P. Henson,
Jack McBrayer, Ed O'Neill
Distribuzione: Walt Disney Studios
Per festeggiare il Natale, cosa c’è di meglio che andare al cinema con tutta la famiglia? La redazione di Time Stone Entertainment vuole farvi gli auguri consigliandovi i tre film che renderanno più magiche le vostre feste!
Dall’unione tra la Regina di Atlantide e un umano della terraferma nasce Arthur Curry, colui che, alla scomparsa della madre, sarebbe destinato a divenire Re di Atlantide in quanto primogenito, e a portare la pace tra i due popoli in quanto appartenente ad entrambi i mondi. Eppure sul trono di Atlantide siede suo fratello Orm, e il popolo del mare sembra essere entrato in guerra con quello della Terra. Arthur – conosciuto ormai dalla gente come Aquaman – con l’aiuto di Mera – Principessa di Xebel – dovrà trovare il modo di porre fine al conflitto, e ristabilire la pace nei due regni.
L’anno nuovo verrà inaugurato in casa DC/Warner Bros. con l’uscita nelle sale di Aquaman, il lungometraggio dedicato al Re di Atlantide – interpretato qui da Jason Momoa -, già visto sul grande schermo in occasione del team-up di supereroi DC dello scorso anno, Justice League.
In Justice League, i contatti di Arthur con Atlantide erano ancora scarsi, salvo un paio di sue comparsate “in fondo al mar” per indagare e successivamente tentare di sventare gli attacchi di Steppenwolf.
Anche sulla terra la sua doppia identità come Aquaman non era stata ancora del tutto affermata – nonostante non si tirasse indietro nei momenti di necessità -, o, almeno, non all’inizio del film.
In Aquaman assistiamo invece non soltanto alla crescita della sua fama da eroe in superficie, ma anche al suo riavvicinamento con il popolo marino. “Reclutato” da Mera (una splendida Amber Heard) e Volk (Willem Dafoe) per porre fine alla sete di potere e ai piani disfattisti del fratello Orm (Patrick Wilson), Arthur dovrà mettere da parte i suoi pregiudizi nei confronti di coloro che incolpa per avergli portato via la madre, e cercare di diventare l’uomo, il Re, l’Eroe di cui il popolo del mare e quello della terraferma hanno bisogno.
Tramite una quest improntata su un doppio livello, universale – la ricerca del Tridente di Re Atlan, il cui possesso lo legittimerebbe come Re di Atlantide – e personale – la ricerca del sé, come prevede il classico “viaggio dell’eroe” -, James Wan mette su le basi per un origin movie dal grande potenziale, ma che purtroppo non viene propriamente raggiunto in fase di realizzazione.
Aquaman soffre di un’ambizione forse troppo ardita, che invece di trovare remunerazione per il coraggio di aver osato, riceve una condanna per aver osato troppo. Condanna però giusta, perché la pellicola risulta esagerata sotto ogni aspetto: dall’invadentissima CGI – era logico che in un tale contesto venisse usata in grande misura, ma che non che non ne mantenesse una -, ai dialoghi eccessivamente palesi e on the nose – viene chiaramente violato il principio «Show, Don’t Tell!» -, alle strane scelte registiche, o anche in fatto di acconciature – la parrucca della Regina Atlanna (Nicole Kidman) e i capelli di Vulko e Re Nereus (Dolph Lundgren) sono un qualcosa di inguardabile, mentre è stato fatto un ottimo lavoro con il personaggio di Mera -.
I villain, poi, non colpiscono e non affondano – perdonateci il gioco di parole -, né nel caso del fratello geloso Orm – il quale soffre anche del paragone con la sua controparte Marveliana, Loki, che può certamente vantare di una assai più abile costruzione cinematografica -, né nel caso di Black Manta (Yahya Abdul-Mateen II), che riesce ad essere persino meno memorabile di Steppenwolf – forse non per la povera Sicilia, ma per gli spettatori sicuramente -.
È più che naturale, allora, sfociare nel kitsch e nel trash, e non riuscire a trovare un’impronta stilistica definita, macchiandosi invece di una confusione generale che possiede, tristemente, poche qualità redentive.
Tra queste, sono assolutamente da segnalare i personaggi di Arthur e Mera, che trovano in Momoa e nella Heard degli interpreti perfetti, con un’ottima chimica, e con delle interessanti dinamiche da sviluppare – ci si augura – in futuro; alcune ambientazioni, in particolare quelle delle scene in Sicilia – e non lo diciamo per orgoglio nazionale, ma perché offrono realmente una tanto agognata dose di genuinità alla pellicola -; e alcune battute e momenti che riescono ad entusiasmare anche il pubblico più (non a torto) critico.
Aquaman si rivela dunque essere un concentrato poco ben amalgamato di elementi che, se gestiti diversamente, avrebbero potuto rappresentare la carta vincente del film, mentre nello stato attuale ne costituiscono, purtroppo, il proverbiale tallone d’Achille – si fa per dire -.
Si ripete dunque la storia dei cinecomic DC che potevano essere, ma che invece non sono. Con l’unica eccezione di Wonder Woman– e lungi da noi conoscere i motivi per cui non ne è stato preso l’esempio -, il DCEU sembra non avere ancora trovato una sua direzione.
Ma visti gli ingenti incassi che sta già realizzando il film di Wan, forte dell’hype creatosi attorno ad esso, dubitiamo che in casa Warner Bros. venga a mancare lo spirito delle feste.
Aquaman arriverà nei mari – e nelle sale – d’Italia dal 1 Gennaio 2019.
Laura Silvestri
Info
Titolo Originale: Aquaman
Durata: 143'
Data di Uscita: 1 Gennaio 2019
Regia: James Wan
Con:
Jason Momoa, Amber Heard,
Willem Dafoe, Nicole Kidman,
Patrick Wilson, Dolph Lundgren,
Temuera Morrison, Yahya Abdul-Mateen II,
Kekoa Kekumano
Distribuzione: Warner Bros. Italia