Doom Patrol – La Recensione

Eroi per caso

Nel caso in cui non fossero bastati circa 120 minuti per affezionarvi ai nuovi supereroi più disadattati del mondo dello streaming, siate certi che l’ascolto di Lazarus nei minuti finali della seconda puntata di Doom Patrol vi farà ricredere. Abbandoniamo per un momento le note dolenti di Dawid Bowie, riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro. 

A partire dal 7 Ottobre, Amazon Prime Video arricchirà il proprio catalogo attraverso la distribuzione della prima stagione di Doom Patrol. La serie è uno spin-off di Titans, è stata prodotta da Greg Berlanti e segue le vicende di un gruppo di supereroi e di metaumani che vengono emarginati non tanto per il loro potere quanto per il loro aspetto. La Doom Patrol è composta da Robotman, Negative Man, Elasti-Woman, Crazy Jane e Cyborg: il primo è un ex pilota di auto da corsa, il cui cervello è stato innestato in un corpo robotico dopo che un incidente ha distrutto il suo; Negative Man è stato investito da un flusso di energia negativa e vive avvolto tra le bende; Elasti-Woman è un’ex attrice che è stata esposta ad un gas tossico e ha sviluppato il potere di allungarsi, rimpicciolirsi e di assumere strane forme – tra cui quella di un peculiare blob melmoso -; Crazy Jane ha 64 personalità distinte, ognuna delle quali ha un suo superpotere; infine, Cyborg è mezzo umano e mezzo macchina. 

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La carne al fuoco è tanta ma, nonostante ciò, le prime due puntate dello show riescono a muoversi con particolare abilità tra le vestigia tragiche di Titans ed i toni canzonatori di Deadpool, senza mai dimenticare il seminale Watchmen di Zack Snyder. Doom Patrol è narrata dal personaggio che si scoprirà essere il villain della serie e utilizza l’abbondante libertà espressiva con l’obiettivo di alleggerire i toni crepuscolari affidandosi alle sue battute argute e divertenti. 

Entrando nel dettaglio, il primo episodio, Pilot, presenta il gruppo di supereroi. Cliff Steele (aka Robotman) è interpretato da Brendan Fraser che, grazie al suo aspetto poco curato e al tono di voce particolarmente caratterizzato, riesce a conferire un autentico spessore emotivo al suo personaggio. Probabilmente, Steele è il più umano tra i caratteri portati in scena durante questi due primi episodi. Oltre ad ogni sensazione umana legata ai cinque sensi, l’uomo ha perso anche la memoria e prova a ricostruire il proprio passato ed i rapporti con la sua famiglia. Il resto dei primi 60 minuti trascorre in modo abbastanza manualistico, concedendo ad ogni personaggio il palcoscenico e gettando un po’ di scompiglio nei confronti di questa struttura abbastanza macchinosa attraverso la creazione di una serie di situazioni peculiari che contribuiscono a creare quell’atmosfera di eccentricità che, in fin dei conti, rende l’episodio più che godibile. 

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Il secondo episodio, Donkey Patrol, approfondisce il lato più strano e doloroso legato al dono dei superpoteri. Mai come altrove, infatti, i protagonisti di questa serie del DC Universe subiscono i lati negativi delle loro capacità, che ridefiniscono i loro caratteri per analogia o contrappasso. Il conflitto interiore che mina le psicologie del gruppo si allarga a dismisura e si trasforma in un gigantesco buco nero che minaccia di inghiottire le vite dei personaggi. 

Il risultato raggiunto da questi primi due episodi è buono. Se dal terzo episodio in poi, la serie riuscirà a contenere la deriva estetizzante e a favorire ulteriormente l’identificazione tra personaggi umani (troppo umani) e gli spettatori, senza dubbio, potremo dire che di passi avanti ne sono stati fatti. Porre l’obiettivo, appunto, su Lazarus, come suggerisce il finale della seconda puntata, nasconde in sè la chiave per la costruzione di un racconto in grado di evolversi. Altrimenti, ci troveremo alle prese con uno show dalla spiccata weirdness che riesce a fondere problemi esistenziali e momenti canzonatori senza mai scavare davvero nel dramma umano dei personaggi. Insomma, nulla di particolarmente originale sul fronte supereroi. 

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Matteo Marescalco

Info

Titolo originale: Doom Patrol

Durata: 58' x ep

Data di uscita: 7 Ottobre 2019

Regia: Glen Winter, Dermott Downs

Con: 

Diane Guerrero, April Bowlby, 

Joivan Wade, Alan Tudyk, 

Matthew Zuk, Riley Shanahan, 

Timothy Dalton, Brendan Fraser

Distribuzione: Amazon Prime Video

X-Men: Dark Phoenix – La Recensione

Dalle Ceneri, Risorge

Durante una missione nello spazio, Jean viene travolta da una misteriosa energia che troverà dimora all’interno del suo corpo, rendendola estremamente  potente, ma anche altrettanto pericolosa. L’incolumità di Jean, dei suoi compagni e del resto della popolazione è a rischio, e tocca agli X-Men trovare una soluzione… Se c’è. 

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Come l’araba fenice che risorge dalle sue ceneri, così accade per la saga degli X-Men. Sia per quanto riguarda la trilogia originale, sia per quanto concerne quella prequel, il terzo capitolo – rispettivamente X-Men: Conflitto Finale e X-Men Apocalypse – è stato quello meno apprezzato da pubblico e critica (a ragione). Ma, fortunatamente, X-Men: Dark Phoenix è qui per chiudere con onore l’era X-Men/Fox.

Le premesse non sembravano essere delle migliori, dati i reshoot e i continui cambi di data d’uscita del film, ma ora possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo.

La pellicola diretta da Simon Kinberg ritrova infatti quel tepore caratteristico di First Class e Giorni Di Un Futuro Passato, lo stesso che ci ha fatto affezionare ai personaggi in quelle istanze – come anche nel primo X-Men – e che è stato registrato come quasi totalmente assente in Apocalypseassicurandoci l’accesso emotivo alle vicende narrate.

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«Adoro questi personaggi. Sono cresciuto leggendo le loro storie nei fumetti» afferma Kinberg, finora solo sceneggiatore e produttore dei film sui mutanti «La transizione che mi ha portato sulla sedia da regista per me è stata molto fluida, principalmente grazie a questi ragazzi fantastici con cui ho avuto il piacere di lavorare. […] È come se stessi lavorando con la mia famiglia» racconta il regista in collegamento streaming. E si nota la sintonia con l’ambiente circostante e la storia in un film che lui stesso definisce “diverso” rispetto agli altri X-Men «È più drammatico, crudo, reale».

Sotto questo aspetto gli si può dar ragione, vista anche la morte – ampiamente preannunciata, anche in fase promozionale – di uno dei membri originali della saga. Non solo, ma in Dark Phoenix veniamo a conoscenza del “lato oscuro” di diversi personaggi, oltre a quello della titolare Fenice/Jean Grey (Sophie Turner). Hank/Bestia (Nicholas Hoult) e soprattutto il Professor X (James McAvoy) si dimostreranno più che umani nel loro cedere alle emozioni meno edificanti, nel loro voler sistemare le cose grazie ai poteri di cui sono dotati.

E se di potere dobbiamo parlare, non possiamo non fare riferimento all’emblematica battuta pronunciata da Mystica/Jennifer Lawrence che diverrà presto una delle più celebri del film: «Siamo sempre noi donne a salvare gli uomini, alla fine. Dovremmo chiamarci X-Women».

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«Credo sia fantastico il fatto che Jean non sia solo il personaggio centrale del film in quanto mutante incredibilmente potente, ma anche in quanto essere umano con dei difetti, capace di mostrare vari aspetti ed evoluzioni di sé, un personaggio a tutto tondo. Credo che questa sia una rappresentazione fedele dell’essenza di una donna» sostiene Sophie Turner, che nel frattempo fa notare come persino il personaggio interpretato dalla Chastain, nonostante le intenzioni poco amichevoli, cerchi di spronare Jean a raggiungere il suo più grande potenziale.

Ma quello che X-Men: Dark Phoenix fa meglio, e che richiama anche momenti precedenti della saga, è riunire sullo schermo i componenti del team e le loro abilità, come nelle scene di lotta dell’ultimo atto. Rafforzando i legami tra i vari personaggi sia attraverso i dialoghi, sia attraverso le scene d’azione, Dark Phoenix riesce a far tornare la banda sul palco per un ultimo encore.

E anche se non abbiamo potuto vedere Jackman un’ultima volta nei panni di Logan/Wolverine – dopotutto, come sostenuto anche da Kinberg, avrebbe stonato in questo contesto, vista la relazione tra Wolverine e Jean -, la pellicola non ci ha lasciato certo con l’amaro in bocca.

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X-Men: Dark Phoenix sarà nelle sale dal 6 Giugno.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: X-Men: Dark Phoenix

Data di Uscita: 6 Giugno 2019

Durata: 106'

Regia: Simon Kinberg

Con:

Sophie Turner, James McAvoy,

Michael Fassbender, Jessica Chastain,

Tye Sheridan, Nicholas Hoult

Jennifer Lawrence, Alexandra Shipp

Evan Peters

Distribuzione: 20th Century Fox



Avengers: Endgame – Considerazioni SPOILER sul film

Never Before, Never Again

È giunto il momento di parlarne.

Avengers: Endgame, il film culmine di un universo cinematografico composto da lungometraggi, serie tv, corti, fumetti e webseries è finalmente approdato nelle sale di tutto il mondo, sbaragliando ogni botteghino e conquistando record su record.

Il Film

Dopo che Thanos ha portato a compimento la sua “pietà”, le sorti dell’universo sono ora nelle mani dei Vendicatori originali e di pochi altri (Nebula, Captain Marvel, War Machine, Okoye e Rocket Racoon), ma la soluzione tarda ad arrivare.

Anche l’aver riportato Tony e Nebula sulla Terra – si ringrazia Captain Marvel per il servizio Taxi Stellare – non basta, e nonostante la presenza di un nuovo, strabiliante alleato (Carol), gli Avengers non riescono ad annullare gli effetti dello snap – Thor uccide Thanos in preda alla rabbia e alla frustrazione, ma questi si era già sbarazzato delle Gemme, rendendo di fatto inutile qualunque altra azione -. Saranno necessari altri cinque anni prima che si ripresenti anche solo la possibilità di sistemare le cose.

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Fortuna (o destino?) vuole che Scott Lang, finora rimasto intrappolato nel Regno Quantico, riesca a venirne fuori, e che una volta resosi conto della situazione, sia in grado di offrire una possibile soluzione: viaggiare attraverso lo spazio-tempo nel Regno Quantico – grazie all’aiuto delle Particelle Pym – per recuperare le Gemme e costruire con queste un secondo Guanto dell’Infinito in grado di riportare indietro le vittime della decimazione.

Secondo le regole interne al film, esposte in alcune scene chiave da Bruce/Hulk, tornare indietro nel tempo e agire nel passato non modificherà gli eventi futuri della corrente linea temporale, previa restituzione delle Gemme non appena terminata la missione. Tutt’al più, come osservato dall’Antico – che rivedremo nel passato, e sarà così gentile da fornire la Gemma del Tempo ai nostri eroi – potrebbero venire a crearsi delle linee temporali alternative (come confermato poi dai Russo).

In questo modo, gli eroi più valorosi della Terra e dello spazio (meno Captain Marvel, che si occuperà di contenere i danni dello snap in altre parti dell’universo) si divideranno in gruppi e cercheranno di ottenere le Gemme tornando a dei precisi momenti del loro passato: New York (2012) per recuperare la Gemma della Mente, quella del Tempo e quella dello Spazio, Asgard nel 2013 per recuperare l’Aether (Gemma della Realtà), Vormir e Morag nel 2014 per impossessarsi della Gemma dell’Anima e del Potere.

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La squadra riesce nell’impresa, ma non senza difficoltà, imprevisti e sacrifici: Loki riesce a impossessarsi della Gemma dello Spazio nel 2012 e a fuggire via con essa, così è richiesto un ulteriore salto nel tempo per ottenerla (anni ’70, New Jersey – Sede dello S.H.I.E.L.D.); Gamora, Thanos e Nebula del 2014 vengono a conoscenza degli eventi futuri a causa di un malfunzionamento dei circuiti di Nebula dovuto alla presenza del suo stesso sistema (la Nebula del futuro) nella medesima linea temporale, portando la Nebula del 2014 a sostituirsi a quella del futuro; Natasha si sacrifica dando la vita per ottenere la Gemma dell’Anima.

Una volta tornati nel futuro/presente, i restanti membri del gruppo mettono a punto il secondo guanto, e Bruce/Hulk decide di incaricarsi del nuovo snap per via della sua affinità con i raggi gamma, gli stessi utilizzati anche nella creazione del guanto. Ma non appena questi cade a terra fortemente provato dallo sforzo sostenuto per l’azione, le conseguenze del loro viaggio nel tempo si palesano: Thanos e i suoi, grazie all’aiuto della Nebula del passato, – infiltratasi, ricordiamo, tra i Vendicatori durante il viaggio di ritorno – arrivano nel presente e distruggono tutto ciò che è in loro potere, incluso il quartier generale degli Avengers.

Inizia una battaglia di epiche proporzioni, dove accade tutto ciò che vi aspettate possa accadere, ma anche molto di più. Thor, Iron Man e Captain America scendono in campo contro Thanos, mentre gli altri cercano di tener testa all’esercito del Titano Pazzo. Clint, Gamora, la Nebula del passato e quella del presente si contendono il Guanto dell’Infinito, con un change of heart finale della Gamora del passato, ora decisa a fermare i piani del padre.

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Tra i momenti più memorabili annoveriamo sicuramente il Capitano che riesce finalmente a brandire Mjolnir (e anche Stormbreaker!) e il ritorno di tutti i personaggi scomparsi per via dello snap, mentre un posto d’onore andrà agli ultimi minuti della battaglia, quel fatidico attimo in cui Tony Stark chiuderà inesorabilmente il cerchio con un terzo snap (per far sparire Thanos e i suoi) e pronuncerà la frase che ha dato il via a tutto: «Io sono Iron Man».

A seguire i momenti più emozionanti della pellicola arrivano però altre scene altrettanto determinanti: dopo il funerale di Tony, un Thor ormai diverso da quello che avevamo conosciuto finora – ma più consapevole rispetto a come ci è stato presentato in gran parte del film, ovvero dopo essersi lasciato andare in preda alla disperazione – cede a Valkyrie il trono di New Asgard (il nuovo insediamento terrestre degli Asgardiani sopravvissuti alla distruzione del pianeta), partendo con i Guardiani della Galassia alla volta di nuove avventure, mentre Steve torna ancora una volta indietro nel tempo per rimettere al loro posto le Gemme. Dovrebbe trattarsi di pochi secondi, almeno per quanto riguarda la percezione del tempo di chi rimane all’esterno del Regno Quantico, ma Rogers non fa ritorno al punto d’incontro stabilito.

Invece poco più in là, su una panchina, appare di spalle una figura: è uno Steve Rogers ormai anziano, che ha vissuto un’ulteriore esistenza – diversa da quella che tutti conosciamo – ed è ora pronto a consegnare lo scudo del Capitano ad uno più che stupito Sam Wilson.

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Si chiude così l’atto finale di una storia iniziata nel lontano 2008, e conclusasi – almeno in parte – con la dipartita di due dei Vendicatori originali (Vedova Nera e Iron Man), e con il passaggio di testimone da un Captain America a un altro.

Riflessioni Sulla Pellicola

Prima di ogni altra cosa è bene specificare che le riflessioni, le considerazioni e i pensieri qui esibiti appartengono a chi scrive, e sono esattamente questo. Non verità assolute, né pretese di esserlo.

Cosa non ci ha convinto

Detto questo, permetteteci di affrontare in prima istanza la questione più “scottante”, che persino gli stessi registi e sceneggiatori, almeno stando alle loro dichiarazioni in alcune interviste, sembrano non avere esattamente chiara: le ramificazioni delle decisioni di Captain America nei momenti conclusivi del film.

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Secondo quanto affermato nella diegesi, rimettendo al loro posto le gemme, non vi saranno conseguenze per la timeline principale. Ma le domande su cosa accadrebbe se un personaggio fondamentale come Cap decidesse di tornare nel ’45 e vivere lì il resto della sua vita sono assolutamente legittime. Il nostro eroe manterrà l’identità di Steve Rogers e di Captain America? O cambierà nome e si dissocerà da tutto? Agirà in un qualche modo per prevenire o modificare gli eventi futuri di cui è a conoscenza? O lascerà che tali eventi facciano il loro corso? Che ne sarà del marito di Peggy Carter menzionato in Captain America: The Winter Soldier (e dei loro discendenti), o di tutto ciò che è accaduto in Agent Carter – soprattutto ora che la serie ha ricevuto una legittimazione da parte dei film con la presenza di James D’Arcy nei panni di Edwin Jarvis – ? Cosa accadrà al Captain America ancora bloccato nel ghiaccio? Sarà lui lo Steve che andrà avanti col diventare un Avenger e salvare più volte il mondo, fino al punto da ritrovarsi nella stessa identica situazione dell’attuale Captain America? O si è davvero venuta a creare una realtà alternativa?

Come vedete, la questione è più intricata di quanto possa sembrare sul momento, per non parlare del fatto che la scelta in sé di farsi una vita nel passato, abbandonando tutto e tutti nel proprio presente, stride fortemente con gli ideali dello Steve Rogers che abbiamo conosciuto e amato fino ad ora. Al di là della dolcezza e del romanticismo dietro essa, che non vogliamo certo mettere in discussione, ci sono svariate ragioni per cui una tale direzione si possa definire Out Of Character per il personaggio di Captain America, e noi ve ne vogliamo ricordare qualcuna con l’aiuto del web.

Questione di coerenza

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Fonte Immagine: Reddit

Una nuova famiglia

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Design Credits: Kumar Sonu
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Fonte Immagine: your local bucky, natasha, wanda, and carol stan su Pinterest
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Image Credits: VictorVonDoom

Bucky

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Fonte immagine: Grace Clarke su Pinterest

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Fonte Immagine: Google Immagini

Nuovi percorsi intrapresi

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Fonte Immagine: Marvel Studios

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Fonte immagine: Google immagini

Consapevolezze

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Lo Steve che ha affrontato un percorso del genere, perdendo sì tanto, ma guadagnando anche qualcosa che certo di poco valore non è (gli Avengers, Bucky, un nuovo scopo, una moltitudine di persone da proteggere e su cui vegliare), non avrebbe mai abbandonato tutto per tornare a una vita che si era ormai lasciato alle spalle – da Age of Ultron in poi, lo abbiamo visto acquisire sempre più consapevolezza al riguardo -.

E mentre la scelta di passare lo scudo a Sam è forse stata discussa (?) da Steve e Bucky prima che avesse luogo il passaggio di testimone, non si può biasimare chi non ha particolarmente gradito che l’amico di sempre, colui che nonostante abbia avuto una vita carica di sofferenza, ha saputo uscirne e a mostrare il proprio valore in più occasioni, sia stato “bypassato” in questo modo. Soprattutto visto il misero screen-time a lui dedicato negli ultimi due film (e dire che i Russo e gli M&M avevano fatto un ottimo lavoro finora con il suo personaggio). Non che Sam non sia degno, anzi. Ma l’amaro in bocca per non aver avuto la possibilità di vedere, almeno per poco, Bucky Barnes nei panni di Captain America resta comunque.

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In ultimo, cosa sarà accaduto in fase di restituzione delle varie gemme? Ci piacerebbe saperlo, soprattutto in merito alla Gemma dell’Anima, dato l’inevitabile incontro con il suo guardiano.

Ma passiamo al secondo dei Vendicatori che sentiamo non abbia ricevuto il trattamento più adeguato: Thor.

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E no, non ci stiamo “lamentando” solo perché qui ha la panza, detta in maniera molto colloquiale. L’idea è anche abbastanza intrigante, in realtà: un Dio che si fa prendere a tal punto dal senso di colpa per aver fallito e che si lascia andare fino a trascurarsi completamente, tanto da diventare lo spettro di quello che era in tempi migliori, è sicuramente allettante. La decostruzione del personaggio, in fondo, è l’operazione chiave di Thor: Ragnarok e Avengers: Infinity War, e abbiamo amato come è stata portata avanti in questi due fim. Ma il troppo si sa, stroppia, e in Avengers: Endgame questo concetto,  portato palesemente al suo limite, finisce col risultare eccessivamente caricaturale. Per evitare ciò, non sarebbe forse bastato tirarla un po’ meno per le lunghe? Non vediamo comunque l’ora di scoprire cosa riserverà il futuro al Dio del Tuono e ai suoi nuovi compagni d’avventura.

Natasha.

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Il sacrificio di Vedova Nera è stato uno dei momenti più toccanti e significativi della pellicola, e ci ha rattristato vedere come sia stato indirizzato soltanto appena dopo l’accaduto, e con qualche parola in fase di chiusura da Clint e Wanda. Gli sceneggiatori hanno dichiarato che un funerale non sarebbe stato nel suo stile, ma ci permettiamo umilmente di dissentire; un altro paio di battute almeno le avrebbero anche potute dedicare a quello che può essere giustamente definito il “collante” del gruppo (ricordiamo che oltre ad essere un elemento di importanza cruciale nei film sui Vendicatori, Natasha ha un ruolo rilevante anche in Iron Man 2 e ancor di più in Captain America: The Winter Soldier e Captain America: Civil War). Gli Avengers erano la sua famiglia, dopotutto.

Captain Marvel

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Semplicemente, visti il clamore e l’anticipazione che hanno preceduto il suo arrivo tra i ranghi dei Vendicatori, ci aspettavamo di vederla di più, e che la sua presenza avesse un maggiore impatto nella pellicola.

Infine, abbiamo ancora delle perplessità sulle logiche relative ai viaggi nel tempo e alle loro conseguenze. Ma qui ci conviene forse attendere (magari continuando testardamente a teorizzare nel frattempo) le prossime uscite del MCU per constatarne gli effettivi sviluppi.

Cosa abbiamo amato

Beh, tutto il resto.

Sul piano tecnico, Alan Silvestri si rende fautore di un’altra impeccabile e travolgente colonna sonora, regalandoci ancora una volta emozioni uniche, ma allo tempo incredibilmente nostalgiche, con le ormai iconiche note dedicate ai Vendicatori.

Trent Opaloch conferma il suo talento e l’attitudine per lo stile Marvel con una fotografia più cupa rispetto a Infinity War, ma decisamente adatta all’occasione, mentre  si ringraziano gli hair stylist di Jeremy Renner e Scarlett Johansson per l’ottimo lavoro: ok i modelli perfetti su cui dovevano lavorare, ma hanno reso cresta e capelli bicolore dei nuovi must. E non siamo neanche dovuti tornare indietro nel tempo agli anni ’90 perché ciò fosse possibile!

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Immancabile la lode agli attori che, dal 2008 a oggi, hanno saputo rendere più che reali, più che tangibili i loro personaggi: dal primo all’ultimo – fare qualche nome per lasciarne fuori altri cento non sarebbe giusto – sono stati in grado di far dire, anche ai più scettici e restii «Loro SONO i ruoli che interpretano».

E nonostante i pasticci di sceneggiatura e le dubbie scelte di regia su cui abbiamo avuto da ridire poco più sopra, bisogna comunque dare ai Russo e a Marcus e McFeely quello che è dei Russo e di Marcus e McFeely.

Avengers: Endgame, con i suoi continui rimandi al passato del MCU e l’inserimento di momenti dalla straordinaria epicità – tra i tanti, la lotta tra Clint e Nat e il sacrificio di quest’ultima, lo scontro Cap del presente vs. Cap del passato, l’incontro tra Tony e Howard, Cap che impugna finalmente Mjiolnir, il ritorno delle vittime dello Snap, la reunion di Tony e Peter, l’intera battaglia finale e l’ultima scena come Iron Man di RDJ – non può non suscitare una vasta gamma di emozioni nello spettatore, ormai parte di quell’universo quasi quanto i personaggi stessi.

Il dolore, la rabbia, il senso di colpa, la frustrazione, lo scoraggiamento, il senso di vuoto che portano avanti gli eroi, rendendoli ancor più umani di quanto non siano mai stati, e la capacità di agire, nonostante tutto, aggrappandosi in ogni modo possibile a quella piccola, flebile fiammella di speranza datagli dall’unico piano attuabile sono tutti dipinti in maniera indelebile nel film, e trasmessi al pubblico in sala assieme alla gioia di ritrovare, in ultimo, quei compagni di viaggio che per undici anni hanno camminato al loro fianco.

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Considerazioni Finali

Avengers: Endgame non è affatto un film perfetto, e sicuramente ha dato e darà adito alle critiche più disparate (più o meno giustificate a seconda dei casi), ma è riuscito in un’impresa mastodontica: risvegliare l’amore e l’entusiasmo per il cinema anche in quei cuori in cui questi giacevano nel sonno più profondo. E se non credete a queste parole, se le ritenete un’esagerazione, date un’occhiata al panorama cinematografico passato, presente e futuro, e cercate gli effetti che non solo Endgame, ma tutta l’operazione dietro il MCU hanno avuto su di esso, creando un fenomeno universale senza precedenti (e di difficile riproduzione).

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: Avengers: Endgame

Durata: 181'

Data di Uscita: 26 Aprile 2019

Regia: Anthony & Joe Russo

Con:

Chris Evans, Robert Downey Jr., 

Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, 

Paul Rudd, Jeremy Renner, 

Mark Ruffalo, Don Cheadle, 

Josh Brolin, Karen Gillan, 

Bradley Cooper, Evangeline Lilly, 

Danai Gurira, Brie Larson 

Distribuzione: Walt Disney Company
Materiale stampa: Disney Italia

X-Men: Dark Phoenix – Il Nuovo Trailer E Le Immagini Del Film

È online il nuovo trailer per l’ultimo film dedicato agli X-Men, X-Men: Dark Phoenix, diretto da Simon Kinberg e in arrivo nelle sale italiane dal 6 Giugno.

Di seguito le immagini, la sinossi e il poster del film distribuito da 20th Century Fox.

Sinossi

“La telepate Jean Grey (Sophie Turner) sviluppa incredibili poteri psichici che corrompono la sua mente, trasformandola nella terribile Fenice Nera. Gli X-men alle prime armi, Ciclope (Tye Sheridan), Tempesta (Alexandra Shipp),Nightcrawler (Kodi Smit-McPhee) e Quicksilver (Evan Peters) uniscono le forze con l’indomita Mystica (Jennifer Lawrence) e l’imprevedibile Magneto, ora a capo di un gruppo di mutanti dell’isola di Ganosha, per salvare la vita della loro amica.” 

X Men Dark Phoenix - Locandina

Nel cast della pellicola Sophie Turner, James McAvoy, Jessica Chastain, Jennifer Lawrence, Alexandra Shipp, Tye Sheridan, Nicholas Hoult, Evan Peters e Michael Fassbender.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: 20th Century Fox

Star Wars – Le Prime Immagini Dell’Episodio IX Dalla Celebration

Si sta svolgendo in questi giorni a Chicago la Star Wars Celebration, il più grande raduno al mondo per tutti gli appassionati della saga.

Prima di presentare il nuovo trailer, sul palco della Celebration sono state mostrate le prime immagini dell’Episodio IX, che ora sappiamo chiamarsi The Rise Of Skywalker.

Assieme al regista J.J. Abrams e al Presidente della Lucasfilm, Kathleen Kennedy, anche Daisy Ridley, John Boyega, Kelly Marie Tran, Oscar Isaac, Billy Dee Williams, Naomi Ackie, Joonas Suotamo e Anthony Daniels insieme ai droidi R2-D2, BB-8 e la new entry robotica, D-0.

Star Wars: Episodi XI – The Rise Of Skywalker sarà nelle sale italiane dal 18 Dicembre.

Laura Silvestri

Materiali Stampa e Immagini: Disney/Lucasfilm, LA Times, Time Magazine, IGN

 

 

Joker – Il Teaser Trailer E Il Poster Del Film

Online il teaser trailer e il poster ufficiale di Joker, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix.

La pellicola distribuita da Warner Bros. è in uscita il 3 ottobre nelle sale italiane.

Nel cast, oltre a Phoenix, Zazie Beetz, Robert De Niro, Frances Conroy, Brian Tyree Henry,  e Brett Cullen, mentre tra i produttori figura anche Bradley Cooper.

Joker è incentrato sulla figura dell’iconico villain ed è una storia originale a sé stante, mai apparsa sul grande schermo. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck (Phoenix), un uomo ignorato dalla società, non è soltanto uno studio crudo del personaggio, ma una storia più ampia che si prefigge di lasciare un insegnamento, un monito.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

Shazam! – la Recensione

Just Say The Word

La vita di Billy Batson – e dell’ennesima famiglia adottiva che lo ha accolto – cambierà drasticamente dopo che il quattordicenne diventerà un supereroe dagli incredibili poteri. E tutto per aver pronunciato una semplice (ma decisamente efficace) parola: Shazam!

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Passato

Durante un viaggio in auto con il padre e il fratello, il giovane Thaddeus Sivana viene improvvisamente trasportato in un luogo misterioso: qui sarà messo alla prova da un bizzarro mago intenzionato a concedere straordinari poteri a chi è in possesso di un cuore puro e buone intenzioni. Ma il ragazzo fallisce il test e viene mandato indietro contro la sua volontà. Il rifiuto sconvolgerà a tal punto Thaddeus, da dar vita ad inaspettate conseguenze.

Presente

Il quattordicenne Billy Batson (Asher Angel) viene affidato a una (l’ennesima) famiglia adottiva dopo essere scappato ancora una volta (l’ennesima) di casa. Il ragazzo sembra essere particolarmente refrattario all’idea di provare anche solo ad ambientarsi e impegnarsi per poter condurre una vita normale, nonostante l’attuale famiglia affidataria non sembri poi così male. Ma il giorno in cui un assurdo mago lo sceglierà come suo erede e gli conferirà poteri inimmaginabili sarà anche quello in cui tutto cambierà, e che segnerà l’inizio di una nuova avventura; un’avventura che lo porterà a vedere il mondo con occhi diversi, e che lo avvierà verso la più spaventosa delle prospettive: crescere (…ma senza troppa fretta!).

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C’è tanto divertimento in Shazam!, e c’è anche tanto cuore.                                                     È questo il commento che viene più spontaneo fare all’uscita dalla sala quando, in preda all’entusiasmo, grandi e piccini indiscriminatamente vorranno gridare a loro volta  (più o meno discretamente) la parola magica… Shazam!

La pellicola diretta da David F. Sandberg è la più recente aggiunta dell’universo cinematografico DC, ma al contrario dei più cupi Man Of Steel e BvS, decide di puntare sulla leggerezza e sull’umorismo, pur trattando tematiche socialmente rilevanti.

Anche se piuttosto distaccato dall’idea di voler portare avanti una ferrea continuità con i precedenti film, Shazam! è stracolmo di riferimenti agli altri abitanti mascherati (e non) del DC Universe, e tra un Cavaliere Oscuro e un Uomo D’Acciaio trova i suoi punti di riferimento per dar vita a nuovo, entusiasmante eroe interpretato da Zachary Levi (alternandosi con Angel nella sua forma adolescenziale).

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Grazie a un giovane cast pieno di talento, e a una sceneggiatura che riesce a sfruttare al meglio i tempi comici e le dinamiche tra i personaggi, Sandberg & Co. rendono accattivante – anche se non in tutte le istanze – un source material non semplice da trasportare in maniera credibile sul grande schermo.

Forse noncuranti – o forse convinti dell’ilarità della propria scelta –  dell’assurdo aspetto/effetto del personaggio di Djimon Hounsou; forse dimentichi – o forse proprio perché memori – del fatto che John Glover + ragazzino insoddisfatto = main villain DC (anche se molto meno convincente che in Smallville); sicuramente speranzosi del fatto che una semplice parola – ripetuta così tante volte da rischiare di stufare, ma mai davvero vicina a tale risultato – possa insediarsi come un riflesso incondizionato nella mente dello spettatore, il team dietro Shazam! sembra aver azzeccato la formula vincente.

Così, tra una prova e l’altra, tra un salvataggio qui e una scaramuccia lì, Billy/Shazam inizia a comprendere ciò che non era stato capace (o semplicemente si rifiutava) di vedere fino a quel momento: crescere è complicato. Bisogna accettare che non sempre la realtà corrisponde alle nostre aspettative. Ma se prestiamo attenzione a chi ci sta intorno e impariamo a fidarci, e ad aprire il cuore e la mente a nuove possibilità, la vita può riservarci delle sorprese davvero niente male.

E poi, basta pronunciare la parola giusta…

Shazam! è al cinema dal 3 Aprile.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: Warner Bros. Italia

 

Info

Titolo Originale: Shazam!

Durata: 132'

Data di Uscita: 3 Aprile 2019

Regia: David S. Sandberg

Con:

Zachary Levi, Asher Angel, 

Djimon Hounsou, Mark Strong

Distribuzione: Warner Bros. Italia