The Boys – La Recensione Dei Primi Due Episodi Della Serie Amazon

Attenti ai Supereroi

Quello di The Boys è un mondo dove i supereroi non sono dei semplici vigilanti mascherati: sono celebrità, autorità, quasi divinità. Ma cosa accade quando coloro scelti dal fato (o dalle indagini di marketing studiate a tavolino) abusano del loro potere?

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A pochi giorni dall’uscita su Amazon Prime Video di The Boys, la serie tv ideata da Eric Kripke, Seth Rogen e Evan Goldberg, e basata sull’opera a fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson, noi di Time Stone Entertainment vogliamo raccontarvi le nostre impressioni sui primi due episodi.

Tutto ha inizio quando, in una giornata apparentemente come le altre, si verifica un tanto bizzarro quanto fatale incidente: Robin (Jess Salgueiro) viene investita e letteralmente ridotta in brandelli dal superveloce A-Train (Jessie T. Husher), un membro dei Seven, gli eroi puù popolari d’America. L’accaduto porterà l’altrimenti calmo e pacato Hughie (Jack Quaid) a nutrire un forte risentimento per il colpevole della morte della ragazza e la categoria a cui appartiene. Dal suo incontro con Billy Butcher (Karl Urban) e una serie di eventi che li porterà a tu-per-tu con gli indivui dotati di poteri e popolarità fuori dall’ordinario, Hughie e il gruppo che diverrà presto noto come The Boys “dichiareranno guerra” ai supereroi (più super, che eroi).

Questi i presupposti da un lato dell’imminente conflitto, ma che dire dell’altro? L’ingenua Annie (Erin Moriarty) a.k.a. Starlight, fin da che riesca a ricordare, non ha desiderato altro che divenire una paladina della giustizia, proprio come i suoi idoli. Quando verrà scelta tra tutti come nuovo membro dei Seven, la ragazza verrà a conoscenza della dura realtà: non è tutto oro quello che luccica, e non tutti i supereroi sono brave persone, anzi…

C’è un motivo ben preciso se alcuni tra gli aggettivi più utilizzati per descrivere lo show finora sono “irriverente”, “divertente”, “sfacciato”, “folle”… Perchè è esattamente così che si presenta The Boys, non a caso già da molti paragonato al Watchmen di Zack Snyder (e risalendo al cartaceo, Alan Moore e Dave Gibbons).

E in effetti, la serie di Amazon sembra quasi raccogliere il testimone dalla pellicola di Snyder, portando sul piccolo schermo delle figure avide, arroganti, corrotte, a volte perfino spietate, che non mettono al primo posto gli ideali tanto decantati dai supereroi a cui ormai siamo abituati – anche grazie all’avvento della Golden Age dei cinecomic firmata Marvel e DC – e che sono per noi il punto di riferimento sull’argomento.

E proprio un così favorevole contesto permetterà allo show di vedere moltiplicati i risultati dei suoi sforzi – il fatto che la serie sia stata rinnovata per una seconda stagione ancor prima del suo debutto ne è un’ulteriore riprova -; perchè non si possono infrangere delle regole se prima non ne vengono stabilite, e se si può dire che MCU e DCEU (quest’ultima principalmente in ambito televisivo) hanno finora tracciato un più o meno delinato confine, state pur certi che The Boys non solo, a modo suo, lo supererà, ma si preoccuperà anche di sbrecciarlo e imbrattare l’intera area con il suo marchio di fabbrica.

Conscia del panorama sociale attuale, degli argomenti e delle problematiche più rilevanti, la serie non si limita a trarne spunto per poi semplicemente tesservi intorno una trama, ma rielabora completamente gli elementi della realtà e, senza remore né finto pudore, si prende gioco del politically correct, della falsità e della superficialità dilaganti, portando lo spettatore a riflettere sul mondo che lo circonda.

Con una sceneggiatura convincente, un casting più che azzeccato, la giusta dose di ironia, azione, dramma e perchè no, anche di splatter, e un materiale di base che già da solo avrebbe potuto garantire un prodotto dalla qualità quantomeno discreta, The Boys si accinge a diventare un piccolo cult degli anni a venire.

E vogliamo scommettere che non riuscirete a tifare per i (finti) buoni?

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La prima stagione di The Boys sarà disponibile su Amazon Prime Video dal 26 Luglio 2019.

Laura Silvestri

Materiali Stampa: Amazon Prime Video
Info



Titolo: The Boys



Data di Uscita: 26 Luglio 2019



Durata: 8 episodi



Creato Da: Eric Kripke, Seth Rogen,

 
Evan Goldberg



Con:



Karl Urban, Jack Quaid, 



Chace Crawford, Erin Moriarty,



Elisabeth Shue, Anthony Starr,



Jessie T. Usher, Dominique McElligott



Distribuzione: Amazon Prime Video

Escape Room – Disponibile dal 17 Luglio In Home Video

Sei sconosciuti vengono messi alla prova oltre i loro limiti

Nell’appassionante thriller psicologico

ESCAPE ROOM

In Dvd, Blu-ray e Digital HD

Con Universal Pictures Home Entertainment Italia

Ricco di contenuti esclusivi tra cui un inizio ed un finale alternativi, sei scene eliminate e quattro featurette inedite.

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Sei invitato a giocare per la tua stessa sopravvivenza in questo disturbante survival thriller, Escape Room, che è disponibile da oggi, 17 luglio, in Dvd, Blu-ray e Digital HD con Universal Pictures Home Entertainment Italia. Capace di catturare l’essenza adrenalinica delle popolari stanze in cui si devono risolvere alcuni indizi e misteri, il regista Adam Robitel (Insidious: The Last Key) costruisce ad arte un film che piega e lascia in sospeso la mente con un cast vario e di talento, con Taylor Russell (Lost in Space – Perduti nello spazio), Logan Miller (Tuo, Simon), Deborah Ann Woll (True Blood), Jay Ellis (Insecure), Tyler Labine (New Amsterdam) e Nik Dodani (Atypical), con la partecipazione di Yorick van Wageningen (Millennium – Uomini che odiano le donne).

Incentrato sulle vicende di sei sconosciuti che devono risolvere quesiti ideati con estrema malvagità e superare sfide al limite della sopravvivenza in ambienti rischiosi, con moltissimi colpi di scena inaspettati, l’edizione Dvd e Blu-ray di Escape Room contiene al suo interno un inizio ed un finale alternativi e totalmente inediti del film, sei scene eliminate e quattro featurette. Scoprite insieme al regista Adam Robitel e al cast come gli spazi ed il design a 360° del film si dimostrino dei veri e propri antagonisti in “Gioco, partita, incontro”. Successivamente, scoprite come Escape Room è stato costruito con effetti speciali pratici e nessuno schermo verde mentre il cast e la troupe vi portano con loro in “I sopravvissuti raccontati dal cast e dalla troupe”

Escape Room è diretto da Adam Robitel e scritto da Bragi Schut e Maria Melnik, basato su una storia di Schut.

Il produttore esecutivo del film è Rebecca Rivo ed è prodotto da Neal H. Moritz e Ori Marmur.

 

Contenuti Extra dei Formati DVD e Blu-Ray

Inizio alternativo
Finale alternativo
Scene eliminate
Gioco, partita, incontro
Come sono nate le stanze
I sopravvissuti raccontati dal cast e dalla troupe
E molto altro!

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Informazioni Tecniche Blu-Ray

Genere: Azione/Horror/Avventura

Dischi: 1

Durata: 96 minuti ca.

Video: Formato Panoramico ad Alta Definizione (2.39:1) 1920 X 1080p

Audio: Italiano, Inglese 5.1 Dts-Hd Ma, Inglese Per Non Vedenti, Ceco, Hindi, Polacco, Russo, Turco, Ucraino, Ungherese 5.1 Dolby Digital

Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese Per Non Udenti, Arabo, Bulgaro, Ceco, Croato, Danese, Ebraico, Estone, Finlandese, Greco, Islandese, Lettone, Lituano, Norvegese, Polacco, Portoghese, Rumeno, Russo, Serbo, Slovacco, Sloveno, Svedese, Turco, Ucraino, Ungherese

Contenuti Speciali: • Inizio alternativo • Finale alternativo • Scene eliminate • Gioco, partita, incontro • Come sono nate le stanze • I sopravvissuti raccontati dal cast e dalla troupe • E molto altro!

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Informazioni Tecniche DVD

Genere: Azione/Horror/Avventura

Dischi: 1

Durata: 96 minuti ca.

Video: Anamorphic Widescreen 2.39:1

Audio: Italiano, Inglese, Russo, Ucraino Dolby Digital 5.1

Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per non udenti, Danese, Estone, Finlandese, Lettone, Lituano, Norvegese, Russo, Svedese e Ucraino

Contenuti Speciali: • Inizio alternativo • Finale alternativo • Scene eliminate • Gioco, partita, incontro • Come sono nate le stanze • I sopravvissuti raccontati dal cast e dalla troupe • E molto altro!

La Redazione

Comunicato Stampa: Universal Pictures Home Entertainment Italia

The King’s Man – Le Origini — Il Trailer E Il Poster Ufficiale

Online il trailer e il poster ufficiale di The King’s Man – Le Origini, il prequel di Kingsman: Secret Service e Kingsman: Il Cerchio D’Oro. Il film diretto da Matthew Vaughn uscirà nelle sale italiane il 13 Febbraio 2020.

Sinossi

La pellicola racconta di un gruppo nutrito dei peggiori tiranni della storia e di criminali che si riuniscono per organizzare una guerra di proporzioni mondiali, che annienti milioni di persone. Un uomo dovrà correre contro il tempo per fermarli. The King’s Man – Le Origini è il racconto delle origini dell’agenzia di intelligence indipendente che tutti conosciamo con il nome di Kingsman.

Nel cast del film distribuito da 20th Century Fox Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Rhys Ifans, Matthew Goode, Tom Hollander, Harris Dickinson, Daniel Brühl, con Djimon Hounsou e Charles Dance.

La Redazione

Materiali Stampa: 20th Century Fox

Spider-Man: Far From Home – La Recensione

Addii, responsabilità, scelte e conseguenze

Il mondo non è più lo stesso dopo gli eventi di Avengers: Endgame e tutti devono imparare a fare i conti con la nuova realtà. Anche l’amichevole Spider-Man di quartiere deve trovare il modo di andare avanti dopo la scomparsa del suo mentore, e il modo migliore sembrerebbe quello di concentrarsi sull’imminente gita scolastica. Ma il lavoro di un supereroe non conosce riposo o vacanze… 

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Quando abbiamo conosciuto il Peter Parker del MCU in Captain America: Civil War, e subito dopo in Spider-Man: Homecoming, Peter  (Tom Holland) era un ragazzo desideroso di mettersi alla prova e un po’ (troppo) spericolato, come d’altronde qualsiasi adolescente alle prese con superpoteri e supereroi.

La vita quotidiana era fin troppo ordinaria per il geniale studente con la passione per la scienza e i film, e l’incontro con gli Avengers non aveva fatto che aumentare la sua voglia di avventure e di essere in grado di poter fare davvero la differenza a questo mondo.

Ma il Peter che ritroviamo dopo Infinity War e Endgame è comprensibilmente cambiato, provato dagli avvenimenti che pochi ragazzi della sua età avrebbero saputo affrontare, come invece si è inaspettatamente trovato a fare lui. E in più, adesso, la figura paterna che lo aveva accompagnato e guidato negli ultimi anni, non c’è più.

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In Spider-Man: Far From Home, il nostro amichevole Spider-Man di quartiere decide di mettere da parte il costume e provare a distrarsi dai recenti avvenimenti, focalizzando la sua attenzione sulla gita scolastica in Europa e su MJ (Zendaya), la ragazza che sta goffamente cercando di conquistare.

Ma se Peter vuole stare lontano dai guai, i guai non vogliono stare lontano da lui: gli Elementali, i nuovi villani di turno, stanno portando morte e distruzione sulla Terra, la NOSTRA Terra. Perché stando a quanto racconta il nuovo supereroe in città, Mysterio (un fantastico Jake Gyllenhaal), di Terre ce ne sono tante… Ed ecco che il Multiverso avrebbe fatto la sua comparsa “ufficiale” nel MCU.

Nick Fury (Samuel L. Jackson), Maria Hill (Cobie Smulders), Mysterio e Spider-Man si ritrovano dunque a dover combattere contro queste nuove minacce, ma presto arriveranno delle complicazioni che porteranno il più giovane del gruppo a dover fare una scelta: prendersi definitivamente carico delle responsabilità lasciategli da Tony e dagli altri, o cercare di condurre il più possibile una vita normale?

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La risposta alla domanda sarà sofferta, ma dovrà trovarla in fretta, perché il mondo ha bisogno di credere, e ha bisogno di eroi. Ed è proprio qui che Spider-Man: Far From Home eccelle e mostra tutta la sua complessità: il sequel di Jon Watts non solo si riallaccia perfettamente a Homecoming e all’aspetto teen/coming of age che un film su Spider-Man dovrebbe necessariamente avere, con alta dose di humor incluso, ma affronta anche le conseguenze di eventi tragici e fondamentali come quelli delle pellicole sugli Avengers, senza però mai scadere nel banale, e approfondendo la questione sotto vari punti di vista.

Lo stato d’animo di Peter è uno specchio di quello del resto del mondo, ed è lui il primo a dover ritrovare la fiducia negli eroi e in sé stesso, specialmente dopo la scomparsa di Tony/Iron Man. Ereditare la responsabilità di tenere il mondo al sicuro poteva essere qualcosa di incredibile per il ragazzino del Queens che aveva appena scoperto i propri poteri, ma il Peter che ha combattuto al fianco dei Vendicatori contro la più grande minaccia che l’universo conosciuto abbia mai visto, potrebbe essere incline a volersi godere una gioventù che non durerà poi ancora a lungo, e sarebbe anche difficile da biasimare per questo.

Perciò spazio ai conflitti interiori, spazio alle difficoltà che l’essere un supereroe presenta ora più che mai, specialmente quando sono ancora i propri amici e i propri cari ad essere in pericolo. Dopo i viaggi nello spazio e le battaglie su altri pianeti, spazio alla lotta con le apparenze, le insicurezze, i sentimenti e le verità difficili da accettare. Il tutto, però, sempre in pieno stile Marvel.

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Spider-Man: Far From Home sarà al cinema dal 10 luglio. E mi raccomando, rimanete per i titoli di coda che, come al solito, promettono grandi sorprese.

Laura Silvestri

Info

Titolo: Spider-Man: Far From Home

Durata: 124'

Data di Uscita: 10 luglio 2019

Regia: Jon Watts

Con

Tom Holland, Marisa Tomei, 

Zendaya, Jake Gyllenhaal, Jon Favreau, Jacob Bataillon, 

Samuel L. Jackson, Cobie Smulders

Distribuzione: Sony Pictures

Mulan – Teaser Trailer, Immagini e Poster Del Film

Siete pronti a tornare nell’antica Cina con Mulan?

Dopo l’omonimo classico d’animazione del 1998, Walt Disney Studio presenta Mulan, live-action dedicato alla leggendaria eroine che ha rischiato ogni cosa per proteggere la propria famiglia e il proprio Paese, diventando uno dei più grandi guerrieri che la Cina abbia mai conosciuto.

Diretta da Niki Caro, la pellicola arriverà nelle sale a Marzo 2020.

Della sceneggiatura se ne sono occupati Rick Jaffa, Amanda Silver, Elizabeth Martin e Lauren Hynes, ed è basata sul poema narrativo La ballata di Mulan.

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Nel cast del film Yifei Liu  (Mulan), Donnie Yen (Comandante Tung), Jason Scott Lee (Böri Khan), Yoson An (Cheng Honghui), Gong Li  (Xianniang) e Jet Li (Imperatore).

La Redazione

Comunicato e Materiali Stampa: Disney Italia

Annabelle 3 – La Recensione

Annabelle: Il ritorno della bambola diabolica

Determinati ad impedire ad Annabelle di continuare a seminare il caos, i demonologi Ed e Lorraine Warren portano la bambola posseduta nella stanza dei manufatti, rigorosamente chiusa a chiave. La coppia mette Annabelle al sicuro dietro un vetro consacrato e ottiene la santa benedizione da parte di un sacerdote. Un anno dopo, però, la figlia dei Warren e le sue amiche trascorrono una notte di orrore, dopo aver visitato la senza blindata risvegliando Annabelle e tutti gli spiriti maligni che tornano in vita grazie alla sua mediazione.

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Negli ultimi anni, il cinema horror statunitense è stato dominato dallo scontro a distanza tra New Line Cinema (sussidiaria della Warner Bros) e Blumhouse Productions (alleata con Universal Pictures e Paramount). Gli incassi hanno sorriso ad entrambe le case di produzione e i consensi critici sono arrivati in gran numero sia per lo studio fondato nel 1967 sia per quello costruito con la velocità di un fulmine a ciel sereno da Jason Blum.

Eppure, probabilmente, nonostante una metodologia di lavoro molto austera che punta su budget compresi tra i 3 e i 5 milioni, è possibile dire che Blumhouse si trovi ancora qualche passo avanti rispetto a New Line. Basti pensare che la carriera di James Wan, l’architetto del Conjuring Universe (una sorta di universo horror modellato sull’esempio ben più ampio del Marvel Cinematic Universe), è stata rilanciata proprio dall’intervento di Jason Blum, che, quando nessuno credeva in lui, ha prodotto per il cineasta malaysiano la saga di Insidious. Da quel momento in poi, gli incassi per l’horror hanno subito un’impennata, Wan è passato a lavorare per Warner Bros (ed è anche stato chiamato alla regia di Aquaman) e il modo di fare cinema di Blum ha fatto numerosissimi proseliti, tra cui Gary Dauberman, sceneggiatore della saga di Annabelle.

Un prodotto come The Conjuring ha trasformato lo stile Blumhouse e lo ha adattato a budget lievemente maggiorati. Pochi attori, una sola casa, particolare attenzione nella gestione dello spazio scenico, CGI pressoché assente e profusione di effetti artigianali: queste caratteristiche si sono sposate alla perfezione con l’ossessione per il maligno del cinema di James Wan. Sta di fatto che il franchise di The Conjuring ha dato vita anche a The Nun, ai tre episodi di Annabelle e a La Llorona, affermandosi come uno dei marchi più interessanti nel cinema horror del nuovo millennio. Dopo aver curato le sceneggiature di IT e dei primi due episodi di Annabelle, Gary Dauberman è passato alla regia, occupandosi del capitolo meglio realizzato della saga.

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 È inevitabile: il genere horror nasce dagli anfratti oscuri della nostra anima. Il nero e l’oscurità sono il punto cieco e dark da cui ogni visione deve passare per venire alla luce. E Annabelle ha l’ottimo merito di costruire una modalità di sviluppo particolarmente concentrata sui personaggi che porta in scena. Dopo un prologo azzeccato che coinvolge Ed e Lorraine Warren, la coppia lascia il posto ad attori che traghettano il capitolo verso un target differente.

Fondamentalmente, infatti, il film di Dauberman è un coming-of-age privo dell’aspetto più hardcore del genere. Piuttosto che costruire scene che facciano saltare lo spettatore dalla paura, il regista e sceneggiatore è interessato alla resa dei personaggi, esseri umani fragili i cui traumi orientano ogni loro scelta.

Non sorprende, quindi, trovare un primo atto e mezzo dilatato in cui non succede quasi nulla ma che serve per preparare il terreno ad un terzo atto che deflagra con forza e trascina il film verso il binario del ghost-movie. Nel corso dei 100 minuti circa di durata, Annabelle 3, come fosse un demone, cambia forma, abbraccia lo slasher, il trap-movie e, come già detto, il ghost-movie e persino il dramma adolescenziale.

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Il merito maggiore di questo buon film, tuttavia, risiede proprio nella costruzione della paura e nel trattamento anti-climatico cui è sottoposto lo sviluppo del racconto. Più e più volte, infatti, il regista si diverte ad accumulare tensione che verrà improvvisamente rilasciata in un nulla di fatto.

Un merito a parte va ad una particolare sequenza che gioca con i media e lo spoiler (ma è meglio non anticipare nulla). In definitiva, Annabelle 3 rappresenta un bel passo avanti per la saga ed un ottimo nuovo ingresso per il Conjuring Universe di James Wan.

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Annabelle 3 sarà dal 3 luglio al cinema.

Matteo Marescalco

Info

Titolo originale: Annabelle comes home

Durata: 106'

Data di uscita: 3 luglio 2019

Regia: Gary Dauberman

Con: 

Vera Farmiga, Patrick Wilson, 
Mckenna Grace, Madison Iseman

Distribuzione: Warner Bros. Italia

La Mia Vita Con John F. Donovan – La Recensione

Xavier Dolan vs. Il lato oscuro della critica cinematografica

Un’amicizia fatta di carta e inchiostro tra una star di Hollywood (Kit Harrington) e un suo giovane fan (Jacob Tremblay) è al centro dell’ultimo (anzi, penultimo) film di Xavier Dolan, il primo in lingua inglese, che porta sullo schermo tutti gli elementi tipici dei suoi racconti, ma in una nuova, interessante veste. 

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Sembrava impossibile, ma dopo un’odissea che pareva non avere fine (o meglio, non la fine che speravamo noi), La Mia Vita Con John F. Donovan è finalmente arrivato in Italia grazie a Lucky Red.

Dire che al suo debutto in quel del Toronto Film Festival 2018 il lungometraggio non è stato ben accolto dalla stampa estera, sarebbe un eufemismo: la critica lo ha semplicemente massacrato, dando vita a un metascore di appena 28 su IMDb, e addirittura del 18% su Rotten Tomatoes. Inoltre, il film ha finora trovato distribuzione solo in Italia e in Francia.

Non è ben chiaro il motivo per una tale avversione nei confronti di questa pellicola. Sebbene ognuno abbia diritto alla propria opinione, e non sta a noi giudicare quella altrui, sembrerebbe che Dolan sia riuscito a risvegliare il lato oscuro della critica cinematografica (che, già di suo, non è poi così sopito nemmeno in circostanze normali).

Ma a noi interessa il film in sé, ed è di questo che vi vogliamo parlare. Di come il debutto hollywoodiano di Xavier Dolan, almeno per quanto ci riguarda, ha invece abbastanza convinto. Di come non ci abbiamo visto lo sfacelo a cui faceva riferimento una stampa, forse, un po’ troppo disfattista. E di come La Mia Vita Con John F. Donovan ci abbia coinvolto, emozionato e in alcuni punti anche commosso.

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La storia è basata su due racconti paralleli: quello relativo a John F. Donovan (Kit Harington) e quello relativo a Rupert Turner (Jacob Tremblay), ma filtrati attraverso lo sguardo di un adulto Rupert (Ben Schnetzer), che narra i fatti accaduti a una prima scettica e disinteressata, poi più bendisposta e comprensiva reporter  (Thandie Newton).

L’adulto Rupert ha infatti scritto un libro in cui ha raccolto la corrispondenza epistolare venutasi a creare con il suo idolo, l’attore di Hollywood John F. Donovan, che dopo aver risposto alla sua prima fan mail, ha continuato a scrivere al ragazzino, diventandone amico.

Un’amicizia complicata, però, che ha dovuto affrontare momenti difficili, alcuni anche speculari, che hanno riguardato entrambi: i problemi di droga, il soffocamento dell’io dovuto a un’omosessualità repressa, gli svantaggi e le pressioni derivate dal successo, il difficile rapporto con i genitori,  il bullismo, le incomprensioni e la sensazione di estraneità, il desiderio di rimanere aggrappati al proprio sogno.

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Tutto questo e molto altro ci viene raccontato da un Dolan che trasferisce la sua esperienza personale su pellicola – rivediamo molto in Rupert del giovane Xavier, che all’età di otto anni scrisse al suo attore preferito, Leonardo DiCaprio -, ma che per diversi aspetti può benissimo applicarsi anche a molti altri coinvolti nell’industria – lo stesso Harington avrebbe di recente deciso di farsi ricoverare in una clinica di riabilitazione a causa di eccessivo stress e abuso di alcol -.

Con un cast stellare – che include anche Natalie Portman, Susan Sarandon, Kathy Bates e una “magica” apparizione di Michael Gambon -, La Mia Vita Con John F. Donovan dice la sua sul sogno americano, sulla società odierna (anche se gli eventi del film sono ambientati per buona parte nei primi anni duemila) e sulle difficoltà di essere se stessi e andare avanti per la propria strada senza farsi condizionare troppo da chi e cosa ci circonda. E lo fa attraversando le distanze, i continenti e le barriere fisiche, sociali e mentali.

Può piacere oppure no, si può recriminare o meno su determinati aspetti tecnici, ma non si può negare la sincerità di quest’opera e la voglia di far arrivare la propria essenza allo spettatore.

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La Mia Vita Con John F. Donovan è dal 27 Giugno al cinema.

Laura Silvestri

Info

Titolo Originale: The Death And Life Of John F. Donovan

Durata: 123'

Data di uscita: 27 Giugno 2019

Regia: Xavier Dolan

Con: 

Kit Harrington, Jacob Tremblay,

Kathy Bates, Natalie Portman,

 Susan Sarandon, Ben Schnetzer, 

Thandie Newton

Distribuzione: Lucky Red