Non Ci Resta Che Ridere – Trailer, Sinossi e Poster Del Film

Online il trailer del film Non Ci Resta Che Ridere, per la regia di Alessandro Paci. Protagonisti della pellicola lo stesso Paci, Massimo Ceccherini e Benedetta Rossi.

“Dopo lo straordinario successo ottenuto sui social con le sue celebri barzellette, Alessandro Paci torna alla regia cinematografica con Non ci resta che ridere. Il film raccoglie storie e gag esilaranti, interpretate dallo stesso Paci insieme agli attori che da anni lavorano con lui, dando vita a novanta minuti di risate continue.

Ad affiancare il regista toscano, lo storico compagno di scorribande, Massimo Ceccherini e la bella e simpatica Benedetta Rossi. Medici, carabinieri e camerieri sono solo alcuni dei personaggi che si alternano in Non ci resta che ridere, che ha come filo conduttore ciò che accomuna tutti i film comici: la risata.”

Non Ci Resta Che Ridere sarà al cinema dal 2 Maggio 2019.

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Homecoming: A Film By Beyoncé – Da Oggi Su Netflix

Da oggi è disponibile su Netflix Homecoming: A Film By Beyoncé, un film interamente dedicato alla celebre performance di Beyoncé in occasione del Coachella Music Festival del 2018, un omaggio ai college e alle università storicamente frequentate da persone di colore negli Stati Uniti (HBCU).

Partendo dal concetto creativo all’origine dello show, talmente grande da generare un movimento culturale, Homecoming rivela il percorso emotivo dietro a questa incredibile performance tramite immagini straordinarie e interviste di approfondimento.

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Homecoming è anche un album live  disponibile sempre da oggi in digitale per Parkwood Entertainment e Columbia Records.

 

In qualità di prima donna di colore ad aprire il Coachella Festival, in Homecoming Beyoncé omaggia i visionari rappresentanti della cultura afroamericana che sono stati per lei fonte d’ispirazione, tra cui gli alunni HBCU Toni Morrison e Alice Walker, l’attivista Marian Wright Edelman e i ricercatori W.E.B. Du Bois, oltre a luminari della cultura come Nina Simone, Maya Angelou, Chimamanda Ngozi Adichie e Audre Lorde. Alla base del desiderio di Beyoncé di celebrare l’importanza delle HBCU suo padre Mathew Knowles, alunno della Fisk University.

 Girato nel corso di otto mesi, il film segue la star della musica mondiale nel momento in cui torna sul palco dopo la nascita dei suoi gemelli, prestando particolare attenzione alla sua preparazione personale. La rivoluzionaria performance ha richiesto quattro mesi di prove musicali, seguite da quattro mesi di prove di danza, che hanno coinvolto oltre 150 musicisti, ballerini e personalità creative – tutti scelti in prima persona dall’artista stessa.

Nel destreggiarsi tra due ruoli, regista sia della sua live performance che del film che ha ripreso il processo che porta alla sua realizzazione, Beyoncé ha affermato:

«È stato uno dei lavori più difficili che abbia portato a termine ma sapevo che dovevo spingere me stessa e il mio team oltre i limiti, l’obiettivo era il passaggio da fantastico a leggendario. Sapevamo che niente del genere era mai stato realizzato in un festival musicale, la performance doveva essere iconica, oltre ogni possibile paragone. Lo show era un omaggio ad un’importante parte della cultura afroamericana. Doveva essere fedele per chi già conosceva la sua storia, ma al tempo stesso divertente e illuminante per le persone che invece avevano ancora bisogno di imparare. Durante la realizzazione del film, raccontando questa storia una seconda volta, il proposito è rimasto esattamente lo stesso».

Molti cantanti e ballerini del cast sono stati studenti HBCU, cresciuti nella tradizione delle marching band tipiche di questi istituti e si sono uniti al gruppo di performer che si esibiscono al fianco di Beyoncé da anni. Dal documentario emergono l’intensità delle prove di danza e il talento di questi artisti, è inoltre possibile assistere al viaggio personale che li porta dall’essere normali studenti HBCU all’esibizione, che non dimenticheranno mai in tutta la loro vita, su un palco importantissimo e dall’alto valore storico come quello di Beyoncé.

«Moltissime persone con grande ricchezza culturale e intellettuale sono diplomate alle HBCU, tra loro anche mio padre», racconta Beyoncé nel film, «c’è qualcosa di incredibilmente importante all’interno dell’esperienza HBCU, che deve essere celebrato e protetto».

Come premio per i fan, nel film è presente sui titoli di coda la versione di Beyoncé di “Before I Let Go” di Frankie Beverly e Maze, un classico R&B del 1981, che viene spesso proposto ai giochi delle HBCU.

Set List

“Crazy In Love”

“Freedom”

“Lift Ev’ry Voice And Sing”

“Formation”

“Sorry”/”Me, Myself and I”

“Kitty Kat”

“Bow Down”

“I Been On”

“Drunk In Love”

“Diva”

“Flawless” (Remix)

“Feeling Myself”

“Top Off”

“7/11”

“Don’t Hurt Yourself”

“I Care”

“Partition”

“Yoncé”

“Mi Gente (Remix)”

“Mine”

“Baby Boy”

“You Don’t Love Me (No, No, No)”

“Hold Up”

“Countdown”

“Check On It”

“Déjà Vu”(featuring JAY-Z)

“Run the World (Girls)”

“Lose My Breath” (featuring Kelly Rowland and Michelle Williams)

“Say My Name” (featuring Kelly Rowland and Michelle Williams)

“Soldier” (featuring Kelly Rowland and Michelle Williams)

“Get Me Bodied” (With Solange Knowles dancing)

“Single Ladies (Put a Ring on It)”

“Love On Top”

Homecoming: A Film By Beyoncé è diretto e prodotto dalla stessa Beyoncé Knowles-Carter, aiutata alla regia dal collaboratore di lunga data Ed Burke. Steve Pamon e Erinn Williams sono produttori esecutivi.

La Redazione

Comunicato e materiali stampa: Netflix Italia

X-Men: Dark Phoenix – Il Nuovo Trailer E Le Immagini Del Film

È online il nuovo trailer per l’ultimo film dedicato agli X-Men, X-Men: Dark Phoenix, diretto da Simon Kinberg e in arrivo nelle sale italiane dal 6 Giugno.

Di seguito le immagini, la sinossi e il poster del film distribuito da 20th Century Fox.

Sinossi

“La telepate Jean Grey (Sophie Turner) sviluppa incredibili poteri psichici che corrompono la sua mente, trasformandola nella terribile Fenice Nera. Gli X-men alle prime armi, Ciclope (Tye Sheridan), Tempesta (Alexandra Shipp),Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee) e Quicksilver (Evan Peters) uniscono le forze con l’indomita Mystica (Jennifer Lawrence) e l’imprevedibile Magneto, ora a capo di un gruppo di mutanti dell’isola di Ganosha, per salvare la vita della loro amica.” 

X Men Dark Phoenix - Locandina

Nel cast della pellicola Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence, Alexandra Shipp, Tye Sheridan, Nicholas Hoult, Evan Peters e Michael Fassbender.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: 20th Century Fox

Star Wars – Le Prime Immagini Dell’Episodio IX Dalla Celebration

Si sta svolgendo in questi giorni a Chicago la Star Wars Celebration, il più grande raduno al mondo per tutti gli appassionati della saga.

Prima di presentare il nuovo trailer, sul palco della Celebration sono state mostrate le prime immagini dell’Episodio IX, che ora sappiamo chiamarsi The Rise Of Skywalker.

Assieme al regista J.J. Abrams e al Presidente della Lucasfilm, Kathleen Kennedy, anche Daisy Ridley, John Boyega, Kelly Marie Tran, Oscar Isaac, Billy Dee Williams, Naomi Ackie, Joonas Suotamo e Anthony Daniels insieme ai droidi R2-D2, BB-8 e la new entry robotica, D-0.

Star Wars: Episodi XI – The Rise Of Skywalker sarà nelle sale italiane dal 18 Dicembre.

Laura Silvestri

Materiali Stampa e Immagini: Disney/Lucasfilm, LA Times, Time Magazine, IGN

 

 

Star Wars – Svelati Titolo E Teaser Trailer Dell’Episodio IX

Svelati finalmente il titolo e il primo teaser trailer di Star Wars: Episodio IXLa pellicola diretta da J. J. Abrams si chiamerà Star Wars: The Rise Of Skywalker e uscirà nelle sale a Dicembre 2019.

Nel cast del film distribuito dalla Disney anche Daisy Ridley, Oscar Isaac, John Boyega, Adam Driver, Matt Smith, Keri Russell, Mark Hamill, Lupita Nyong’o, Richard E. Grant, Domhnall Gleeson, e Kelly Marie Tran. Nella pellicola apparirà anche un omaggio a Carrie Fisher.

Laura Silvestri

Trailer: JoBlo Movie Trailers

Wonder Park – La Recensione

L’Immaginazione Che Non Sempre Funziona

La piccola June ha una fervida immaginazione, e adora passare il tempo progettando il parco divertimenti dei suoi sogni con l’aiuto della madre. La mamma, però, si ammala gravemente, e la bimba perderà la voglia di sognare. Ma proprio allora si renderà conto che “Meravigliandia” è più reale di quanto possa immaginare…

Ormai non si contano più le storie che fanno dell’elaborazione del lutto, della mancanza o della tristezza in relazione ai bambini, il loro fulcro. A volte possono risultare efficaci, a volte un po’ meno; questo può essere definito senza paura uno di quei casi meno riusciti.

Targato Paramount Pictures, insieme a Nickelodeon, Wonder Park ci racconta di June, una bambina vivace, con tanta immaginazione e tante idee, che si diverte ad immaginare il suo parco dei divertimenti personale insieme alla mamma; la mamma, dal canto suo, la asseconda di buon grado, incredibilmente accondiscendente anche quando la figlia ne combina di tutti i colori, distruggendo i vialetti di mezzo vicinato.

Questo parco, Meravigliandia, lo hanno immaginato nei minimi particolari, tanto da costruirne un plastico con mappa annessa. Non mancano ovviamente le attrazioni e, soprattutto, il suo “personale”: un gruppetto singolare di bizzarri animali antropomorfi.  Peanut, lo scimpanzè che con il suo pennarello crea le spettacolari attrazioni, ispirato dalla voce della madre di June; Boomer, l’orso blu addetto all’accoglienza; Greta, la posatissima femmina di cinghiale, ed infine Cooper e Gus, gli scalmanati castori addetti alle riparazioni.

Un giorno la mamma sembra stare molto male, e possiamo evincere che tratti di una malattia parecchio grave, addirittura terminale, e che le giornate della bimba cambieranno drasticamente. Mentre la madre è costretta a partire per potersi curare, June assume un atteggiamento preoccupantemente apprensivo, specialmente verso il padre (fino ad ora abbastanza in secondo piano) e sembra rinnegare tutto ciò che riconduce al divertimento, la spensieratezza, e soprattutto al luna park; per farla svagare viene mandata alla gita scolastica in montagna a cui lei rinuncerebbe volentieri, tanto da scappare alla prima occasione utile. 

Una volta finita da sola nel bosco fa una scoperta eccezionale: Meravigliandia, il parco che si era divertita così tanto ad immaginare insieme alla mamma, esiste davvero! Così incontra Peanut e compagni, e tutto sembra volgere al meglio… Ma c’è un problema: nessuno visita più il luna park, e una nuvola scura e minacciosa incombe nel cielo – minacciosa, poi, relativamente, a giudicare dall’accattivante colore fucsia/violaceo della nube, ma non è certo questo il punto focale -. A peggiorare la situazione è l’armata di feroci pupazzetti pronta a distruggere tutto ciò che incontrano.

È a dir poco scontato che sarà compito della ragazzina fare in modo che le sorti di Meravigliandia si risollevino, così come è scontato il legame tra la desolazione ormai imperante e la forte paura di dover perdere qualcuno caro. Purtroppo, il problema principale di questo racconto di formazione sta nel fatto che, non solo non si riesce ad intravedere della vera genuinità infantile, ma oltretutto si attua una vera mancanza di rispetto nei confronti delle capacità elaborative dei piccoli spettatori. È presente un bel messaggio riguardante l’importanza di non spegnere mai la propria creatività e la propria fantasia, certo, ma non tutte le discrepanze e tutti gli espedienti al limite del ridicolo – atti ad addolcire il tono – possano essere perdonati dall’uso della creatività.

Nonostante il buon uso dell’animazione e la buona costruzione di alcune scene più movimentate, non si può dire che rimarrà tra quei film animati cult nell’ambito della narrativa infantile.

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Wonder Park è al cinema dall’11 Aprile.

Cristiana Carta

Info

Titolo originale: Wonder Park

Durata: 85’

Data di Uscita: 11 Aprile 2019

Regia: Dylan Brown

Con: 

(voci originali) Brianna Denski, Ken Hudson Campbell, 

Jennifer Gardner, Matthew Broderick, 

Mila Kunis 

(voci italiane) Lucrezia Roma, Marco Mete,

 Eleonora De Angelis, Gigi&Ross, 

Domitilla D’Amico, Francesco Facchinetti

Distribuzione: 20th Century Fox

Hellboy – La Recensione

Una Ricetta Da Rivedere

Nimue, una strega dai terribili poteri – denominata anche La Regina di Sangue – sta per risorgere, e brama vendetta contro l’umanità. Sarà compito di Hellboy, l’eroe demoniaco, e del BPRD (Bureau of Paranormal Research and Defense) impedire che ciò accada.

David Harbour stars as ‘Hellboy’ in HELLBOY.
Photo Credit: Mark Rogers.

David Harbour veste i panni del detective dalle origine demoniache, Hellboy, nell’omonimo reboot del lungometraggio del 2004 diretto, all’epoca, da Guillermo Del Toro, a sua volta tratto dalle avventure scritte e disegnate da Mike MignolaNeil Marshall raccoglie quindi il testimone dal regista messicano, dando vita a una pellicola confusionaria e sovraccarica, seppur d’intrattenimento.

Voci (non tanto) di corridoio vogliono un Marshall vittima della prepotenza dei produttori Lawrence Gordon e Lloyd Levin, un Harbour un po’ diva, l’oscuro licenziamento del precedente direttore della fotografia (Sam McCurdy) e varie riscritture della sceneggiatura. In più, un contenzioso riguardante… Un albero.

Ma vere o non vere, confermate o smentite, tali affermazioni sono sintomo di una generale disorganizzazione che sembra contraddistinguere anche il prodotto finale, e che proietta Hellboy a grande distanza dal successo sperato.

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Il problema principale risiede nel voler concentrare in 120 minuti una quantità spropositata di idee, elementi, mitologie, e scene splatter – per lo più decisamente gratuite, malgrado il genere del film -, senza però trovare la modalità giusta per riuscire nell’impresa. Un po’ come quando ci si trova davanti una serie di ingredienti per preparare il pranzo e, nel dubbio, li si butta tutti in padella… “Viene come viene”.

Nonostante il coinvolgimento dello stesso Mignola nella stesura della sceneggiatura – basata su un mix di diverse storie della serie a fumetti – la pellicola non ha una direzione precisa, e il montaggio caotico diventa complice nella creazione di una vera e propria accozzaglia.

I dialoghi, o almeno le frequenti battutine proferite dai personaggi principali, rendono più masticabile la ciambella che, altrimenti, sarebbe stata alquanto cingommosa. Anche le teste mozzate – sarete sorpresi (o forse no?) di appurarne una quantità davvero ingente – forniscono al film quell’aria comicamente grottesca che lo aiuta a risollevarsi e a restare in piedi nonostante la “sbronza”.

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Sul piano dei personaggi, non troviamo l’eccellenza, soprattutto se prendiamo in considerazione la Nimue interpretata da una sempre stupenda – ma forse qui poco graffiante – Milla Jovovich, che si rivela essere un villain di esiguo spessore, già visto e rivisto in innumerevoli casi.

Ma se facciamo un piccolo calcolo, il bilancio relativo a questa categoria è tutto sommato positivo: l’Hellboy di David Harbour si lamenta parecchio e le prende da mattina a sera, ma se ne apprezzano il sardonico humor e la sua voglia di riscattare i non-umani, i “mostri” come visti da una società che, in realtà, è ancor più mostruosa di loro; gradevole – ma lontano dall’essere iconico come il Professor Broom del compianto John Hurt – Ian McShane, e fanno entrambi un buon lavoro Sasha Lane Daniel Dae Kim nei rispettivi ruoli.

Un ritmo meno forsennato, una scrittura più precisa e più dedita alla caratterizzazione della storia e dei dettagli, piuttosto che ad aggiunte superflue e all’azione indiscriminata, avrebbero forse potuto aiutare Hellboy ad essere “il blockbuster prima degli Avengers” – con l’arrivo di Avengers: Endgame nelle sale tra meno di quindici giorni, il titolo di cinecomic del 2019 era pressoché già assegnato -, ma nella sua forma attuale, la ricetta della pellicola avrebbe bisogno di ulteriori revisioni.

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Distribuito da M2 Pictures, Hellboy è nelle sale italiane dall’11 Aprile.

Laura Silvestri

 

Info

Titolo originale: Hellboy

Durata: 120'

Data di Uscita: 11 Aprile 2019

Regia: Neil Marshall

Con:

David Harbour, Milla Jovovich, 

Ian McShane, Sasha Lane, Daniel Dae Kim

Distribuzione: M2 Pictures