Si è svolta sabato 2 Marzo, nella città di Vasto, l’anteprima di Frontiera, il corto vincitore della diciannovesima edizione dei Premi David Di Donatello.
Il regista, Alessandro Di Gregorio, ha presentato l’opera nella sua città natale, dove ha ricevuto una targa onoraria da parte del sindaco di Vasto, Francesco Menna.
Hanno partecipato all’evento anche Simone Gattoni (produttore del corto), Ezio Abbate (sceneggiatore del corto) e Renata Salvatore (montatrice del corto).
Il cortometraggio è stato prodotto da Kavac Film e Emma Film, ed è stato presentato in precedenza anche a Venezia, in occasione della SIC@SIC, la Settimana Internazionale della Critica.
Di seguito trovate la sinossi del corto come riportata su filmitalia.org
“Un adolescente al primo giorno di lavoro da necroforo e un ragazzo alla prima missione da sommozzatore sono sul ponte di un traghetto diretto a Lampedusa. Non si conoscono, ma quando metteranno piede sull’isola le loro vite cambieranno per sempre: uno dovrà recuperare i corpi dei naufraghi, l’altro li dovrà seppellire, in una sorta di balletto fra la vita e la morte, l’innocenza e la sua perdita.”
Il Sindaco di Vasto, Francesco Menna, consegna la targa onoraria al regista Alessandro Di Gregorio
Il Sindaco di Vasto, Francesco Menna, consegna la targa onoraria al regista Alessandro Di Gregorio
È in uscita oggi al cinema Asterix E Il Segreto Della Pozione Magica, l’ultimo film d’animazione dedicato ai Galli preferiti da tutti, diretto da Louis Clichy e Alexandre Aster.
Tratto dai fumetti targati Hachette Livre, scritti e disegnati da René Goscinny e Albert Uderzo, la pellicola realizzata in computer grafica è stata prodotta da M6 Studios con la collaborazione di Mikros Animation.
Di seguito trovate le immagini, la sinossi, le clip, e il poster ufficiale.
Sinossi
“Panoramix, il mago del villaggio, sta invecchiando. È tempo di trovare un giovane erede a cui tramandare il segreto della pozione magica che dona i super poteri che hanno permesso ad Asterix e Obelix di salvare la loro terra dagli attacchi nemici. Come vuole la tradizione, l’erede sarà maschio…o forse no…”
Immagini
Clip
Poster
Nel cast di Asterix E Il Segreto Della Pozione Magica troviamo, tra gli altri, Christian Clavier, Guillaume Briat e Bernard Alane.
Rick, un ragazzino nella Detroit degli anni ’80, sta entrando a far parte di qualcosa parecchio più grande di lui; le premesse non sono certo buone,con una madre che ha abbandonato la famiglia, un padre che vende armi modificate abusivamente ed una sorella tossicodipendente. Dopo essere diventato informatore dell’FBI, sarà lui a pagare il prezzo più alto, ma soprattutto a rimanere, suo malgrado, nella storia.
Il contesto suburbano di Detroit nel 1984 può sembrare lontano anni luce da quello che la Bigelow ci aveva voluto mostrare, qualche tempo fa, nel film che prendeva il nome della cittadina. Sembrano lontani anni luce quei tremendi anni Sessanta. Macome si suol dire, alcune cose non cambiano mai. Rick Wershe (Richie Merritt) ha solo quattordici anni nell’84, e un padre (Matthew McConaughey) che lo porta alle fiere per poter rivendere armi da sparo abilmente modificate, così da poter guadagnare qualche soldo.
Tra degrado e attività poco lecite, il padre ha sempre cercato di mantenere in piedi un paletto: per quanto scarseggino i soldi, in casa sua nessuno mai si deve permettere di vendere droga; tanto più visto che la disastrata sorella maggiore di Rick (Bel Pouley) ha enormi problemi di dipendenza. Tutto ciò che vuole Richard Sr. è racimolare il tanto che basta per poter aprire una videoteca, e finalmente sistemare le cose. I federali, intanto, conoscono molto bene i giri del padre, e pensano bene di fare una proposta a Rick…
Quello che gli viene chiesto è assurdo e inaudito: il ragazzo dovrebbe infiltrarsi per loro niente meno che nelle partite di droga più grosse,come spacciatore, e il tutto senza nessuna reale garanzia o protezione. Ma l’ultima cosa che vorrebbe fare è rifiutare l’opportunità di mettersi in tasca una spropositata quantità di soldi. Rick ci sa effettivamente fare, e finirà sotto l’ala del boss di una delle bande più potenti che si contendono la zona.
Ci sono due dettagli che hanno dell’incredibile in tutta questa faccenda: la storia davanti ai nostri occhi è sostanzialmente accaduta per davvero, e un giovanotto apparentemente imberbe e bianco come il latte è stato realmente accolto tra i malavitosi afroamericani più pericolosi, prendendosi la nomea di “White Boy Rick”. Eppure è così, ma non solo: come ogni adolescente, Rick è volitivo, e dopo aver rotto l’accordo con gli agenti, decide di mettersi “in proprio”. Sarà lo scivolone finale all’interno di un meccanismo che già stava prendendo una brutta china.
Ci appare abbastanza chiaro che ad essere in discussione è il comportamento poco corretto degli agenti federali – volendo, delle forze dell’ordine in generale, e il sottovalutato Detroit ce lo aveva già mostrato. I componenti della famiglia Wershe, di contrasto, subiscono a tutti gli effetti un processo di umanizzazione: quella del padre è una figura che ci viene presentata come cinica, inetta e truffaldina, per poi scoprirsi protettiva verso i suoi figli, inerme ma alla ricerca di positività; Rickpurtroppo figlio dell’ambiente tossico in cui è venuto al mondo – cresciuto troppo in fretta,eppure si butta in modo infantile nei pericoli – sa avere attimi strazianti di dolcezza, specie con la sorella, e i due riescono a volersi bene sopra ogni cosa.
I legami familiari e la loro importanza sono sempre in primo piano, ed è interessante la tematica (appena sfiorata) dell’eredità umana, in che modo e in quali quantità questa verrà tramandata ai figli. Cocaina – La Vera Storia Di White Boy Rick è un film che si preoccupa tanto dei suoi personaggi ma molto meno di dare loro quell’universalità che permetta di liberarli dalla contingenza in cui sono stati relegati. Un vero peccato, perché gli elementi di un bel film ci sono, indubbiamente.
Un finale amaro, delle interpretazioni esemplari, una solida struttura narrativa e delle buone scelte registiche possono costituire una pellicola che lascia il tempo che trova? Incresciosamente, per alcuni, può anche essere questo il caso.
Cocaine: La Vera Storia Di White Boy Rick è al cinema dal 7 Marzo.
Cristiana Carta
InfoTitolo Originale: White Boy RickData di uscita:7 Marzo 2019Regia:YannDemangeDurata: 111’Con: Matthew McConaughey, Richie Merritt, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, RoryCochraneDistribuzione:Warner Bros
Vers è una guerriera Kree che non riesce a controllare perfettamente i suoi poteri, e non ricorda nulla del suo passato, se si escludono quegli strani flash che sembra avere di tanto in tanto. Durante una battaglia con gli acerrimi nemici dei Kree, gli Skrull, finisce accidentalmente sul pianeta C-53, ovvero la Terra. Qui la ragazza vedrà crollare le proprie certezze, per poi ricostruire un passato che non sapeva di avere, e imboccare una strada che, forse, era sempre stata destinata a percorrere.
Chi è nato agli inizi degli anni 90′ – o poco prima -, specialmente se di sesso femminile, ma non esclusivamente – come chi sta scrivendo questa recensione -, avrà probabilmente passato buona parte della propria infanzia e adolescenza davanti alla tv, guardando con occhi sognanti e stupefatti le prodezze di badass ladies come Xena o Buffy, delle quali ci si immaginava emulare le gesta.
Queste si andavano ad unire ad una già nutrita schiera di personaggi femminili degni di nota – anche se comunque in minoranza numerica rispetto a quelli maschili -, che con il passare del tempo non ha fatto che aumentare, seppur lentamente. Soprattutto recentemente, con un aumentare dell’attenzione dedicata all’inclusività e alla parità dei sessi, abbiamo visto crescere la quota rosa nei ranghi del fantasy, dello Young Adult e dei cinecomics.
Proprio tra questi ultimi, sia in casa DC con l’esemplare Wonder Woman, che in casa Marvel con i vari membri del MCU – Vedova Nera, Gamora, Scarlet Witch, Peggy Carter etc. – abbiamo assistito ad una crescita esponenziale del female power, il cui culmine – almeno per ora – è arrivato con Captain Marvel.
La pellicola diretta da Anna Boden – anche qui una novità, è il primo film del MCU con una donna al timone – e Ryan Fleck è tutta dedicata all’eroina dai poteri straordinari, ma dall’ancora più straordinaria umanità, Carol Danvers, interpretata da una perfetta Brie Larson.
Ambientato nei gloriosi anni ’90 – un decennio poco esplorato nell’ondata di nostalgia che ha ormai pervaso la produzione dell’ultimo periodo, che sempre più spesso punta principalmente sugli anni ’80 – tra un Blockbuster e un computer che impiega intere ere zoologiche per caricare un audio, Captain Marvel scommette sul genere del buddy movie – innegabile la chimica tra il giovane Nick Fury di Samuel L. Jackson e la inarrestabile, seppur a suo modo vulnerabile, Carol “Vers” Danvers della già citata Larson – intrecciandolo alle modalità di un più classico origin movie, per regalarci un’altra hit da inserire in watchlist.
Da un punto di vista tonale, CM è alquanto old school nel suo rifarsi volontariamente alle prime entrate del MCU, tanto che viene spontaneo il confronto con i primi Iron Man e Thor – e si potrebbe dire anche con il primo Captain America, seppure in misura minore -, discostandosi però in maniera forse troppo netta dai film della Fase 3, specialmente da quelli diretti dai Russo. Se questa scelta creativa può esser vista dunque come un’arma a doppio taglio, è necessario riflettere sul fatto che, come apprendiamo durante la visione, CM non è una semplice origin story, ma è LA origin story per eccellenza.
È la stessa esistenza di Carol, infatti, a permettere la nascita del Progetto Avengers, in quanto – come in realtà già ampiamente risaputo – Nick Fury verrà a conoscenza di ulteriori abitanti della galassia solo dopo averla incontrata. Visto in quest’ottica, possiamo quindi giustificare quel che potrebbe sembrare un eventuale “passo indietro” a livello di coerenza stilistica con il resto dell’universo condiviso.
La costruzione narrativa funziona bene in molti punti, un po’ meno in altri – avremmo preferito un approccio più graduale al raggiungimento della piena potenza di Carol, così come al manifestarsi della sua forma binary -, e molto si deve al mistero che circonda la vera identità di Carol, svelata poco a poco, grazie anche ai vari flashback adoperati in supporto.
E quello che può mancare aCaptain Marvel in fatto di effetti visivi – non è il massimo in termini di VFX, che possono risultare a tratti un po’ blandi, a tratti eccessivamente confusionari – lo recupera offrendoci dei personaggi decisamente memorabili. Dall’esilarante Fury al sorprendente Talos (Ben Mendelsohn), da una grintosa Maria Rambeau (Lashana Lynch) alla vera star della pellicola, Goose (il “gatto”), fino ad arrivare alla stessa Carol, il film va a rinfoltire la rosa del MCU con delle più che apprezzabili aggiunte.
Ma l’aspetto più importante di Captain Marvel non può che essere quello legato alla propria valenza culturale in un contesto sociale come quello odierno. Se, come abbiamo già rimarcato, di vere e proprie eroine ne conoscevamo e apprezzavamo già diverse, Carol Denvers può aggiungersi al club e diventarne di diritto il Presidente – anzi, la Presidentessa -, perché come aveva fatto anche la Diana Prince di Gal Gadot un paio di anni fa (seppure in maniera e in condizioni alquanto differenti), ci ricorda che l’unica vera supremazia a cui dovremmo puntare è quella dell’umanità.
Ciò che ci permette di andare “più in alto, più lontano, più veloce” non sono dei poteri sovrumani, ma la cara, vecchia e fin troppo sottovalutata forza emotiva dell’essere umano.
Captain Marvel è al cinema dal 6 Marzo.
P.S. Non perdetevi le scene post credits!
Laura Silvestri
Materiali Stampa: Walt Disney Italia
Info Titolo Originale: Captain Marvel Durata: 124' Data di Uscita: 6 Marzo 2019 Regia: Anna Boden, Ryan Fleck Con: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jude Law, Gemma Chan, Lee Pace, Annette Bening, McKenna Grace, Lashana Lynch, Ben Mendelsohn, Clark Gregg Distribuzione: Walt Disney Italia
È online il nuovo poster ufficiale di Shazam! prossimo film targato DC/Warner Bros. in uscita il 3 Aprile qui in Italia.
La pellicola con protagonista Zachary Levi sarà nelle sale italiane due giorni prima rispetto a quelle americane.
Di seguito trovate le immagini, la sinossi e il poster del film.
Sinossi
“Tutti abbiamo un supereroe dentro di noi, ci vuole solo un po’ di magia per farlo uscire fuori. Nel caso di Billy Batson (Angel), basta pronunciare una sola parola – SHAZAM! – per far sì che uno scaltro quattordicenne rimasto orfano si trasformi in un adulto, il Supereroe Shazam (Levi), per gentile concessione di un anziano mago. Essendo ancora un ragazzino nell’animo – dentro un corpo sovrumano – Shazam si diverte in questa versione adulta di sé stesso, facendo ciò che qualsiasi adolescente farebbe con dei superpoteri! Può volare? Ha una vista a raggi X? Può lanciare dei fulmini dalle mani? Può saltare i test delle lezioni di studi sociali? Shazam si propone di testare i limiti delle sue capacità con la gioiosa imprudenza di un bambino. Ma avrà bisogno di imparare a dominare rapidamente questi poteri, per combattere le forze del male controllate dal Dr. Thaddeus Sivana (Strong).”
Shazam! è diretto da David S. Sandberg. Nel cast anche Asher Angel, Djimon Hounsou, Mark Strong, Adam Brody, Ross Butler, Meagan Good e Michelle Bort.
Tutti sappiamo che nelle fiabe la principessa trova finalmente il suo principe azzurro, vivendo insieme per sempre, felici e contenti… Ma in quanti sanno che il principe azzurro è solo e soltanto uno? Già, il nostro Principe Filippo Azzurro dovrà scegliere tra le sue conquiste, e trovare il vero amore per poter rompere una maledizione…
Dai produttori di Shrek non poteva che uscire fuori una storia che prendesse bonariamente in giro i personaggi delle fiabe più amate. Questa volta il protagonista è il solo ed unico Principe Azzurro. Solo ed unico, esattamente, tanto che lo ritroviamo fidanzato con Biancaneve, con Cenerentola e anche con la Bella Addormentata!
Pare che il Principe Filippo Azzurro sia sotto un incantesimo, che si rivela per lui una vera e propria condanna: nessuna donna potrà mai resistere al suo fascino, e ognuna cadrà ai suoi piedi con un solo sguardo. L’incantesimo si potrà rompere solo una volta trovato il vero amore, ma ovviamente è molto più semplice a dirsi che a farsi.
C’è una ragazza, intanto, che con l’amore non vuole avere niente a che fare, anzi, è decisamente più interessata ai soldi: lei è Lenore, una ladra tanto furba quanto bella, e destino vuole che sia anche l’unica a non subire il maledetto fascino del principe. Interessante coincidenza, senza dubbio.
Tralasciando il patologico egocentrismo del nostro Filippo Azzurro, a complicare le cose sarà una missione costituita da tre prove sistematicamente insuperabili, che secondo il regale padre dovrebbe “schiarirgli le idee” come fece con lui; se non riuscirà nella missione e non troverà il vero amore entro il suo ventunesimo compleanno, nel suo regno rischierà di sparire per sempre l’amore.
In un modo o nell’altro, sarà Lenore (strategicamente travestita da maschio) ad accompagnare il principe nella sua impresa; superando strampalati ostacoli, e indagando un ancora più strampalato Mezzo Oracolo, entrambi capiranno che niente è impossibile se si affrontano le difficoltà insieme, e ci si fida l’uno dell’altro.
Per quanto ad oggi la parodia delle principesse rese note dalla Disney sia una scelta ormai abusata, fa sorridere vedere una Bella Addormentata affetta da narcolessia, una Biancaneve che ormai diffida di tutto e tutti, o una Cenerentola perennemente ossessionata dal tempo. Si gioca con gli stereotipi della fiaba e della commedia romantica, una volta tanto delegando all’uomo il fardello di dover trovare la propria metà prima che sia troppo tardi, ovvero prima di perdere la giovinezza.
Forse ci sarebbero da fare ulteriori considerazioni riguardo agli schemi culturali legati al genere, che hanno radici nei tempi più antichi; ma ci limitiamiteremo a dire che C’Era Una Volta Il Principe Azzurro è un ottimo film d’animazione da far vedere anche ai più piccini: abbastanza divertente, accattivante, con dei buoni presupposti e sufficientemente insolito. Se non avete mai creduto nel principe azzurro, guardando questa pellicola forse realizzerete che è molto più umano di quanto non crediate!
C’Era Una Volta Il Principe Azzurro è al cinema dal 28 Febbraio.
Cristiana Carta
INFOTitolo: Charming
Regia: Ross Venokur
Durata: 85’
Con:
Demi Lovato, Wilmer Valderrama,
Nia Vardalos, Ashley Tisdale,
Avril Lavigne, G.E.M,
Sia,Jim Cummings
(VOCI ITALIANE) Chiara Grispo,
Emanuele Ruzza, Laura Romano,
Joy Saltarelli, Giulia Tarquini,
Valentina Favazza, Fabrizio Pucci,
Francesca Fiorentini
Data Di Uscita: 28 Febbraio 2019
Distribuzione: M2 Pictures
Stati Uniti, anni ’70. Una donna dai modi alquanto invadenti ferma uno sconosciuto sul ciglio della strada per farsi aiutare con una gomma bucata. Per gli spettatori di oggi, potrebbe essere il citofonato inizio di un qualsiasi film horror. Per quella donna, sarà l’inizio della fine. Per Jack, sarà l’incidente scatenante della sua trasformazione in serial killer.
«Ho chiesto a Lars “Perché hai voluto fare questo film?” e lui mi ha risposto “Perché questo è il personaggio che più mi somiglia”… Solo che, sapete, Lars non uccide le persone».
Matt Dillon, interprete del personaggio titolare dell’ultimo film di Lars von Trier ci presenta così La Casa Di Jack, la chiacchierata pellicola presentata al Festival Di Cannes lo scorso anno.
The House That Jack Built – titolo inglese del film – è una cruda e viscerale rappresentazione non solo della psiche umana nel suo peggior stato, ma anche della incessante ricerca di un artista incompreso e insoddisfatto, che tenta di raggiungere un inarrivabile capolavoro nell’unico modo per lui concepibile: deostruendo l’umanità stessa.
«Jack è uno psicopatico. Non ha nessuna empatia, e questo lo porta ad essere ancora più pericoloso ed inquietante. […] Per quanto il film si concentri sulle uccisioni, credo che riguardi principalmente un artista fallito. E questo fallimento deriva proprio dalla sua mancanza di empatia» sostiene Dillon.
Jack racconta – un po’ a sé stesso, un po’ a un misterioso Virgilio (Bruno Ganz) – le tappe principali del suo “percorso artistico”, evidenziando cinque episodi che, secondo lui, sono stati fondamentali nel suo sviluppo.
A volte frutto del momento, a volte attentamente pianificati, i sanguinosi delitti di Jack servono uno scopo ben preciso: perpetrare l’arte, nutrire il suo ego. Dimostrare a quell’ingegnere che voleva essere architetto che può diventarlo, se vuole. Quella casa che progettava da anni, che aveva sempre voluto costruire, può davvero essere realizzata.
Uno dopo l’altro, assistiamo dunque agli efferati omicidi di cui Jack si rende colpevole, ognuno prova delle diaboliche macchinazioni di cui può essere capace l’essere umano nei suoi momenti più bui, e ognuno sintomo di ciò che accade ogni giorno, da qualche parte nel mondo.
«Jack è anche un misantropo, secondo me. Vede il mondo con un estremo cinismo. Non credo che sia necessariamente il punto di vista di Lars, ma lo instilla comunque in Jack, come parte del dibattito con Virgilio. Nel film si viene a creare una sequenza davvero interessante, anche per via della natura particolarmente grafica e macabra della violenza rappresentata; questo dimostra chiaramente come Jack voglia essere notato, come voglia essere catturato. […] Ad un certo punto lui confessa i suoi crimini, ma non viene creduto, nonostante stia dicendo la verità. Così lui va avanti, e continua a fare ciò che fa sempre».
E riguardo alla violenza nel film – che, a dirla tutta, non differisce più di tanto da quello che abbiamo visto in molte altre occasioni sui vari schermi – sia il pubblico meno incline alla visione di scene particolarmente forti, sia quello più prono all’integrità dell’opera, sarà probabilmente lieto di sapere che verranno distribuite due versioni della pellicola qui in Italia: una tagliata (e doppiata), ed una versione estesa (in lingua originale), entrambe però vietate ai minori di 18 anni.
Una volta costruita, La Casa Di Jack si presenta – figurativamente parlando – come una lunga e feroce disquisizione tra arte e crudeltà, sogni impossibili e realtà fin troppo concrete, ambientata nella mente contorta di un serial killer che ha ormai abbandonato ogni parvenza di decenza per dar spazio ad un impossibile perfezionismo.
Distribuito da Videa, La Casa Di Jack è al cinema dal 28 Febbraio.
Laura Silvestri
InfoTitolo Originale: The House That Jack Built
Durata: 152'
Data Di Uscita: 28 Febbraio 2019
Regia: Lars von Trier
Con:
Matt Dillon, Bruno Ganz,
Uma Thurman, Shioban Fallon Hogan,
Riley Keough, Sofie Gråbøl
Distribuzione: Videa