Rocketman – La Recensione

Elogio al Talento e alla Follia

La vita di Reginald Dwight e la carriera di Elton John si fondono sul grande schermo in un film folle e travolgente, proprio come il suo protagonista. 

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Per chi se lo stesse chiedendo, non ci saranno riferimenti a Bohemian Rapsody in questo pezzo. Oltre al fatto di condividere genere (biopic musicale) e regista, i due film vanno visti come entità totalmente separate, e continuare imperterriti in un paragone tra le parti non sarebbe giusto nei confronti di nessuna delle pellicole in questione.

Detto questo, permetteteci di andare avanti ed elogiare quello che secondo noi è un più che riuscito tentativo di portare sul grande schermo la complicata quanto affascinante vita dell’iconico cantautore londinese, Sir Elton Hercules John, all’anagrafe Reginald Kenneth Dwight.

Rocketman esplora non solo l’aspetto professionale, ma anche e soprattutto il profilo personale di John, dando a vedere quanto il secondo abbia influenzato e dato forma – volente o nolente – al primo, con tutte le mancanze, le insicurezze e i traumi che ha dovuto sopportare fin da bambino. Partendo da un padre indifferente e disinteressato e da una madre egocentrica e fin troppo schietta (davvero degna di nota la prova attoriale di Bryce Dallas Howard), andando avanti con il peso del proprio essere “diverso” dagli altri ragazzi, del possedere una certa “stramberia” dal carattere inespugnabile, fino al sentirsi completamente solo anche quando circondato da centinaia di persone – grazie anche ai continui tradimenti del suo manager/amante John Reid (Richard Madden) una volta raggiunta la fama -, Reggie (interpretato da uno strabiliante Taron Egerton) prova incessantemente a gettarsi tutto alle spalle, in modo da poter costruire questa sorta di bizzarro personaggio il cui superpotere risiede nella sua unicità.

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«Devi cancellare chi sei per divenire chi vuoi essere davvero», gli viene detto a un certo punto nel film. E Reggie si convince che è così stanno davvero le cose: che, nonostante il talento, quel ragazzo dai buffi ma timidi modi di fare che intonava un’ancora abbozzata Your Song seduto al pianoforte di casa non potrà mai sfondare senza qualche piccolo cambiamento, senza scendere a compromessi. Soltanto che le mezze misure non sono mai state nel suo stile, e mai lo saranno… È cosi che Elton – come verrà conosciuto in tutto il mondo – si farà presto prendere la mano dall’esilarante euforia generata dalla fama, dai soldi e dallo showbiz, e cadrà in una spirale di alcool, droga e comportamenti al limite (e spesso oltre) dell’accettabile, che lo farà definitivamente precipitare nell’oblio più oscuro.

Fletcher e il suo team sono abili nel raccontare tutto questo attraverso colori sgargianti, sequenze psichedeliche e rocambolesche, esagerate come lo è il loro soggetto, con vistosi costumi ed elaborate coreografie. Ma mostrano anche una certa destrezza nel dare una visione più discreta, intimistica di Dwight, quando necessario. E, ovviamente, le musiche più familiari dell’artista sono astutamente inserite in momenti chiave della pellicola, pronte a contrassegnarne le tappe fondamentali.

Perché una Tiny Dancer nel momento in cui crede di aver perso l’indivisa attenzione di Bernie, l’amico di sempre – un Jamie Bell capace di giocarsela quasi a pari merito con Egerton in quanto a presenza scenica – o una Goodbye Yellow Brick Road nell’ultimo atto, a mo’ di saluto a sé stesso, a ciò che era diventato e che deve ora abbandonare per poter tornare alle origini, non possono non catturare e raggiungere lo spettatore – fan o meno del cantante -, (in)trattenendolo in un mondo fatto sì di piume, brillantini e assurdi occhiali da sole, ma anche di vere, forti e tangibili emozioni.

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Rocketman sarà nelle sale italiane a partire dal 29 Maggio.

Laura Silvestri

 


Info



Titolo: Rocketman



Durata: 121'



Data di Uscita: 29 Maggio 2019



Regia: Dexter Fletcher



Con:


Taron Egerton, Richard Madden


Bryce Dallas Howard, Jamie Bell 



Distribuzione: 20th Century Fox

C’Era Una Volta A… Hollywood – Il Nuovo Trailer Italiano E I Poster Del Film

Il premio Oscar Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie protagonisti nel trailer italiano di C’era una volta… a Hollywood, il nono film diretto da Quentin Tarantino.

Sinossi

“C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino è ambientato nella Los Angeles del 1969 in cui tutto sta cambiando, dove l’attore televisivo Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e la sua storica controfigura Cliff Booth (Brad Pitt) cercano di farsi strada in una Hollywood che ormai non riconoscono più. Il nono film dello sceneggiatore-regista presenta un cast stellare e diverse linee narrative in un tributo all’ ultimo periodo dell’età d’oro di Hollywood.”

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Presentato in concorso all’ultima edizione del Festival di Cannes, il film sarà nelle sale italiane dal 19 settembre distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia. Nel cast anche Dakota Fanning, Al Pacino, Luke Perry, Kurt Russell, Emile Hirsch e Tim Roth.
La Redazione
Comunicato e Materiali Stampa: Snoy Pictures/Warner Bros. Italia

 

Rocketman – Il Focus Sui Costumi Del Film In Una Nuova Featurette

Nuove esclusive immagini dell’attesa pellicola dedicata alla storia di Elton John, Rocketman: si tratta degli straordinari abiti e accessori che colorano le memorabili scene del film che sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes.

“Da timido pianista prodigio, Reginald Dwight diventerà una superstar internazionale: Elton John. La sua incredibile storia raccontata sullo schermo è accompagnata dalle sue canzoni più amate, più cantante che lo hanno reso una delle figure più iconiche della cultura pop.”

In sala dal 29 maggio distribuito da 20th Century Fox, il film è diretto da Dexter Fletcher e interpretato da Taron Egerton, Bryce Dallas Howard, Richard Madden e Jamie Bell.

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La Redazione

Materiali Stampa: 20th Century Fox

Rocketman – La Featurette Del Film

Arriva un’inedita featurette di Rocketman, il biopic su Elton John con protagonista Taron Egerton, annunciato oggi tra i titoli fuori concorso alla prossima edizione del Festival di Cannes.

Featurette

Sinossi

“Da timido pianista prodigio, Reginald Dwight diventerà una superstar internazionale: Elton John. La sua incredibile storia raccontata sullo schermo è accompagnata dalle sue canzoni più amate, che lo hanno reso una delle figure più iconiche della cultura pop.”

Dal comunicato ufficiale:

Rocketman sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes. L’attesa pellicola dedicata alla storia di Elton John, diretta da Dexter Fletcher e interpretata da Taron Egerton, Bryce Dallas Howard, Richard Madden e Jamie Bell, sarà in Fuori Concorso nel corso della 72esima edizione. Il film sarà al cinema dal 29 maggio, distribuito da 20th Century Fox.

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Rocketman sarà nelle sale italiane dal 29 Maggio.

Laura Silvestri

Comunicato e Materiali Stampa: 20th Century Fox

Il Venerabile W. – La Recensione

Le fasi del male

Attraverso l’inquietante e controversa parabola del monaco buddista Ashin Wirathu, il regista franco-svizzero Barbet Schroeder ci rende una testimonianza sull’origine e le istanze che hanno portato alle violente persecuzioni verso il popolo dei Rohyngya avvenute in Birmania.

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L’odio e la distruzione trovano sempre una via d’accesso per infiltrarsi nelle pieghe del tessuto sociale quando la chiave è l’estremismo, ed è proprio questo che Schroeder tenta di portare a galla con il suo documentario. Presentato nel 2017 alla settantesima edizione del Festival di Cannes, vuole essere l’ultima parte di una trilogia ideale, in cui il regista indaga a fondo proprio sul concetto del male, rapportandosi agli stermini etnici che hanno segnato il ventunesimo secolo.

Un insieme di interviste rilasciate in esclusiva dal “Venerabile Wirathu”, video di repertorio e amatoriali, ci catapultano all’interno di una escalation culminante nella violenza più insensata; eppure, al primo colpo d’occhio, sono l’estrema pace e armonia emanate da questa figura magnetica a far davvero ghiacciare il sangue nelle vene. 

Ma chi è Ashin Wirathu? Rispettato e stimato monaco di Mandalay (in Birmania), nel 2001 forma il movimento 969, ispirandosi al concetto omonimo, legato alla numerologia, nato da U Kyaw Lwin: in termini sintetici, il “969” si fa incarnazione dell’identità e della cultura buddista. Nel corso degli anni, sermone dopo sermone, W. ha assunto la posizione di Leader ed è stato in grado di condurre la popolazione birmana verso l’intolleranza più cieca, servendosi di uno spauracchio populista e nazionalista: inizia mettendo in guardia verso una progressiva scomparsa della fede buddista e tutti i valori che questa rappresenta; la minaccia arriverebbe dai rifugiati islamici Rohyngya, accusati di circuire le “loro donne” per farne delle musulmane.

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Ora sarebbe utile tenere a mente che, come fa sapere la voce narrante, ci si riferisce ad una minoranza esigua a fronte di un paese composto al novanta per cento da buddisti. Nei suoi seguitissimi sermoni, Wirathu arriva a promulgare affermazioni da brividi come «faremo in modo che i musulmani non abbiano più dove dormire né da mangiare», auspicando un’eliminazione sistematica. 

Nel 2003 viene incarcerato per incitamento alla sommossa e all’odio razziale. Ciò nonostante, tornerà a combattere la sua grottesca battaglia antiislamica nel 2012, dopo essere stato rilasciato in seguito ad un’amnistia, ancora più influente e carismatico di prima. 

Con uno sguardo tanto neutrale e crudo da lasciare sconcertati, le immagini sullo schermo compongono un percorso che prende il via dalla natura più pura e pacifica insita nella dottrina del Buddha per poi trascinare giù all’inferno, fino ai meandri più oscuri; questo inferno altro non è se non la facilità estrema con cui l’essere umano odia, denigra e riesce a fare del male. Abbiamo bisogno, però, di questo sguardo neutrale, più che mai in una contemporaneità dove vige l’approccio tipico della tifoseria, e il dialogo sembra essersi evoluto (?) in un meccanico scontro tra squadre avversarie.

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Durante la conferenza stampa con il regista, tra i punti focali vi sono senz’altro la connessione tra i fatti descritti dal documentario e il clima di sovranismo ed intolleranza sempre più crescente nei territori occidentali, ma si è parlato anche delle implicazioni personali dal punto di vista ideologico.

Un buddista che odia pare essere una contraddizione in termini, e alla domanda su quanto c’è di personale in questa indagine, essendo lui fortemente legato a questa religione, Schroeder afferma: «Nel corso della mia vita ho perso progressivamente tutte le mie illusioni politiche e religiose, l’ultima roccaforte era il buddismo, ma è una religione come le altre. Con questo intendo dire umana, perciò ha in sé anche il male.»

Questo progetto lo ha certamente portato a riflettere sulla condizione europea (e non solo) di spinto nazionalismo e politiche mirate alla divisione: «Son tornato da questo viaggio con qualcosa che riguardava molto più noi di quanto avessi voluto pensare».

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Wirathu è stato convinto a farsi intervistare sostenendo le similitudini ideologiche tra lui e Le Pen, e chiaramente i meccanismi di odio che si innescano risultano essere sempre uguali, ma qualcosa cambia da cultura a cultura, o da momento storico a momento storico?: «In realtà gli ho poi spiegato che la mia intenzione era fare un film, che potesse uscire in sala, per il pubblico. Non ero un giornalista. Ma continuando a chiedermi il perché, gli ho spiegato che in Francia stavano per eleggere un nuovo presidente, e Marine Le Pen condivideva certamente delle idee con Wirathu, dunque i francesi erano interessati a capire come lui fosse riuscito, ad esempio, ad introdurre delle nuove leggi…»

«Tra le cose che che possiamo definire universali sicuramente c’è la nozione di Pogrom; la difesa della cultura, la difesa del paese, sono estremamente interessanti da studiare. Si tratta di uno schema che viene riproposto, e in realtà non ha nulla a che vedere con la cultura o il paese in cui ci si trova».

Si è toccato anche il tasto dei finanziamenti al monastero e al movimento da parte delle forze militari: «Il giornalista spagnolo che interviene nel documentario sostiene che probabilmente si tratta di soldi provenienti da persone vicine alla dittatura militare. Si vorrebbero avere le prove di una connivenza, ma le donazioni restano rigorosamente anonime…»

POSTER

Con il patrocinio di Amnesty International, Il Venerabile W. sarà al Cinema dal 21 Marzo, in occasione della Giornata Internazionale contro le Discriminazioni Razziali.

Cristiana Carta

Info

Titolo Originale: Le Vénérable W.

Durata: 107’

Data di Uscita: 21 Marzo 2019

Regia: Barbet Schroeder

Con: 

Ashin Wirathu, Barbet Schroeder (voce),

 Bulle Ogier (voce)

      Distribuzione: Satine Film